“È essenziale che gli abitanti di Bruxelles, qualunque sia la loro origine, riprendano il loro patrimonio”

“È essenziale che gli abitanti di Bruxelles, qualunque sia la loro origine, riprendano il loro patrimonio”
“È essenziale che gli abitanti di Bruxelles, qualunque sia la loro origine, riprendano il loro patrimonio”
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L’opinione di Paul Grosjean, caporedattore di MétroPaul

Questo 9 giugno 2024, come in tutte le entità federate, i brussellesi hanno votato a livello regionale. Poi, nel 2029, celebreremo il 40° anniversario della Regione Bruxelles-Capitale. Nel 2030, infine, ricorrerà il Bicentenario del Belgio. Senza contare che, quell’anno, Bruxelles potrebbe essere anche Capitale Europea della Cultura. Ciò dimostra se la capitale del Belgio sarà al centro delle notizie per i prossimi sei anni. Da lì in poi è fondamentale affermare l’identità di Bruxelles. Questo approccio implica necessariamente innanzitutto la definizione dei pilastri di questa identità in continua evoluzione. A questo proposito mi sembra fondamentale ricordare l’importanza del patrimonio di Bruxelles…

Un folklore ereditato dal passato

Come tutti i centri urbani, Bruxelles ha il suo folklore ereditato da diverse centinaia di anni di esistenza. Esiste una lingua di Bruxelles che non è né fiamminga né francese. I linguisti faranno notare che in realtà esistono quattro dialetti diversi. Eppure, se ti parlo di peiDi pilsDi carabistouilleDi dikkenekDi fratelloDi drachecapirai che lo sono Bruxelles. No forse!!??!?! E per instillarti questo patois, ti porterei al Théâtre de Toone o al Théâtre des Galeries (dove potremmo andare a vedere Il matrimonio di Mademoiselle Beulemans O Bossemans e Coppenolle). Poi, per continuare questo viaggio identitario, vi porterei verso lo Stade de l’Union Saint-Gilloise, nella speranza di incontrare il Sfilata di Zwanze. Oppure andavamo all’Anderlecht a sostenere lo Sporting e a mangiare lì Cappello bianco. Con l’idea di mangiare un buon “filetto americano” (di cui quest’anno festeggiamo il centenario). Potremmo quindi tornare al Sacro Ilot per vedere il Manneken-pis e adagiare delle crocchette di gamberi Taverna di passaggio

Bruxelles sta svendendo il suo patrimonio?

Ovviamente tutto ciò ci fa pensare con rabbia al momento in cui “Bruxelles Bruxelles”, come cantava il Grande Jacques nel 1962. Sebbene fosse solo a partire dagli anni ’60, Bruxelles si trasformò con l’arrivo di nuove popolazioni. La città del Brabante è gradualmente diventata la capitale d’Europa, accogliendo al contempo la NATO e molteplici organizzazioni internazionali. A tal punto che oggi possiamo parlare di Parata di Zinneke : la nostra città-regione è una città-mondo. È la più cosmopolita dopo Dubai. In ogni caso Bruxelles è una metropoli multilingue dove tutto il pianeta può vedere se stesso. In un piccolo territorio di 161 km2 si contano 185 nazionalità per 104 lingue parlate. Ciò significa che non devi necessariamente parlare francese o olandese per sentirti di Bruxelles. Bruxelles è più della somma di due comunità. Il fatto è che ognuno ha la possibilità di far propria la lingua di ognuno. Per convincersene basta guardare l’incredibile diversità dei ristoranti di Bruxelles. L’identità di Bruxelles è infatti costituita da diversi strati che si sovrappongono senza tante storie e in uno spirito di apertura. Non abbiamo necessariamente le stesse origini ma abbiamo un destino comune. La sfida è quindi rafforzare questa coesione tra tutte le comunità…

Troppo diviso

Una volta percepiti gli ingredienti di questa “nuova identità”, non possiamo che constatare che le istituzioni di Bruxelles non riflettono la realtà sociologica del loro territorio. In altre parole, le strutture di questa città-regione non si sono evolute allo stesso ritmo della sua identità. Il tessuto politico e amministrativo della Regione di Bruxelles-Capitale (che deve peraltro comprendere 19 comuni) è ancora troppo diviso tra francofoni e neerlandesi. Tuttavia, un brussellese francofono non si sente vallone e un brussellese olandese si sente sempre meno fiammingo. Insomma, l’unico modo perché la Regione diventi veramente adulta è creare strutture nuove, autonome e semplici. Questo è ciò verso cui i nostri rappresentanti dovrebbero lavorare negli anni a venire. Spetta alle autorità future definire questa identità e le istituzioni che ne derivano…

Come vuole trasformarsi il sito del Cinquantenario per il 2030

Di fronte a tali questioni “storiche”, il ruolo del patrimonio di Bruxelles, come quello del patrimonio, deve essere valorizzato. È importante che tutti prendano coscienza dell’incredibile ricchezza del patrimonio di Bruxelles, siano essi beni pubblici o beni privati, siano essi elementi materiali o immateriali. Edward Leenders, il direttore (olandese) del futuro Grand Hotel Astoria Bruxelles, ha recentemente affermato che Bruxelles deve smettere di avere un complesso di inferiorità rispetto a Parigi o Londra.

Chantal Akermann

In realtà, al di là della politica, è essenziale che tutti coloro che vivono a Bruxelles, qualunque sia la loro origine, rivendichino la propria eredità. Mettendo in risalto le meraviglie del loro patrimonio, i residenti di Bruxelles hanno l’opportunità di affermare la propria identità regionale. Devono essere i primi ambasciatori della loro comunità urbana. Ricordiamo che, ai tempi di Carlo V, Bruxelles era la capitale del mondo. E sottolineiamo che oggi Bruxelles ha la piazza più bella del mondo, le gallerie più belle del mondo e il monumento storico più grande del mondo. E se parliamo di Art Nouveau, possiamo ricordare che questo stile architettonico è stato inventato da Victor Horta, sul lato dell’Avenue Louise, presso l’Hôtel Tassel. Aggiungo che una delle residenze più belle del mondo si trova a Woluwé-Saint-Pierre, presso il Palais Stoclet (purtroppo ancora inaccessibile). Infine, sapete qual è il miglior film di tutti i tempi secondo i serissimi? Istituto cinematografico britannico ? Non è IL Padrino O Il cittadino Kane. È semplicemente il film di Chantal Akerman. Jeanne Dielman, 23 Quai du Commerce, 1080 Bruxelles. Difficile ottenere di più da Bruxelles… In breve, è valorizzando il loro patrimonio eccezionale che tutti coloro che sono legati a Bruxelles potranno rafforzare l’identità di Bruxelles!

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