la joint venture Azule Energy acquisisce una quota del 42,5% nella PEL 85 nel bacino dell’Orange

la joint venture Azule Energy acquisisce una quota del 42,5% nella PEL 85 nel bacino dell’Orange
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(Agenzia Ecofin) – Azule Energy, una joint venture formata dalla società Eni e dal suo partner BP, spera di sviluppare le proprie attività oltre l’industria petrolifera angolana dove è attualmente attiva.

Azule Energy, la joint venture composta dalla società britannica BP e dalla controparte italiana Eni, ha formalizzato venerdì 3 maggio un accordo di farm-out sul perimetro esplorativo di petrolio e gas PEL 85, situato nel bacino di Orange, al largo della Namibia.

L’accordo è stato concluso con Rhino Resources Namibia, società con sede in Sud Africa che finora deteneva l’85% di PEL 85. Delle cui quote ha appena ceduto la metà, cioè il 42,5%, ad Azule Energy per un prezzo importo che non è stato specificato.

Nell’ambito di tale accordo, si prevede in particolare che Azule esegua attività di perforazione riguardanti almeno due pozzi esplorativi, il primo dei quali dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno. Viene inoltre annunciata la possibile firma di un contratto di esercizio sul PEL 85. Coperto da 1.700 km² di dati sismici 3D acquisiti nel 2022, il perimetro è circondato da diverse scoperte petrolifere effettuate negli ultimi mesi da Galp, Shell e TotalEnergies.

Attraverso questa acquisizione, Azule Energy entra anche nella corsa all’esplorazione del bacino dell’Orange con il moltiplicarsi delle scoperte commerciali di giacimenti di petrolio e gas in Namibia. La joint venture si unisce alla società americana Chevron che, meno di una settimana fa, si era offerta una quota dell’80% nella zona.

Abdel-Latif Boureim

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