Ben mostra tutta la sua mente brillante in un video d’archivio del 1989

Ben mostra tutta la sua mente brillante in un video d’archivio del 1989
Ben mostra tutta la sua mente brillante in un video d’archivio del 1989
-

L’onda d’urto provocata dall’annuncio della sua morte si diffuse ben oltre il piccolo mondo dell’arte, poiché la sua aura si irradiava ovunque. Artista solare, generoso e ridente, Ben Vautier si è ucciso il 5 giugno, poche ore dopo la morte di sua moglie Annie per un ictus… Se ne va la città di Nizzadove risiedeva dal 1949, orfano di una delle sue figure più eminenti e popolari.

“Tutta la storia dell’arte è una storia di ego. ” In questo archivio video del 1989l’artista già ampiamente riconosciuto per le sue battute filosofico-comiche scritte in corsivo bianco su sfondo nero, risponde alle domande del conduttore Thierry Ardisson. Gli aneddoti scorrono in un lampo, dal lavoro come negozio di dischi ai primi passi come artista alla fine degli anni Cinquanta, quando cercò “di fare con metodo ciò che ancora non era stato fatto”.

L’ego, il peggior nemico dell’artista

“Quando John Cage dice ‘tutto è musica’, non è vero! Piuttosto, ci dice ‘tutto è John Cage!’ »

Ben lo afferma: da quando Marcel Duchamp ha elevato un semplice portabottiglie allo status di opera d’arte nel 1914, tutto è possibile! Se superare il paladino del ready-made sembra tuttavia difficile, egli invita gli artisti a non crogiolarsi nella riproduzione della realtà e a cercare di “porta qualcosa di nuovo”. Per lui, tutto è arte “a patto di assumerlo teoricamente”.

Il peggior nemico dell’artista? Il suo “sé” sproporzionato ! Per convincere il suo interlocutore, Ben torna in particolare a il “fallimento” di Fluxusmovimento al quale ha preso parte insieme a Nam Jun Paik e Yoko Ono: “Fluxus cerca di coniugare la vita con l’arte, ma è un fallimento perché [les artistes] non riescono a liberarsi del loro ego. Quando John Cage dice “tutto è musica”, non è vero! Piuttosto, ci dice ‘tutto è John Cage!’ »QED!

Un artista filosofico

Durante l’intervista, Ben moltiplica il suo umorismo e il suo spirito, a volte diventando un filosofo, a volte un critico, come quando mette in discussione l’ambiguo rapporto tra arte e potere. Una domanda, però, lo lascia (quasi) senza parole: “A cosa serve l’arte? » Ben esita, procrastina: “All’inizio pensavo di sì una storia di benessere ma non ci credo, mi preoccupa. A causa dell’arte, non dormo la notte. » Speriamo che la morte, alla quale tante volte ha affrontato nella sua opera senza mai temerla, gli dia finalmente un po’ di tregua.

-

NEXT Arte in Lussemburgo: l’arte di strada è esposta su 200 metri