Il “Centro Pompidou del 2030” sarà ridisegnato da una coppia franco-giapponese e un messicano

Il “Centro Pompidou del 2030” sarà ridisegnato da una coppia franco-giapponese e un messicano
Il “Centro Pompidou del 2030” sarà ridisegnato da una coppia franco-giapponese e un messicano
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Cosa c’è di meglio di un casting internazionale per “vestire” uno degli edifici più famosi al mondo? Il Centre Pompidou ha rivelato, giovedì 20 giugno 2024, i nomi dei vincitori del suo progetto architettonico. E i vincitori sono…: il duo franco-giapponese Nicolas Moreau e Hiroko Kusunoki e l’architetto messicana Frida Escobedo!

Con sede a Parigi, l’agenzia Moreau Kusunoki ha realizzato in particolare il padiglione centrale del campus Sciences-Po Parigi, consegnato nel 2021. Da parte sua, Frida Escobedo, che lavora da New York al Messico, è stata scelta nel 2022 per rinnovare l’ala dell’arte moderna del Met, il grande museo d’arte di New York.

Budget non finalizzato

Inaugurato quasi mezzo secolo fa, il Centre Pompidou chiuderà al pubblico nel settembre 2025, fino al 2030, per importanti lavori di rimozione e ristrutturazione dell’amianto. Questa componente cosiddetta “tecnica” è stimata in 262 milioni di euro, che sarà interamente finanziata dallo Stato.

Ma è sulla riqualificazione degli spazi che lavoreranno i tre architetti. Si parla di 186 milioni che saranno finanziati solo dal Centre Pompidou. In totale sono stati rinvenuti 60 milioni di euro, (…) di cui 19 milioni corrispondenti al lavoro della Bpi”, precisa il Centro della Biblioteca dell’informazione pubblica. “Sono allo studio valutazioni in termini di sponsorizzazioni e progetti internazionali” per reperire l’intero budget, precisa.

Nell’ambito di questa ristrutturazione, i vincitori dovranno trasformare “parte degli spazi” della struttura, rispettando il “DNA” del Centro e “l’attuale architettura dell’edificio” immaginata dall’italiano Renzo Piano e dal compianto Il britannico Richard Rogers, sottolinea il comunicato stampa.

All’interno sarà aperto lo spazio compreso tra il grande centro di accoglienza e il primo piano interrato, “creando così un nuovo volume su tre livelli”. L’obiettivo finale è semplificare l’organizzazione spaziale, “al fine di individuare principi di pianificazione chiari e leggibili”, spiega l’istituzione.

Il nostro dossier “Centro Pompidou”.

Il livello 7 del Centro sarà reso accessibile al pubblico, con l’installazione di una terrazza panoramica, che offre una vista mozzafiato sulla capitale. Infine, “La Piazza”, ovvero il grande piazzale antistante il Centro, sarà riqualificato con, in particolare, l’installazione di stand nei pressi dell’Atelier Brancusi, “per invitare i passanti a sedersi lì”.

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