Cannes 2024. L’americano Sean Baker vince la Palma d’Oro per “Anora”, un omaggio alle prostitute.

Cannes 2024. L’americano Sean Baker vince la Palma d’Oro per “Anora”, un omaggio alle prostitute.
Cannes 2024. L’americano Sean Baker vince la Palma d’Oro per “Anora”, un omaggio alle prostitute.
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Aspettavamo l’iraniano Mohammad Rasoulof, era Sean Baker, figura del cinema indipendente americano, a vincere la Palma d’Oro. Sono 13 anni, da Terence Malick nel 2011, che un americano non ottiene il premio supremo. Con Anora, il regista 53enne per il quale questa è la prima selezione in concorso, offre un tuffo nel mondo delle prostitute, tra commedia e realismo sociale. L’attrice Mikey Madison, che non avrebbe rubato il premio per la recitazione, interpreta una ballerina erotica che cerca di sfuggire alla sua condizione sposando il figlio di un oligarca russo. Sean Baker, che ha ricordato la necessità di vedere i film nelle sale e ha reso omaggio a Francis Ford Coppola e David Cronenberg, anch’essi in concorso e rimasti a mani vuote, ha dedicato il suo premio a “tutte le lavoratrici del sesso, del passato, del presente e il futuro.” Grande favorito della stampa e accolto venerdì da una standing ovation di tredici minuti, Mohammad Rasoulof, che ha lasciato clandestinamente il suo Paese dove è condannato a otto anni di carcere, ha vinto un premio speciale della giuria, creato per l’occasione. Una scelta deludente considerando la potenza e il controllo diI semi del fico selvaticodescrizione incessante del funzionamento del regime totalitario iraniano attraverso la vita quotidiana di una famiglia durante l’emergere del movimento Donne, Vita, Libertà.

Riducendo Rasoulof e tre dei suoi attori e attrici, presenti in sala, a un simbolo, la giuria di Greta Gerwig non ha tenuto conto delle sue immense qualità di cineasta né della tutela che una palma d’oro avrebbe potuto costituire nei confronti del film regime iraniano. “Permettetemi di rivolgere un pensiero a tutti i membri della mia squadra che non sono con me, detenuti in Iran e sotto la pressione dei servizi segreti della Repubblica islamica”, ha ricordato Mohammad Rasoulof, rendendo omaggio al rapper condannato a morte Toomaj Salehj per aver sostenuto il movimento per la vita e la libertà delle donne.

“Emilia Perez”, la transizione di genere di un signore della droga

In questo elenco ecumenico, il premio per la performance femminile viene assegnato collettivamente alle attrici diEmilia Perez, una commedia musicale di Jacques Audiard (che ha ricevuto anche il premio della giuria) sulla transizione di genere di un signore della droga messicano. Molto commossa, l’attrice spagnola Karla Sofía Gascón, che interpreta il ruolo principale, ha parlato a nome di tutte le persone trans prese di mira da messaggi di odio: “tutti voi che ci avete fatto soffrire così tanto, è importante che cambiate”. Saluteremo anche il Gran Premio, assegnato all’indiano Payal Kapadia per Tutto ciò che immaginiamo come luce, il ritratto di due giovani donne di Mumbai, che cercano di trovare la propria strada nonostante le imposizioni sociali e familiari. “Questo è il primo film indiano in concorso da trent’anni”, ha ricordato il regista.

Escono Francis Ford Coppola, Paul Schrader e David Cronenberg

Se aggiungiamo il premio per la sceneggiatura assegnato alla francese Coralie Fargeat per La sostanza, una favola orribile su una donna di cinquant’anni sbarcata dalla televisione da un giorno all’altro a causa della sua età, sembra che la giuria di Greta Gerwich abbia voluto mettere in risalto le donne, le minoranze e le lotte, per premiare una nuova generazione di cineasti. Escono Francis Ford Coppola (che è comunque venuto a consegnare la palma d’onore all’amico George Lucas), Paul Schrader, David Cronenberg. A parte i film magniloquenti, gli allestimenti dimostrativi e perfino virilistici che hanno punteggiato la selezione. Niente per il brillante russo Kirill Serebrennikov, la cui produzione mozzafiato non cancella un fascino morboso per il suo personaggio tormentato, lo scrittore Edouard Limonov, e per le dolorose scene di violenza domestica. Niente nemmeno per il francese Gilles Lellouche e la sua storia d’amore transclasse che guarda Scorsese con la finezza di uno scavatore. Né per l’italiano Paolo Sorrentino che incarna lo “sguardo maschile” fino alla caricatura Partenopee, un lungo clip pubblicitario prodotto da Saint-Laurent in cui dà libero sfogo alle sue fantasie sui corpi delle giovani donne. Come se la giuria di questo 77esimo festival avesse voluto correggere i difetti di una selezione debole, in gran parte dominata dagli uomini (18 film su 22) e da rappresentazioni problematiche delle donne e dei loro corpi. Per un’Emilia Perez (il personaggio, non il film) quante donne vengono maltrattate, ricucite (a Cronenberg), eviscerate (a Lanthimos), rinchiuse in un determinismo che non lascia loro scampo? “Abbiamo bisogno di una rivoluzione e non credo che sia ancora iniziata”, ha detto Coralie Fargeat ricevendo il premio. Non è sicuro che il messaggio del suo film – per uscire dalla sottomissione e distruggere il patriarcato, diventiamo dei mostri – sia il modo giusto per avviare questa rivoluzione ma il cambiamento passerà sicuramente attraverso la questione dello sguardo e delle rappresentazioni.


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Palma d’Oro :

Anora di Sean Baker

gran Premio :

Tutto ciò che immaginiamo come luce di Payal Kapadia

Premio della Giuria :

Emilia Perez di Jacques Audiard

Premio Speciale della Giuria:

Il seme del fico sacro di Mohammad Rasoulof

Premio alla regia :

Il Grand Tour di Miguel Gomes

Premio per la sceneggiatura :

La sostanza di Coralie Fargeat

Premio Interpretazione Femminile :

Karla Sofia Gascón, Zoe Saldana e Selena Gomez in Emilia Perez di Jacques Audiard

Premio Interpretazione Maschile :

Entra Jesse Plemons Tipi di gentilezza di Yorgos Lanthimos

Macchina fotografica d’oro :

Armand de Halfdan Ullmann Tondel

Menzione Speciale della Camera d’Oro:

Mongrel di Chiang Wei Liang e You Qiao Yin

Palma d’Oro per il cortometraggio :

L’uomo che non sapeva restare in silenzio di Nebojsa Slijepcevic

Menzione Speciale del Cortometraggio :

Cattivo per un momento di Daniel Soares

Palma d’Oro :

Anora di Sean Baker

gran Premio :

Tutto ciò che immaginiamo come luce di Payal Kapadia

Premio della Giuria :

Emilia Perez di Jacques Audiard

Premio Speciale della Giuria:

Il seme del fico sacro di Mohammad Rasoulof

Premio alla regia :

Il Grand Tour di Miguel Gomes

Premio per la sceneggiatura :

La sostanza di Coralie Fargeat

Premio Interpretazione Femminile :

Karla Sofia Gascón, Zoe Saldana e Selena Gomez in Emilia Perez di Jacques Audiard

Premio Interpretazione Maschile :

Entra Jesse Plemons Tipi di gentilezza di Yorgos Lanthimos

Macchina fotografica d’oro :

Armand de Halfdan Ullmann Tondel

Menzione Speciale della Camera d’Oro:

Mongrel di Chiang Wei Liang e You Qiao Yin

Palma d’Oro per il cortometraggio :

L’uomo che non sapeva restare in silenzio di Nebojsa Slijepcevic

Menzione Speciale del Cortometraggio :

Cattivo per un momento di Daniel Soares

Palma d’Oro :

Anora di Sean Baker

gran Premio :

Tutto ciò che immaginiamo come luce di Payal Kapadia

Premio della Giuria :

Emilia Perez di Jacques Audiard

Premio Speciale della Giuria:

Il seme del fico sacro di Mohammad Rasoulof

Premio alla regia :

Il Grand Tour di Miguel Gomes

Premio per la sceneggiatura :

La sostanza di Coralie Fargeat

Premio Interpretazione Femminile :

Karla Sofia Gascón, Zoe Saldana e Selena Gomez in Emilia Perez di Jacques Audiard

Premio Interpretazione Maschile :

Entra Jesse Plemons Tipi di gentilezza di Yorgos Lanthimos

Macchina fotografica d’oro :

Armand de Halfdan Ullmann Tondel

Menzione Speciale della Camera d’Oro:

Mongrel di Chiang Wei Liang e You Qiao Yin

Palma d’Oro per il cortometraggio :

L’uomo che non sapeva restare in silenzio di Nebojsa Slijepcevic

Menzione Speciale del Cortometraggio :

Cattivo per un momento di Daniel Soares

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