Emo inaugura l’era della comunicazione non verbale tramite robot

Emo inaugura l’era della comunicazione non verbale tramite robot
Emo inaugura l’era della comunicazione non verbale tramite robot
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I ricercatori della Columbia University hanno creato un robot chiamato Emo in grado di prevedere e riprodurre le espressioni facciali umane.

Nel corso dei decenni, l’intelligenza artificiale (AI) ha fatto notevoli progressi nella comunicazione verbale, come dimostra il successo di ChatGPT. comunque, il comunicazione non verbale, essenziale per le interazioni naturali, rimane una sfida importante. Il team del Creatives Machine Lab della Columbia University ha fatto un nuovo passo avanti con la creazione di Emo, un robot con un’abilità unica: anticipare e replicare le espressioni facciali umane anche prima che non si manifestano.

Un robot con espressione umana

Emo è una testa robotica ricoperta da una pelle di silicone e alimentata da un complesso sistema di 26 micromotori altamente sofisticato. Questa ingegneria all’avanguardia gli consente di imitare e riprodurre le più piccole espressioni facciali umane con sorprendente precisione, incluso il sorrisouna delle più sottile e sfumato.

Tuttavia, la vera abilità di Emo risiede nella sua abilità unica anticipare e anticipare le espressioni umane. Dotato di visione, il robot è in grado di rilevare segni premonitori di un sorriso e per abbozzare spontaneamente questa stessa espressione, a Frazione di secondo prima che appaia sul volto del suo interlocutore umano.

Questa impresa deriva dall’integrazione di due distinte intelligenze artificiali. La prima AI prevede il comportamento dell’interlocutore, mentre la seconda coordina i motori facciali per generare l’espressione appropriata. Per raggiungere questo livello di prestazioni, i ricercatori hanno addestrato le IA su video di YouTube che catturavano espressioni umane, nonché su registrazioni del robot stesso, riproducendo queste espressioni come se fossero davanti a uno specchio.

Maggiore immersione nell’interazione

Secondo Yuhang Hu, dottorando all’origine di questo studio, questo progresso rappresenta un vero e proprio “ rivoluzione ” nel campo della comunicazione non verbale tra uomo e macchina. Infatti, la capacità di Emo di reagire alle espressioni del suo interlocutore, come un essere umanodona una dimensione di immersione e naturalezza senza precedenti agli scambi.

Interagendo con Emo, gli utenti saranno consapevoli di stare comunicando con una macchina, ma vivranno un’esperienza più naturale e amichevole rispetto a quella di un semplice scambio verbale, assicurano i ricercatori. Questi ultimi stanno già pianificando l’integrazione in Emo a IA conversazionale in stile ChatGPTcombinando così comunicazioni verbali e non verbali.

Verso compagni robotici di fantascienza

Oltre al suo aspetto veramente innovativo, questa svolta apre la strada ad applicazioni promettenti. Perfezionando e arricchendo le capacità di Emo, possiamo immaginare robot educativiassistenti domestici o addirittura compagni robotici come quelli raffigurati nelle opere di fantascienza.

Anche se c’è ancora molta strada da fare, Emo rappresenta un passo cruciale verso questo obiettivo un’interazione uomo-macchina più naturale e coinvolgenteavvicinando un po’ la realtà alla finzione.

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