Dopo quattro anni di sonno profondo, “Anna O” torna in vita. Ma è davvero una buona notizia?

Dopo quattro anni di sonno profondo, “Anna O” torna in vita. Ma è davvero una buona notizia?
Dopo quattro anni di sonno profondo, “Anna O” torna in vita. Ma è davvero una buona notizia?
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In copertina, una palpebra chiusa su cui cade una lacrima. In generale, il titolo, Anna O. Ma nessun nome dell’autore. Una decisione della redazione, che segue quanto fatto in tanti altri Paesi. E che aggiunge un po’ di mistero all’opera.

Sullo striscione rosso che circonda il libro, alcune frasi entusiaste dei critici anglosassoni che hanno scoperto il thriller nella sua versione originale. Da allora, l’opera è stata venduta in trenta paesi ed eccola qui, pubblicata in francese dalle edizioni Buchet-Chastel. Un primo romanzo in cui crediamo fermamente, quello dell’editore parigino, che non ha esitato a investire in un testo di 528 pagine.

Coinvolgente e ben realizzato

È giusto ? SÌ. Perché, in effetti, il libro di Matthew Blake ha qualcosa che crea dipendenza. Non solo perché il thriller è ben costruito, ma anche perché ci immerge nei misteri della psicologia e nei misteri delle neuroscienze. Il titolo, Anna O, è uguale anche a quello di un’opera di un certo Sigmund Freud (con Josef Breuer). Bertha Pappenheim, alias Anna O, fu, infatti, la prima paziente di Freud e, pertanto, è considerata la prima paziente nella storia della psicoanalisi.

La trama del libro di Matthew Blake è ambientata a Londra, in parte nel 2019 e in parte ai giorni nostri. È qui che lavora il dottor Benedict Prince, uno specialista del sonno a cui è affidato il caso molto pubblicizzato di Anna Ogilvy. La giovane donna di buona famiglia, giornalista ambiziosa che ha creato una propria rivista, è immersa in un sonno profondo da quattro anni e niente e nessuno potrà tirarla fuori. È sprofondata in una notte infinita il giorno dopo l’assassinio delle sue due migliori amiche, pugnalate ciascuna dieci volte. Prima di affondare, Anna ha inviato alla sua famiglia un messaggio conciso: “Scusate, penso di averli uccisi”. La lama ricoperta di sangue e le sue impronte sembrano corroborare le sue parole.

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Quindi, per poterla giudicare, il Ministero della Giustizia ha tutto l’interesse a farla risvegliare. Ciò che il dottor Prince dovrà affrontare. Ovviamente, riportare Anna alla coscienza non avverrà senza danni collaterali.

Attenzione a perdersi

Costruito con grande precisione e una buona dose di malizia, il primo romanzo di Matthew Blake seduce già nelle prime 300 pagine. Poiché tutti i meccanismi sono messi a posto, i personaggi acquistano profondità e l’ambientazione diventa più soffocante ad ogni pagina. Ma non è Stephen King a volerlo e, a poco a poco, attraverso false piste, il piacere di lasciarsi ingannare comincia a dare un po’ fastidio. Di conseguenza, i colpi di scena (e ce ne sono molti) cominciano a suonare falsi e non ci prendiamo più il tempo di interessarcene davvero perché sappiamo già che verranno svelati poche pagine dopo.

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Tuttavia, con una piroetta finale piuttosto spettacolare, l’autore riesce a riportare Anna O sulla buona strada per offrire un finale abbastanza sorprendente e piuttosto sconcertante. Ma per scoprirlo bisognerà aspettare qualche (lungo) capitolo.

Anna O | Thriller | Matteo Blake | Buchet-Chastel, 528 pp., 23€, digitale 17€

ESTRATTO

”Gli eventi del caso Anna O sono relativamente semplici. Penso che sia per questo che tutti lo ricordano. C’è qualcosa di scioccante in questa cruda semplicità.

Alle tre e dieci del mattino del 30 agosto 2019, Anna Ogilvy, venticinque anni, figlia di un alto funzionario governativo, fondatrice e caporedattrice della rivista Elementare, è stata trovata addormentata nel suo cottage in un centro di ritiro nell’Oxfordshire, con un coltello da cucina da otto pollici accanto a lei. Nel cottage accanto c’erano i corpi dei suoi migliori amici: Douglas Bute, ventisei anni, e Indira Sharma, venticinque.

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