“MaXXXine”: il prezzo cruento della gloria

“MaXXXine”: il prezzo cruento della gloria
“MaXXXine”: il prezzo cruento della gloria
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Nelle sale questo venerdì, il film horror MaXXXina (VF) è stato uno dei film più attesi dell’anno. Per quello ? Perché quest’ultima parte della trilogia immaginata dal regista Ti West e dall’attrice Mia Goth è iniziata con Xcontinua con Perla, ha suscitato l’entusiasmo degli appassionati di cinema che amano l’horror tanto quanto quello dei critici – compresi i fan in generale, solitamente restii a questo genere. Ci troviamo quindi di fronte ad uno scenario insolito.

Storicamente, infatti, se c’è un genere snobbato dalla critica classica, è proprio l’horror (la commedia romantica, volentieri disprezzata, segue a ruota). Per una brillante accoglienza al momento del rilascio, generalmente è necessario che ci sia un regista “rispettato” al timone del progetto; un regista che si è fatto una reputazione al di fuori di questo genere, come William Friedkin (L’esorcista/L’esorcista) di Stanley Kubrick (Il brillante/Brillare la luce, bambino). È allora possibile gridare al genio senza tema di disprezzo.

Negli ultimi anni, un nuovo nome, “ orrore elevato ”, o “horror elevato” (o anche “potenziato”, a voi la scelta), è stato inventato per giustificare l’entusiasmo della critica attorno a una nuova ondata di giovani cineasti troppo ovviamente dotati per essere ignorati, nonostante i loro legami con l’horror. Avendo amato i film horror fin dalla prima infanzia, lo vedo come un espediente mirando semplicemente a convincersi di essere “al di sopra” delle masse appassionate dell’orrore ordinario o, beh, dell’orrore “mal” educato.

A lungo da parte per chiarire che Ti West fa parte di questa coorte di talento (insieme a Jordan Peele, Robert Eggers, Ari Aster, Jennifer Kent, Rose Glass, tra gli altri) di registi emersi tra il 2010 e il 2020 circa. Dal suo terzo lungometraggio, Casa del Diavolopastiche “serio” di un film horror degli anni ’80 più reale che vero, West si è distinto per la sua comprensione dei codici del genere, per la sua conoscenza della storia del genere, nonché per la sua capacità di fondere tutto in un film divertente che funziona tanto in primo quanto in secondo grado, a seconda del background cinefilo.

Favolosa Mia Goth

Questa maestria era visibile in ogni sviluppo e in ogni piano dei suoi ambiziosi X. Accampato nel 1979, X alimentato da riferimenti a film horror poco raffinati degli anni ’70, a cominciare da Il massacro della motosega nel texas (Massacro della motosega), il Tobe Hooper.

Seguiamo una squadra che viene a girare un film porno in una fattoria isolata, all’insaputa della coppia di anziani che ha loro affittato i loro edifici. La favolosa Mia Goth (Piscina a sfioro/Traboccamento) interpreta a sua volta Maxine Minx, una giovane attrice determinata a diventare una star, e, sotto un elaborato trucco invecchiato, la padrona di casa, Pearl, mortalmente invidiosa. Nel pre-episodio Perla (co-scritto da West e Goth), scopriamo la sanguinosa giovinezza del personaggio omonimo, intorno al 1917, nella suddetta fattoria: anche Pearl desiderava più di ogni altra cosa diventare una star…

In MaXXXina, ritroviamo Maxine Minx (ancora Mia Goth, non più coautrice ma produttrice) nel 1985, sulla buona strada per realizzare il suo sogno. In effetti, la giovane donna può dire addio ai film di culo, visto che ha appena vinto il ruolo principale nel seguito di un popolare film horror, non senza che le sia stato chiesto di mostrare il suo seno al provino (il “meta-scherzo” è quello di West e Goth non mostrano nulla nel “loro” film, facendosi beffe del sessismo dell’industria).

Così vicina all’obiettivo, Maxine ha tutto da perdere. Da qui la sua irritazione quando Labat, un detective privato (Kevin Bacon, dalla perfetta viscosità) che lavora per un misterioso cliente (la cui identità è troppo facile da indovinare data la rivelazione finale di X), viene fornito con prove della sua presenza nella “fattoria insanguinata”, sei anni prima.

Il “oumph” in meno

Il seguito, purtroppo, si rivela un po’ deludente a livello narrativo, rispetto a quanto precedente. Ci sono molte buone idee, ma troppo spesso rimangono insoddisfatte.

Pensiamo all’omaggio a Psicopatico (Psicosial quale Ti West ha già strizzato l’occhio X), mentre Labat insegue Maxine attraverso il vasto parco dello studio: conducendosi all’emblematica ambientazione del capolavoro di Hitchcock, Maxine si chiude nella “casa Bates”, Labat alle calcagna…

Tuttavia, come sanno gli appassionati di cinema, in Psicopatico, il personaggio dell’investigatore privato incontra in questi luoghi una macabra fine. Insomma, la mise en abyme continua… prima di concludersi con la partenza in extremis di Labat, in una sorta di coitus interruptus meta-narrativo.

Questo passaggio è rappresentativo dell’intero film, in quanto MaXXXina promette costantemente di riconnettersi con il brio giocoso di X e la follia barocca di Perlaprima di limitarsi semplicemente ad essere… bravissimo.

D’altro canto, a livello tecnico, West sembra aver avuto più risorse a disposizione e le usa con saggezza: il suo virtuosismo è reale. Poiché l’azione si svolge a metà degli anni ’80, il regista-cinefilo convoca qui Brian De Palma (Vestito per uccidere/Impulsi e Doppio corpo, particolarmente). L’assassino vestito tutto di nero, dai guanti al cappello all’impermeabile, invece sembra uscito da un giallo retrò (l’assassino di Sei donne per l’assassinode Mario Bava, a clairement servi de modèle).

L’estetica vuole essere soprattutto evocativa di quella dei film horror prodotti direttamente per il mercato video, allora fiorente.

Solo che questo tipo di esercizio di stile West lo ha già provato, solo meglio, e con una frazione del denaro Casa del Diavolo, che resta un piccolo colpo da maestro. Inoltre, l’inclusione nella trama di MaXXXina di motivazioni sataniche (no spoiler) rafforza il ricordo di questo primo vero successo, e va in questo caso a scapito di questo nuovo tentativo.

Insomma, per quello che è, MaXXXina è un buon film horror, a volte molto buono, che continua nella metacaratteristica cara a Ti West. Tranne che il fattore “oumph”, abbondante in X e dentro Perlaqui è assente.

MaXXXine (voce e VF)

★★★ 1/2

Orrore di Ti West. Sceneggiatura di Ti West. Con Mia Goth, Kevin Bacon, Moses Sumney, Giancarlo Esposito, Michelle Monaghan, Elizabeth Debicki, Bobby Cannavale. Stati Uniti, 2024, 104 minuti. Al chiuso.

Da vedere in video

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