MORNING BID ASIA – Mentre il rischio CPI si dissipa… è il decollo!

MORNING BID ASIA – Mentre il rischio CPI si dissipa… è il decollo!
MORNING BID ASIA – Mentre il rischio CPI si dissipa… è il decollo!
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Un’anteprima della giornata sui mercati asiatici.

I mercati azionari di tutto il mondo stanno toccando nuovi massimi, spinti dal rinnovato ottimismo riguardo al fatto che la Federal Reserve taglierà presto i tassi di interesse statunitensi, a seguito dei dati positivi sull’inflazione pubblicati mercoledì. L’eccezione più notevole è la Cina, dove la minaccia di una vera e propria deflazione continua a pesare sull’economia e a ridurre la propensione al rischio, mentre il rimbalzo dello yen di mercoledì potrebbe porre fine alla ripresa delle azioni giapponesi. Altrimenti l’umore del mercato difficilmente potrebbe essere più positivo. Le azioni sono in forte rialzo, i rendimenti obbligazionari stanno raggiungendo i livelli più bassi degli ultimi mesi, il dollaro sta crollando e la propensione per investimenti più rischiosi, come gli asset dei mercati emergenti, è forte.

Sebbene un dato non costituisca una tendenza, gli investitori si sono aggrappati al rapporto sull’inflazione statunitense di aprile come prova che la Fed potrebbe iniziare presto a tagliare i tassi: luglio è di nuovo in gioco e la riduzione di 50 punti base di quest’anno si riflette ora pienamente.

Gli economisti di UBS hanno evidenziato una caratteristica particolarmente interessante dei dati: ad aprile, per la 16a volta in 18 mesi, la variazione mensile dell’IPC core non destagionalizzato è stata inferiore alla variazione di 12 mesi prima. Forse sta emergendo una tendenza? Questo è lo scenario rialzista per gli investitori in Asia, che giovedì dovranno affrontare diversi eventi locali chiave, tra cui: il PIL del primo trimestre del Giappone, la disoccupazione australiana e una decisione di politica monetaria nelle Filippine.

Secondo un sondaggio Reuters, i dati sul PIL del Giappone del primo trimestre dovrebbero mostrare che la seconda economia più grande dell’Asia si è contratta dell’1,5% annualizzato nel periodo gennaio-marzo, segnalando un calo trimestrale dello 0,4%.

Si prevede che tutti i principali motori della crescita abbiano invertito la rotta nel corso del trimestre, il che non costituisce un ambiente particolarmente favorevole per ulteriori rialzi dei tassi da parte della Banca del Giappone.

Ma questo è esattamente ciò che i mercati stanno aspettando: 25 punti base di restrizione sono ora nella curva del mercato monetario del 2024, i rendimenti obbligazionari sono in aumento e lo spread di rendimento a 10 anni USA-Giappone si sta ampliando e si è ridotto mercoledì a meno di 340 punti base , il più ristretto da marzo.

Mercoledì lo yen è salito dell’1%. Escludendo il 29 aprile e il 1 maggio, i due giorni in cui si sospetta che il Giappone sia intervenuto per acquistare lo yen, questo è il giorno migliore per la valuta quest’anno. Gli asset cinesi sono in maggiore difficoltà, riflettendo la generale depressione che grava sull’economia e le difficili scelte che i leader politici devono affrontare per rilanciarla. I nuovi dazi doganali imposti da Washington su alcune importazioni dalla Cina avranno ulteriormente indebolito il sentiment. Giovedì sarà ricco di novità per le aziende cinesi, con i pesi massimi Baidu e JD.Com che pubblicheranno entrambi i risultati del primo trimestre.

Nelle Filippine, secondo un sondaggio Reuters, la banca centrale dovrebbe mantenere il tasso di riferimento invariato al 6,50% e non abbassarlo fino all’ultimo trimestre di quest’anno.

Ecco i principali sviluppi che potrebbero orientare i mercati giovedì:

– PIL del Giappone (1° trimestre)

– Disoccupazione in Australia (aprile)

– Decisione della Banca Centrale delle Filippine

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