Una commedia trash su Xavier Dupont de Ligonnès

Una commedia trash su Xavier Dupont de Ligonnès
Una commedia trash su Xavier Dupont de Ligonnès
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Jonathan Cohen, Vincent Dedienne, Aymeric Lompret, Nora Hamzawi… Scomparso dal 2011 per il quintuplo omicidio della sua famiglia, Xavier Dupont de Ligonnès, l’uomo più ricercato di Francia, riappare nella fiction in “The Plastic Guns”, nelle sale mercoledì . Un film sconsigliato a spettatori con allergie di secondo grado e umorismo “stupido e cattivo”, in stile “Charlie Hebdo”.

Fascino morboso

Divenuto uno dei più grandi casi penali irrisolti francesi, il caso Dupont de Ligonnès ha alimentato una serie di libri e documentari, alimentando diverse teorie sul futuro dell’“XDDL”. Il film gioca su questa fascinazione morbosa del pubblico per la vicenda. Grandi nomi della commedia sono nei titoli di coda, la maggior parte dei quali in apparizioni esilaranti ma brevi. Le protagoniste sono Charlotte Laemmel e Delphine Baril, due sedicenti “investigatrici del web”, che dedicano la loro vita a rintracciare l’uomo che nel film viene ribattezzato Pierre Bernardin.

Le due attrici fanno parte del collettivo teatrale Chiens de Navarre, specialista dell’improvvisazione e dell’umorismo trash, proprio come il suo fondatore, il regista Jean-Christophe Meurisse. “Bisogna ridere di tutto! La risata è nobile, è la nostra forza selvaggia, la nostra intelligenza”, dichiara il regista. “Sono figlio di “Fluide Glacial”, “Hara Kiri” e “Charlie Hebdo”, persone capaci di mostrare con umorismo le nostre follie, la nostra goffaggine.”

Laurent Stocker ha un ruolo chiave in questa commedia spesso crudele, in cui, come nella realtà, l’assassino resta sfuggente. Poliziotti, investigatori e profiler entrano nei loro panni, nel corso di un’indagine che porterà all’arresto da parte del Regno di Danimarca di un grande appassionato di musica country (interpretato da Gaëtan Peau), che potrebbe essere l’assassino.

Scena discutibile

A volte la realtà è più assurda della finzione, e l’idea del film è nata dall’arresto da incubo e molto pubblicizzato di un pensionato francese, Guy Joao, da parte della polizia scozzese a Glasgow nel 2019. Era stato scambiato per “XDDL”, piazzato in isolamento, e ha dovuto aspettare 26 ore per essere prosciolto.

“Una storia di Sempé, un incredibile punto di partenza per una commedia”, riavvolge il cineasta, che voleva anche “fare qualcosa di catartico con una figura di assassino che diventa emblematica”. E “Plastic Guns” non si ferma davanti a nulla. Nemmeno l’idea di mostrare sullo schermo l’assassinio della moglie e dei figli del fuggitivo, scena discutibile visto che il film è così trasparentemente ispirato a fatti realmente accaduti, e che potrebbe risultare offensivo.

“Salva l’umorismo”

Il film è classificato come “tutto il pubblico”, ma con un avvertimento dovuto a questa “scena di grandissima violenza (che) potrebbe offendere un pubblico sensibile”. “Ispirandomi a Dupont de Ligonnès, mi è sembrato necessario mostrare la strage nella sua ricostruzione reale (…) per rompere lo specchio e mostrare che questo ragazzo che (…) affascina, è un assassino, il assassino dei suoi figli mentre dormivano”, giustifica il regista.

Dichiarando forte e chiaro che si può ridere di tutto, il film esce mentre uno dei suoi attori, Aymeric Lompret, lascia France Inter in solidarietà con Guillaume Meurice, licenziato dalla stazione. “Stiamo attraversando un periodo molto difficile”, constata Jean-Christophe Meurisse, interrogato sull’argomento: “non possiamo vietare ai comici di farci ridere, altrimenti siamo all’inizio di una società malata”. “Le risate non sono in pericolo, soprattutto con l’avvento di Internet”, ritiene Aymeric Lompret, che non rivela i suoi progetti per il prossimo anno scolastico. “Tutti possiamo mettere contenuti su Internet. Internet salverà l’umorismo.

(afp)

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