la selezione di libri del servizio “Idee” del Point

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HA scadenza regolare, Le Postillon – il servizio Idee di Punto – ti invita a condividere le sue letture (saggi, studi, analisi, ecc.) che possano nutrire la tua riflessione, soddisfare la tua curiosità, affinare il tuo pensiero critico, soddisfare il tuo desiderio di fuga o fornirti risorse spirituali per affrontare momenti difficili .

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Un giusto tra i giusti

“Prendi il pane, prendi lo zucchero. Stai zitto, non è necessario parlare. » Per sei mesi un muratore italiano condivise la sua razione giornaliera con Primo Levi nel campo di Buna-Monowitz. Ma quest’uomo taciturno, che passava la posta, rifiutava sempre i ringraziamenti di chi scriveva di lui Se è un uomo : “È proprio a Lorenzo che devo essere ancora vivo oggi; non tanto per il suo aiuto materiale quanto per avermelo costantemente ricordato con la sua presenza […] che esisteva ancora, fuori dal nostro, un mondo giusto, cose ed esseri rimasti puri e onesti, che né la corruzione né la barbarie avevano contaminato, che erano rimasti estranei all’odio e alla paura. »

Chi era Lorenzo Perrone, questo sconosciuto santo laico, che infesta l’opera di Primo Levi, che tentò invano, nel dopoguerra, di salvare in cambio il suo salvatore? Impossibilitato a ritornare al mondo, si lascia morire nel 1952. Carlo Greppi firma un’affascinante indagine attorno all’“amico incontrato per strada” nei giorni peggiori. François-Guillaume Lorrain

“Un uomo senza parole”di Carlo Greppi, traduzione dall’italiano di Marc Lesage, JC Lattès, aprile 2024, 300 pagine, 22,90 euro.

Questo è rimasto dove regna la confusione

È una mania. A sinistra, piuttosto che mettere in discussione le idee come priorità, preferiamo designare gli individui. E quando essi stessi sono di sinistra, dobbiamo naturalmente considerarli dei devianti. Philippe Corcuff e Philippe Marlière nominano i colpevoli: Hollande, Macron, Mélenchon, Roussel, Ruffin e Onfray. Nel loro saggio, i professori espongono le loro lamentele e capita che colgano nel segno.

I “pistoleri” hanno quasi tutti ceduto a una sorta di nazionalismo autoritario di cui non si parla mai. In questo modo ci troveremmo in un “confusionismo” che, alla fine, favorisce l’estrema destra. Gli autori sottolineano la cospirazione di alcuni e il populismo di altri. Mettendosi sotto l’egida di Mendès France, attaccarono il settarismo caro a Mélenchon. Ma prendiamo le distanze quando presentano con entusiasmo la nuova fucina della sinistra: Assa Traoré, Camille Étienne, Clémentine Autain… Ha detto Mahrane

“I pistoleri della sinistra”di Philippe Corcuff e Philippe Marlière, Textual, aprile 2024, 96 pagine, 11,90 euro.

Elogio della contemplazione

Esitazione, ritiro, meditazione, intuizione, lode, stato d’animo, sguardo, ascolto, Shabbat… Questi sono i volti che il filosofo tedesco Byung-Chul Han dà all’inattività. “L’inattività non si oppone all’attività: al contrario, l’una si nutre dell’altra”, scrive. Di origine coreana, questo delicato saggista, autore di vivaci trattatini in cui si tratta tanto di letteratura e poesia quanto di metafisica, offre uno sguardo al mondo e alla vita al tempo stesso orientale e occidentale.

Dal giapponese Masanobu Fukuoka prende in prestito la lezione dell’“agricoltura del non fare”: come dimostra la vita di una foresta, la natura coltiva se stessa. Di Tommaso d’Aquino, maestro della teologia medievale, riporta questa folgorante lezione: «È alla felicità dell’osservazione che la vita politica sembra tendere generalmente: è la pace fondata e conservata grazie all’obiettivo dato che mette gli uomini in grado di dedicarsi alla contemplazione della verità. » Da rizzare i capelli. Sébastien Lapaque

“Vita contemplativa o inattività”di Byung-Chul Han, traduzione dal tedesco di Olivier Mannoni, Actes Sud, aprile 2024, 144 pagine, 17 euro.

Nell’era della standardizzazione

Man mano che “l’offerta di mercato si sviluppa in una società capitalista”, il mondo diventa più uniforme. “Ci lasciamo ingannare da una diversità solo apparente”. Dovunque le stesse usanze, gli stessi oggetti, gli stessi vestiti, lo stesso cibo e sempre meno lingue. Quel che è peggio, il nostro mondo di perfezione geometrica ha perso il senso di incertezza, di equivoco, di ambiguità. Viviamo alla superficie delle cose, in una cultura di massa che è una cultura di primo grado. Ciò che è vero dovrebbe esserlo ovunque e per sempre – da qui l’ascesa del fondamentalismo religioso. Questa è la tesi dello storico tedesco Thomas Bauer, che riprende alcune intuizioni di Stefan Zweig in Standardizzazione del mondo. La forza del suo lavoro è quella di combinare sociologia, teoria critica, antropologia religiosa e storia dell’arte. S.L.

“Verso un mondo univoco. Sulla perdita di ambiguità e diversità »di Thomas Bauer, traduzione dal tedesco di Christophe Lucchese, L’Échappée, marzo 2024, 128 pagine, 14 euro.

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