L’Abbazia di Flaran inaugura la sua nuova mostra con, come “culmine”, un dipinto dell’impressionista Claude Monet

L’Abbazia di Flaran inaugura la sua nuova mostra con, come “culmine”, un dipinto dell’impressionista Claude Monet
L’Abbazia di Flaran inaugura la sua nuova mostra con, come “culmine”, un dipinto dell’impressionista Claude Monet
-

l’essenziale
L’Abbazia di Flaran ha inaugurato questo venerdì 5 luglio la sua nuova mostra “Città e campagne… nella collezione Simonow”. Presenta la nuova acquisizione del collezionista: “L’alluvione a Giverny”, un dipinto dell’impressionista Claude Monet.

Un viaggio tra il XVI e il XX secolo si apre nel cuore del dormitorio dei monaci dell’Abbazia di Flaran, che ospita, fino a gennaio 2026, la mostra “Città e campagne… nella collezione Simonow”. Più di cinquanta opere, oli, disegni a inchiostro o gesso ma anche sculture, alcune poco conosciute o mai esposte, adornano le pareti del monumento di Valence-sur-Baïse ed evocano una dualità, “tra rifiuto del mondo urbano e idealizzazione del mondo rurale”. mondo”, presenta il presidente del Dipartimento, Philippe Dupouy, questo venerdì 5 luglio, durante l’inaugurazione di questa mostra biennale.

È stata inaugurata questo venerdì 5 luglio la mostra “Borghi e campagne… nella collezione Simonow”.
Foto DDM – Cos’è Debbiche

Tutte le opere sono eccezionali. Ma uno di loro dovrebbe soprattutto guidare i passi dei circa 40.000 visitatori che l’abbazia accoglie ogni anno in una delle celle dei monaci. Sospesa al muro, alta 65 centimetri e larga 81 centimetri, è arrivata una tela come “clou” di questa mostra unica. Il collezionista Michael Simonow, le cui opere sono esposte da anni nell’abbazia, ha recentemente acquistato un dipinto di Claude Monet: “L’alluvione a Giverny”. Quest’olio rappresenta, come indica il nome, le inondazioni causate dalle forti piogge all’inizio della primavera del 1886 in questo piccolo villaggio dell’Eure.

“È puro impressionismo”

Nei toni del malva e del grigio, l’artista ha dipinto nel terzo inferiore “l’alluvione stessa, con effetti d’acqua ed effetti scintillanti”, descrive Michel Hue, curatore dell’Abbazia di Flaran. Nella parte superiore ha rappresentato un cielo un po’ nuvoloso al centro, possiamo vedere il villaggio di Giverny. È puro impressionismo. L’atmosfera dell’acqua e del cielo ricorda infatti “L’impressione del sole nascente”, il dipinto di Monet che ha dato il nome al movimento artistico.

“L’alluvione a Giverny” è un dipinto dell’impressionista Claude Monet.
Foto DDM – Cos’è Debbiche

Ma al di là di questa dimensione, la tela presenta diverse caratteristiche importanti. “È un dipinto fondamentale”, assicura Michel Hue, “perché è il momento in cui, nella vita di Monet, avviene una sorta di rottura. Si lascia alle spalle problemi personali e malattie e si stabilisce definitivamente a Giverny un pittore che conosciamo, in modo più pacifico.” Il piccolo borgo sarà infatti oggetto di numerosi dipinti del pittore: “Les Meules”, “Matinée sur la Seine” e “Nymphéas” prenderanno vita sotto le pennellate dell’artista proveniente dalla cittadina normanna.

Un’altra specificità: “L’alluvione a Giverny” non era ricoperto di vernice, cosa che, se confermata, sarebbe molto rara, secondo il curatore, per i dipinti di Monet. “Tuttavia gli impressionisti, e Monet in testa, non volevano usare la vernice. Sulla tecnica ci sarebbe quindi un certo valore aggiunto, poiché saremmo sullo strato pittorico originale.”

La mostra mette in risalto più di cinquanta opere della collezione di Michael Simonow.
Foto DDM – Cos’è Debbiche

Una “occasione incredibile” per Flaran Abbey di poter esporre questo dipinto. Tanto più che Michael Simonow, presente all’inaugurazione, lo ha fatto spedire direttamente a Valence-sur-Baïse. Una bella celebrazione dell’“amicizia” che lega ormai da 20 anni il collezionista inglese all’abbazia. E che sembra avere ancora un futuro luminoso davanti a sé, con questa mostra che continua a portare il centro del patrimonio dipartimentale in una nuova dimensione.

-

PREV A Parigi, l’appartamento di un architetto grezzo e minimalista
NEXT Festival fotografico La Gacilly: l’Australia si invita in Bretagna