Giornata dell’Africa, la visione dei prelati africani per il continente

-

Questo sabato, 25 maggio, si celebra la Giornata dell’Africa. In questa occasione, i cardinali Dieudonné Nzapalainga della Repubblica Centrafricana, Théodore Adrien Sarr del Senegal e mons. Marcelin Kouadio, presidente della Conferenza episcopale della Costa d’Avorio, esortano gli africani a prendere coscienza della loro dignità. Chiedono anche responsabilità nel continente per la pace, la giustizia e l’unità.

Françoise Niamien – Città del Vaticano

La Giornata dell’Africa, celebrata il 25 maggio di ogni anno, commemora la fondazione, avvenuta il 25 maggio 1963, dell’Organizzazione dell’Unità Africana (OUA), divenuta Unione Africana (UA) nel 2002. Rappresenta anche il simbolo della lotta dell’intero continente africano per la sua liberazione, sviluppo e progresso economico. In occasione di questa giornata dedicata all’Africa, il 25 maggio 2024, cardinali e vescovi africani hanno confidato ai media vaticani la loro visione su questo continente.

La consapevolezza della propria dignità e del proprio valore

Il cardinale Théodore Adrien Sarr, arcivescovo emerito di Dakar in Senegal, afferma di vedere questa iniziativa come un forte momento di autoriflessione, in cui gli africani si impegnano a “un esame di coscienza ravvivando la propria dignità e la consapevolezza della libertà“. E questo, affinché essi stessi conducano il proprio destino in riferimento al disegno di Dio. Dalla sua analisi, l’arcivescovo emerito di Dakar ritiene che “Gli africani non sono abbastanza consapevoli della loro dignità e del loro valore per dimostrare agli altri che sono loro pari e che non devono subirli“.

Sii padrone del tuo destino

Il cardinale senegalese esorta quindi tutti gli africani ad essere “padroni del loro sviluppo“. “Noi stessi africani dobbiamo guardarci e considerarci “liberi e responsabili” per non lasciarci influenzare negativamente dalle potenze straniere.“. Come figlio di questo continente, continua: “egli Sta a noi decidere cosa è meglio per i nostri Paesi, impegnarci a definirlo e a realizzarlo.“. “Possa l’Africa stessa essere padrona del suo destino», questo l’auspicio del cardinale Sarr che tuttavia sottolinea che questa visione non è sinonimo di isolamento o introversione. “Abbiamo anche l’intelligenza e il know-how da condividere» chiarì. A suo avviso, il bisogno di aiuti dell’Africa non deve condizionarla al punto da farle perdere la sua dignità.

“Africa, alzati e cammina. Prendi in mano il tuo destino e cammina”

>>>>>>




Cardinale Théodore Adrien Sarr, Arcivescovo emerito di Dakar (Senegal).

Intervista al cardinale Sarr

Sognando un nuovo africano

Il presidente della Conferenza dei Vescovi cattolici della Costa d’Avorio, CECCI, mons. Marcelin Yao Kouadio, sogna da parte sua”di una nuova Africa a livello politico, economico, culturale, anche religioso“. Il vescovo della diocesi di Daloa si rammarica che il continente appaia come “un’appendice oggi sulla scena mondiale“. Da qui il suo invito agli africani a lavorare per dare più valore, dignità e visibilità all’Africa, continente che ha vissuto”schiavitù, colonizzazione e saccheggio dall’alba dei tempi e fino ad oggi», anche mons. Yao Kouadio sogna un’Africa veramente sovrana. Per il vescovo ivoriano l’avvento di questo”nuova Africa» passa attraverso il lavoro ben fatto dei suoi figli, e «governanti particolarmente degni e liberi” senza influenza straniera”e “che si prendono cura della loro gente”.

“La salvezza dell’Africa verrà solo dagli africani stessi, attraverso un lavoro benefico nella pace, nella giustizia, nella verità e nella libertà, questa è la mia preghiera”.

>>>Mons. Marcelin Yao Kouadio, presidente della CECCI
>
>
>


Mons. Marcelin Yao Kouadio, presidente della CECCI


Mons. Marcelin Yao Kouadio, presidente della CECCI

Intervista a mons. Marcelin Yao Kouadio

“L’istruzione, chiave di volta di ogni sviluppo”

L’edizione 2024 dell’Africa Day ha come tema: “L’istruzione al servizio dell’innovazione, dello sviluppo e della cultura in Africa“. Muovendo da questo tema, il cardinale Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui nella Repubblica Centrafricana, ha sostenuto che l’educazione è “la chiave di volta di ogni sviluppo“. Purtroppo, deplora, in diverse parti del continente, l’educazione dei bambini è minacciata dalla guerra e da ogni tipo di violenza.

Un continente senza istruzione è un continente senza futuro», sottolinea il cardinale Nzapalaiga, che chiede la fine di tutti questi conflitti che insanguinano il continente. “Dobbiamo dare ai nostri figli la possibilità di un’educazione preziosa affinché in futuro siano uomini e donne capaci di contribuire alla costruzione di un’Africa pacifica e sviluppata.», insiste l’arcivescovo di Bangui.

Pace e democrazia

Il cardinale centrafricano ribadisce il suo appello per un’Africa di pace, che richiede una reale istituzione della democrazia nel continente. “La confisca del potere è oggi uno dei mali di cui soffre il nostro continente“, ha lamentato. Lui pensa “che è tempo che i nostri leader creino condizioni giuste, eque e democratiche per evitare colpi di stato, guerre e altri conflitti che continuano a piangere il nostro continente e causano ogni giorno sfollati e rifugiati interni“. Esprimendo la sua vicinanza a tutte le popolazioni in lutto, agli sfollati interni e ai rifugiati a causa della guerra, il cardinale centrafricano, il cui Paese porta ancora le conseguenze della violenza, esorta tutti i governanti e i leader africani a lasciare in eredità un’eredità di pace, di rispetto per la persona umana diritti, fraternità, uguaglianza per i popoli. “LL’Africa ha bisogno della pace per costruire se stessa; siamo tutti chiamati a lavorare per realizzare questa pace nell’unità», ha insistito il cardinale Nzapalainga.

>>>
>
>
>


Cardinale Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui dell'Africa Centrale


Cardinale Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui dell’Africa Centrale

Intervista al cardinale Dieudonné Nzapalainga

-

NEXT Un candidato municipale assassinato in Messico, più di venti in totale