Una stella artificiale mandata nello spazio

Una stella artificiale mandata nello spazio
Una stella artificiale mandata nello spazio
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La NASA, in collaborazione con diverse università e istituzioni, si prepara a lanciare entro il 2029 la missione spaziale Landolt, volta a posizionare una stella artificiale, un satellite delle dimensioni di una scatola di scarpe chiamato Landolt e dotato di otto laser, su un’orbita geosincrona attorno alla Terra ad un’altitudine di circa 35.785 chilometri.

La stella artificiale emetterà fasci di luce controllati, imitando le caratteristiche di una stella reale, consentendo agli scienziati di confrontare la sua luminosità con quella delle stelle vere e creare cataloghi di luminosità stellare più accurati.

Ciò potrebbe migliorare la precisione dei telescopi terrestri consentendo misurazioni precise della luminosità delle stelle, degli oggetti nella nostra galassia e oltre, migliorando potenzialmente la comprensione dell’evoluzione stellare, delle zone abitabili, dell’energia oscura, dell’espansione cosmica e aiutando nella scoperta di zone abitabili. esopianeti.

La stella artificiale, costata 19,5 milioni di dollari e grande quanto una scatola da scarpe, sarà visibile attraverso un telescopio personale ma non ad occhio nudo.

Prendendo il nome dall’astronomo Arlo Landolt, noto per i suoi cataloghi sulla luminosità stellare, si prevede che la missione avrà un impatto significativo sull’astronomia migliorando la comprensione di stelle, esopianeti, energia oscura e altro ancora, portando potenzialmente a scoperte nell’astrofisica e nella fotometria stellare.

Il centro di controllo a terra della missione avrà sede presso la George Mason University in Virginia e si basa sul lavoro dell’astronomo Landolt, noto per i suoi cataloghi di luminosità stellare.

Confrontando la luminosità del laser della stella artificiale con quella delle stelle reali, gli scienziati possono creare database di luminosità più accurati, aiutando a comprendere l’energia oscura, l’espansione dell’universo e potenzialmente a trovare pianeti abitabili simili alla Terra.

La missione Landolt si concentra anche sullo studio della luminosità totale di una stella, in particolare durante un evento nova previsto per settembre nella corona settentrionale della Via Lattea, dove una gigante rossa perde continuamente idrogeno leggero, portando a una possibile esplosione termonucleare visibile dall’osservatorio Terra per circa un anno.

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