cosa cambierebbe una partecipazione da record?

cosa cambierebbe una partecipazione da record?
cosa cambierebbe una partecipazione da record?
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SSe dobbiamo credere ai sondaggi, Emmanuel Macron potrebbe riuscire in almeno una delle scommesse alla base di queste elezioni legislative provocate dallo scioglimento dell’Assemblea nazionale: rimobilitare l’elettorato. Da quando ha premuto il “pulsante rosso”, lo ripete: queste elezioni sono destinate a creare “uno scossone”, “un risveglio”. Il che, ai suoi occhi, dovrebbe ovviamente consentirgli di riconquistare la maggioranza. Ma, in questa fase, è innanzitutto attraverso un massiccio ritorno alle urne che questo risveglio e questo avvio dovrebbero concretizzarsi. Infatti, una settimana prima del primo turno, si delinea una partecipazione record.

Secondo l’Ifop, venerdì 21 giugno il 64% dei francesi ha dichiarato di voler andare a votare. Si tratta di 12,5 punti in più rispetto alle elezioni europee del 9 giugno (51,49%), 12 punti in più rispetto al primo turno delle elezioni legislative del 2022 (51%) e 15 punti in più rispetto al primo turno delle elezioni legislative del 2017 (. 49%).


Questo rinnovato interesse riguarda tutte le categorie di età.

Anne Lacaud

Nel dettaglio, questo rinnovato interesse riguarda tutte le categorie di età. Così, tra i giovani tra i 18 ei 24 anni, il 53% si dichiara pronto a votare e il 50% tra i 25-34 anni. Oltre a ciò, questo indice di partecipazione sale al 60% tra quelli di età compresa tra 35 e 49 anni, al 70% tra quelli di età compresa tra 50 e 64 anni e al 73% tra quelli di età pari o superiore a 65 anni. Altro elemento degno di nota è che questo indice supera il 50% anche indipendentemente dalle professioni: 65% tra i dirigenti, 65% tra le professioni intermedie, 60% tra gli impiegati e 55% tra gli operai. Raggiunge il 73% tra i pensionati.

“Un momento davvero speciale”

“A differenza della partecipazione abituale, questa volta si presenta in modo molto omogeneo”, osserva Frédéric Dabi, direttore generale dell’Ifop. Tutti gli elettori vogliono votare. » E ciascuno per le proprie ragioni: sostenere o contrastare l’estrema destra, sostenere o contrastare il Nuovo Fronte Popolare, sostenere la maggioranza presidenziale uscente o questa frangia di repubblicani che non ha seguito Éric Ciotti nella sua alleanza con il Raggruppamento Nazionale…

“Non abbiamo mai sperimentato una cosa del genere dall’ultimo scioglimento nel 1997. Viviamo in un momento molto speciale”

Una cosa è certa: se questa voglia di voto non si affievolisce, con una partecipazione del 64%, queste elezioni legislative del 2024 potrebbero essere una grande annata. “Non abbiamo mai sperimentato una cosa del genere dall’ultimo scioglimento nel 1997”, ricorda Frédéric Dabi. Nelle elezioni legislative che seguirono la partecipazione fu del 67,98% al primo turno e del 71,08% al secondo turno. Viviamo quindi un momento molto particolare. »

Questa intenzione di non abbandonare le elezioni si riscontra nel gran numero di deleghe già costituite. Tra il 10 e il 20 giugno il Viminale ne ha già registrati più di un milione, più precisamente 1.055.067. Si tratta quindi di più di due anni fa nelle ultime elezioni legislative: nel 2022 ce n’erano state esattamente 1.021.350 Il contesto del momento – un Raggruppamento nazionale mai stato così vicino al potere, una sinistra che nonostante le sue divisioni è riuscita ad allearsi, una maggioranza presidenziale minacciata di una schiacciante sconfitta – spiega questa mobilitazione, anche il calendario è importante.

Nel 2022, i due round si sono svolti il ​​12 e 19 giugno. Lì, il secondo si terrà nel primo fine settimana delle vacanze scolastiche. “Questa è la prima volta nella storia del Ve Repubblica che voteremo il 7 luglio”, insiste Frédéric Dabi. Il motivo di questo numero così elevato di deleghe? “Il 42% dei francesi non va in vacanza”, ricorda. Ma, più in generale, c’è troppa eterogeneità nei proxy per trarre conclusioni. »

Fronte repubblicano

Quanto a chi potrà beneficiare di questa partecipazione, al di là di quanto mostrano i sondaggi, emerge un elemento: il secondo turno dovrebbe presentare un volto completamente diverso rispetto alle ultime elezioni legislative. “Se la partecipazione si mantiene intorno al 64%”, spiega Frédéric Dabi, dovrebbe essere possibile restare al secondo turno con il 17%, che è molto inferiore rispetto al 2022, quando era necessario raggiungere dal 26 al 27%. » Mentre nel 2022 c’erano solo otto triangolari, questa volta dovrebbero essere uno dei segni distintivi di queste elezioni. “L’ordine di arrivo al primo turno sarà quindi molto importante”, avverte Frédéric Dabi. Infatti, laddove la RN arriverà prima il 30 giugno, la pressione sarà molto forte su coloro che sono arrivati ​​in terza posizione affinché si ritirino a favore del secondo per bloccare l’estrema destra. E questo, in nome di un nuovo fronte repubblicano.

Chiaramente, se i sondaggi, che danno in testa il Raduno Nazionale, dovessero essere confermati il ​​30 giugno, il primo turno sarà quindi decisivo.

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