Giornata dell’Africa: “L’Africa ha voce in capitolo, ha cose da offrire”

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Sabato 25 maggio si celebra la Giornata dell’Africa, che commemora l’anniversario della firma degli accordi dell’OUA (Organizzazione dell’Unità Africana) nel 1963, divenuta Unione Africana (UA) nel 2002. In questa occasione, l’Associazione degli Africani e dei Malgasci a servizio delle Case Generalizie a Roma organizza un convegno sul tema: “Africa insieme: pregare, dialogare e celebrare”, un momento di riflessione attorno alle sfide da affrontare per lo sviluppo del continente.

Jacques Ngol, SJ – Città del Vaticano

L’Associazione degli Africani e Malgasci nel Servizio delle Case Generalizie (AMSG-Roma) organizza, sabato 25 maggio, un convegno in occasione della celebrazione della Giornata Mondiale dell’Africa che si celebra ogni anno dal 1963. Padre Alain Mayama, Superiore Generale dei Missionari Spiritani, membri di questa associazione spiegano i temi di questa celebrazione, in un’intervista rilasciata a Vatican News.

Mobilitare la consapevolezza delle realtà africane

Lo Spiritan del Congo Brazzaville precisa che lo scopo del convegno è “sensibilizzare gli africani della diaspora, in particolare quelli di Roma e del corpo diplomatico africano, tutti coloro che sono legati anche al servizio della Santa Sede, la comunità accademica, su tutto ciò che accade a livello africano e condividere sui temi che riguardano l’Africa“. Questo è ciò che giustifica, secondo lui, la scelta del tema”Africa insieme: pregare, dialogare e celebrare“.

Tornando all’importanza della Giornata dell’Africa, padre Mayama ricorda che questa giornata è stata istituita per “commemorare la liberazione dell’Africa“, aggiungendo che l’obiettivo non è solo quello”liberarci dall’Occidente, ma anche riconoscere che l’Africa ha ora la responsabilità di farsi carico del suo futuro“. In questa prospettiva, la Giornata Mondiale dell’Africa si propone di mobilitare la consapevolezza degli africani circa la loro responsabilità nella presa in carico del proprio Continente, per “liberi da tutte le nazioni che non permettono loro di esprimersi o di prendere posto nel consesso delle nazioni“.

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Intervista realizzata in occasione della Giornata Mondiale dell’Africa.

Far conoscere l’AMSG-Roma e la sua missione per l’Africa

L’Associazione degli Africani e Malgasci al servizio delle Case Generalizie che riunisce le diverse Congregazioni religiose ha il ruolo di “far capire alla gente che l’Africa ha una strada da percorrere, ha cose da offrire», prosegue il padre congolese, primo africano, Superiore generale degli Spiritani. Quindi, questa conferenza è secondo lui uno dei mezzi che permette di avere “una conversazione con sensibilità diverse per parlare di Africa, di questioni africane“. In questo senso va riconosciuto che “le congregazioni religiose hanno contribuito molto in termini di sensibilizzazione“, si congratula. Essendo diffuso in diversi paesi dell’Africa e del mondo, “ha attraverso le scuole, le strutture che gestiamo, possiamo raggiungere un pubblico più ampio e sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi che affliggono l’Africa oggi“. Citando tra gli altri problemi dell’Africa oggi, padre Mayama dichiara che abbiamo “non solo il bisogno di liberazione dalle altre nazioni, ma soprattutto c’è il bisogno primario di educazione, di formazione» e di fronte a tutte queste domande, padre Spiritan ricorda che il ruolo dei religiosi è «per aiutare le persone a capire che c’è speranza“. “In Africa non tutto è perduto, c’è speranza di uscire da questa situazione non sempre facile per i Paesi africani.» rassicura il religioso congolese.

Appello ad un’ampia collaborazione tra Stati e congregazioni religiose

L’Africa deve credere in se stessa, deve credere nelle proprie capacità», incalza padre Mayama, assicurando che «abbiamo i mezzi per unirci e allontanarci dall’individualismo, per consolidare i legami e far uscire tutta l’Africa da una situazione di mancanza di infrastrutture, di collegamenti tra paesi, ad esempio le vie aeree non sempre affidabili, anche stradali reti“. Invita alla solidarietà, che”i figli e le figlie dell’Africa si danno la mano“, è solo così che”possiamo realizzare cose insieme“.

Rivolgendosi ai leader di diversi Paesi africani, il sacerdote congolese esorta”i governi ad ascoltare maggiormente la popolazione africana“. E “in relazione alla nostra vocazione e al nostro servizio ai diversi popoli in cui serviamo, vogliamo dire ai governi di contare su di noi. Siamo pronti a collaborare, a lavorare insieme per riflettere insieme sulle questioni che minano l’Africa e aiutano l’Africa a procedere verso lo sviluppo.», conclude padre Alain Mayama.

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