Nel suo atto d’accusa, il procuratore generale ha chiesto anche una condanna a 18 anni di reclusione contro l’ex compagno di Sandrine Pissarra, ritenendolo colpevole di aver “privato la figliastra delle cure e del cibo”. .
Pubblicato il 24/01/2025 10:23
Aggiornato il 24/01/2025 10:50
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Venerdì 24 gennaio l’accusa ha chiesto l’ergastolo con 20 anni di libertà nei confronti di Sandrine Pissarra. Questa madre fu processata davanti all’assise dell’Hérault per atti di “tortura” E “barbarie” per aver fatto morire di fame la figlia Amandine, 13 anni.
Nel suo atto d’accusa, il procuratore generale, Jean-Marie Beney, ha chiesto anche una condanna a 18 anni di reclusione contro l’ex compagno di Sandrine Pissarra, Jean-Michel Cros. La considera colpevole di averlo “privo di cure o cibo” sua nuora, che pesava solo 28 kg quando morì il 6 agosto 2020.
Per più di un’ora giovedì, in un ultimo faccia a faccia con la madre, Eric Emmanuelidis, presidente della Corte d’Assise, ha cercato di comprendere il processo che ha portato alla morte di Amandine, secondo le sue dichiarazioni riportate da France 3. Occitania. Raramente tirava fuori dagli schemi Sandrine Pissara. “Anche se non ti piaceva, come puoi picchiare, strappare i capelli a un bambino di 2 anni e mezzo, 5, 7 anni?”le chiese.
Di fronte alle insistenze del presidente, Sandrine Pissara ha ammesso di essere vista dall’esterno come “una madre mostruosa”. Ammette solo qualche schiaffo e qualche tirata di capelli, nega le torture e altre umiliazioni.