Crollo di un edificio a Casablanca: procedimento giudiziario in vista

Crollo di un edificio a Casablanca: procedimento giudiziario in vista
Crollo di un edificio a Casablanca: procedimento giudiziario in vista
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Dopo i primi momenti di commozione, dopo il crollo del palazzo situato nel quartiere Borgogna, è giunto il momento delle responsabilità. Vita quotidiana Assaba nell’edizione del fine settimana del 25 e 26 maggio apprendiamo che è stata appena aperta un’indagine. La quale indagine è stata ordinata dal procuratore del re presso il tribunale penale di primo grado di Ain Sebaa.

Venerdì, prosegue il quotidiano, ad un giorno dalla tragedia che fortunatamente non ha causato vittime, i servizi di polizia giudiziaria stavano ancora raccogliendo indizi e informazioni. Si stanno occupando anche di stilare l’elenco delle persone che saranno chiamate a testimoniare e di quelle che saranno sottoposte ad interrogatorio.

Questa seconda categoria potrebbe includere, tra gli altri, i dipendenti pubblici, i due proprietari dei locali situati sotto l’edificio, gli imprenditori edili e i funzionari della prefettura di Casablanca-Anfa. Secondo il quotidiano in relazione a questo caso potrebbero aver luogo degli arresti.

Allo stato attuale dell’indagine, continua il quotidiano, sono già state adottate due ipotesi. Il primo è che il terreno su cui è edificato l’edificio è saturo d’acqua e la falda freatica è prossima alla superficie. I servizi Lydec si sono del resto già impegnati in più occasioni ad evacuare l’acqua in eccesso in questa zona.

La seconda ipotesi, la più plausibile e quella ritenuta dagli investigatori del PJ, fa riferimento all’errore umano. Si segnalano i lavori per la realizzazione di un bar-ristorante situato al piano terra dell’edificio. Sarebbero stati realizzati senza l’autorizzazione dei servizi comunali e senza il supporto di progetti architettonici interni.

E proprio durante i lavori, svolti in maniera anarchica secondo la vita quotidiana, che sarebbero state intaccate le strutture e le fondamenta dell’edificio. Si sono osservate dapprima fastidiose crepe, poi crolli.

Secondo fonti citate dal quotidiano, i cittadini avrebbero fatto bene ad allertare le autorità non appena avessero avvertito vibrazioni nell’edificio e notato le prime crepe.

L’edificio però non figura nell’elenco degli edifici in pericolo di rovina, sottolinea il quotidiano. Al piano terra i negozi e gli snack bar sono molto frequentati.

Insomma, per evitare una catastrofe, le autorità locali, allertate dai residenti, hanno reagito prontamente, ordinando l’immediata evacuazione dell’edificio. L’operazione è durata appena 35 minuti. Giovedì alle 14:35 l’edificio era raso al suolo, senza provocare vittime. I cittadini hanno potuto seguire l’accaduto sui social qualche minuto dopo.

Sul posto sono accorse tutte le autorità, guidate da Wali Mohamed Mhidia, oltre ai funzionari della prefettura, del comune e del distretto nonché alla polizia e alla protezione civile.

Il wali teneva d’occhio la situazione e dava le istruzioni necessarie in una situazione del genere. Ha poi chiesto la presenza di tutti i funzionari interessati nonché dei servizi della LPEE. La missione del laboratorio pubblico è fornire le competenze necessarie per definire le cause di questo crollo.

Per quanto riguarda i servizi della prefettura, sottolinea il quotidiano, essi devono innanzitutto rispondere alla situazione di anarchia che regna in questa zona, sottolinea Assabanonché possibili violazioni del codice urbanistico su cui, secondo il quotidiano, avrebbero chiuso un occhio.

Di Amyne Asmlal

24/05/2024 alle 21:44

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