Cinema nero argentino, opere horror – Libération

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Flashback

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“Let the Beast Die” e “The Black Vampire” di Román Viñoly Barreto, “A Murder for Nothing” di Fernando Ayala: uscita nelle sale di tre gioielli degli anni ’50, che esaltano i codici del genere.

In tempi normali – vale a dire senza l’esplosione elettorale e le Olimpiadi in vista – l’estate è un periodo piuttosto calmo, favorevole a (ri)scoperte cinefile e ad altri tuffi nelle cinematografie di ieri e altrove. Dopo le perle dell’età dell’oro messicana, la Camellia Films mette in risalto una parte ancora più sconosciuta del cinema sudamericano: il film noir argentino degli anni Cinquanta, fiore all’occhiello dell’età classica che non ha nulla a che vedere con i suoi cugini hollywoodiani . Il febbrile splendore dei tre thriller in arrivo nei cinema questa settimana – Lascia che la bestia muoia E il vampiro nero di Román Viñoly Barreto, Un omicidio per niente di Fernando Ayala – offre uno spaccato sorprendente della prodigiosa vitalità di questo cinema strappato all’oblio grazie al collezionista di film Fernando Martín Peña – al quale si deve anche il ritrovamento a Buenos Aires di una copia integrale del Metropoli di Fritz Lang, ritenuto perduto per sempre.

Prodotte sotto il mandato del caudillo Juan Perón, queste perle nere magnificamente restaurate abbracciano i codici del genere: notte urbana, richiamo dell’oscurità, tenaglie del destino tra fatalismo appiccicoso e disincanto, voce fuori campo profonda, eredità estetica del cinema espressionista con i suoi balletti di ombre sproporzionate, le sue diagonali caotiche, le sue inquadrature

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