A “Quotidien”, le parole coraggiose di Isild Le Besco

A “Quotidien”, le parole coraggiose di Isild Le Besco
A “Quotidien”, le parole coraggiose di Isild Le Besco
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L’attrice, che ha pubblicato un libro in cui menziona in particolare l’influenza che Benoît Jacquot avrebbe esercitato su di lei, ha parlato giovedì sera a suo nome e per “quelli che non parlano”.

Isild Le Besco sul set di “Quotidien”, su TMC, giovedì 2 maggio.

Isild Le Besco sul set di “Quotidien”, su TMC, giovedì 2 maggio. Schermata del TMC

Di Luca Armati

Pubblicato il 3 maggio 2024 alle 14:52

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EPrende fiato, nervosamente, e si tuffa nell’arena mediatica, tra gli applausi del pubblico. Giovedì 2 maggio è stata ospite l’attrice Isild Le Besco Quotidiano, su TMC, per parlare del suo libro Di’ vero (a cura di Denoël), un’autobiografia che ripercorre la sua infanzia, il suo rapporto tossico con il padre dei suoi figli e l’influenza che dice di aver subito da parte del regista Benoît Jacquot, con il quale ha girato diversi film (Sade, L’intoccabile…). Per quindici minuti, il suo commovente racconto imporrà il silenzio sul set.

“Sono un luogo di abusi”, disse, ricordandola, a volte in modo spezzato, lei “fragilità”, la sua infanzia con genitori incapaci di essere “pilastri” e chi non l’ha mai fatto “imparato a porre limiti”, la sua giovane età quando conobbe Jacquot (lei aveva 16 anni, lui 52), la sua convinzione in quel momento che “Per l’arte, noi [avait] tutti i diritti”. Di fronte ad un pubblico sbalordito, racconta come il regista, che voleva convincerla a girare una scena erotica, le diede la sua carta di credito affinché potesse comprare quello che voleva – avrebbe preso dolci e biscotti al supermercato. Lei allora cede alla sua richiesta. Farò denuncia per furto.

Di fronte a Yann Barthès e Jean-Michel Aphatie, che sembrano non comprendere la natura sistemica della violenza contro le donne, ripete: “È molto banale. I miei amici d’infanzia, i miei vicini […] tutti, almeno una volta nella vita, hanno incontrato qualcuno che voleva prendere il controllo su di loro. » Lei aggiunge: “Più che di me e della mia storia, sono qui per parlare delle donne, di quelle che non parlano, di quelle che non sono bianche, di quelle che non vivono in Francia. » E precisa infine di non voler sporgere denuncia, non avendo fiducia nella reale evoluzione dell’istituzione giudiziaria, al di là di qualche caso mediatico.

Il 20 aprile, sua sorella Maïwenn, che aveva avuto una relazione con Luc Besson quando era minorenne e con il quale i rapporti si erano interrotti, aveva dichiarato al quotidiano britannico L’indipendente : “Non abbiamo niente a che fare l’uno con l’altro. Non voglio essere associato a lei. » Oggi vogliamo rassicurare Isild Le Besco: attraverso la sua umanità, tutti abbiamo qualcosa a che fare con lei.

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