Sotto la Senna su Netflix: abbiamo stilato le recensioni più divertenti del film sugli squali con Bérénice Bejo – Cinema News

Sotto la Senna su Netflix: abbiamo stilato le recensioni più divertenti del film sugli squali con Bérénice Bejo – Cinema News
Sotto la Senna su Netflix: abbiamo stilato le recensioni più divertenti del film sugli squali con Bérénice Bejo – Cinema News
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In uscita mercoledì 5 giugno su Netflix, “Sous la Seine” di Xavier Gens scatena le passioni. Gli abbonati sono nervosi con il film sugli squali.

Era annunciato da settimane ed era atteso con ansia. Solo il suo discorso ha creato un seguito. Sous la Seine, il primo film di Xavier Gens per Netflix, vede Bérénice Béjo e Nassim Lyes impegnati in una corsa contro il tempo per impedire a uno squalo mako – che ha deciso di stabilirsi nella Senna a Parigi – di fare una carneficina qualche giorno prima i campionati del mondo di triathlon che dovrebbero svolgersi nella capitale.

Su AlloCiné, Sous la Seine ha ricevuto un fulmine dagli abbonati e ha ricevuto una valutazione media di 1,7 su 5 dagli spettatori. Mentre la stampa anglosassone è piuttosto indulgente con il film Netflix, quella francese è assolutamente severa.

La stampa francese ha i denti

Secondo Pubblicazione : “Non l’ennesimo Sharknado ma un delirante film catastrofico, che funge da esorcismo per il parigino medio, messo sotto pressione da anni da queste Olimpiadi che si promettono straordinarie.

Secondo Telerama : “C’è stato questo 12 luglio in cui la Francia è diventata campione del mondo di calcio, e questo 5 giugno in cui ha avuto una cotta per gli squali.

Secondo Il parigino : “Ma cosa è venuta a fare Bérénice Bejo in questo pasticcio? L’attrice vincitrice del Caesar di “The Artist” sembra persa in queste sciocchezze. Il suo personaggio, come gli altri, è pieno di cliché. La giovane attivista ambientalista, ovviamente lesbica, e le sue compagne indossano piercing, capelli tinti di blu e cappelli peruviani. Necessariamente.

Secondo Gli echi : “Al di là del suo scenario inesistente e dei suoi effetti speciali grotteschi che forniscono una magra dimostrazione dell’utilità di un budget di 20 milioni di euro, “Sous la Seine” va visto fino alla fine, se non altro per la sua ambizione di ridere così apertamente di Parigi meno di un mese prima dell’apertura dei Giochi Olimpici.

Secondo Primo : “Le giovani attiviste verdi vengono descritte come abominevoli Greta Thunberg spezza-caramelle (e in gran parte responsabili della strage causata dagli squali, ovviamente), a cui si oppongono le amichevoli forze dell’ordine, ammirabili guardiane della pace che distribuiscono snack ai senzatetto pacifici e colti persone.

Secondo Il mondo : “Purtroppo, al municipio, la sedia del sindaco è occupata da una brocca narcisista (Anne Marivin) che rifiuta di affrontare i fatti. Più forte di Vladimir Putin e Xi Jinping, preferisce, piuttosto che cancellare il triathlon, ordinare al capo della polizia di cancellare dai social network ogni riferimento alla morte di una dozzina di difensori degli squali.

Secondo Punto : “Sotto la Senna, a differenza delle vittime di Lilith – il suo squalo gigante –, c’è una morte cerebrale tanto fiacca quanto dolorosa. Quella che dovrebbe essere solo l’ennesima serie B senza valore aggiunto, da guardare mentre cuciniamo, si vanta tuttavia di ambizioni ingiustamente sostenute da un budget generoso (quasi 20 milioni di euro comunque).

Secondo Widescreen: “L’ipotesi dello squalo nella Senna è sempre meno fantasiosa della scena in cui il sindaco di Parigi viene acclamato dai parigini.

Se non l’avete ancora visto non vi resta che farvi una opinione. Sotto la Senna è attualmente disponibile su Netflix.

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