La Lotus Emira con il 4 cilindri della Mercedes A45 AMG, che aspetto ha?

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Vi chiederete perché la nuova sportiva inglese eroga “solo” 364 CV mentre una Mercedes A45 di cui monta il motore annuncia 421 CV? Lotus ammette a malincuore che lo è per non mettere in ombra l’Emira V6la sua sorella maggiore le cui consegne sono iniziate in Francia quasi due anni fa, nell’agosto 2022. Dato che il suo originale Toyota 6 cilindri da 3,5 l dotato di compressore eroga 405 CV, sarebbe stato sgradito per la nuova arrivata dotata di un piccolo 2 l turbo offre di più. Ma state tranquilli, i 364 CV sono tanto più sufficienti per dare vita a questa Lotus perché, fedele al DNA del marchio, non è troppo pesante. – 1.446 kg annunciati contro 1.486 kg del V6. Quindi, in termini di prestazioni, la nuova arrivata è alle calcagna della sorella maggiore, passando da 0 a 100 km/h in 4,4 secondi, rispetto ai 4,2 secondi della sorella V6. Per contestualizzare i dibattiti, una Alpine A110 GT o S (300 CV) richiede 4,2 s per lo stesso esercizio.

L’Alpine A110 nel mirino

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©Loto

Il paragone non è casuale perché l’inglese ha molti punti in comune con il francese. Dietro una linea spettacolare, l’Emira è una rigorosa 2 posti, ospita il suo quattro cilindri turbo in posizione posteriore centrale ed è disponibile solo con cambio automatico a doppia frizione. Grazie alle maggiori dimensioni (4,41 m contro 4,18 m della A110), la Lotus è più spaziosa a bordo e ha il vantaggio di offrire, dietro i sedili, alloggi capaci di accogliere giacche e piccole borse. È pratico, soprattutto perché l’Emira offre vani portaoggetti più spaziosi (vano portaoggetti, contenitori nelle portiere), può vantare finiture migliori, senza dimenticare uno schermo centrale molto più moderno. La Lotus, invece, si accontenta di un bagagliaio unico al posteriore – il cofano anteriore non si apre come sull’Alpine- e il volume non è molto grande (151 dm3).

Hai bisogno di coinvolgimento al volante

Ma non abbastanza da spaventare un appassionato di coupé sportive che si lascerebbe affascinare da questa inglese dal forte temperamento. Perché questa Lotus non è una di quelle auto igienizzate che guidi senza pensarci. Qui mettersi al volante richiede il coinvolgimento. Si comincia dalla posizione di guida, con una pedana che porta male il suo nome, costringendoti a non avere abbastanza la gamba sinistra… a sinistra per i miei gusti. A ciò si aggiunge un sedile – comandato elettricamente in questa versione Prima Edizione – che è difficile da regolare per trovare una postura piacevole, e il primo contatto risulta un po’ rustico. Una volta risvegliato il quattro cilindri tramite un pulsante protetto da una chiusura rossa come in Lamborghini, ritroviamo il sorriso. Il 2 l offre il suono aggressivo che ci si aspetta da un’auto sportivaed è ancora più marcato nelle modalità Sport e Track, grazie alle risonanze provenienti dagli altoparlanti e a qualche (leggero) ritorno di fiamma proveniente dallo scarico. Il suono è più spettacolare che elegante, quattro cilindri obbligano – e non ha nulla a che vedere con quello di una A45 AMG – soprattutto perché è scandito dal rumore del turbo, molto presente a bordo. Del resto a bordo dell’Emira tutto è udibile, tra il rumore del rollio e l’aria a 130 km/h.

Al diavolo le comodità, viva le sensazioni!

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©Loto

A differenza delle auto che ti isolano dalla strada, questa Lotus te la fa vivere al meglio. Soprattutto qui con l’assetto sportivo che non risparmia nulla sui difetti della strada a bassa velocità ed è appena più tollerante sulla strada. Chiaramente, se non intendiamo utilizzare questa Emira per l’uso in circuito – dove si comporta bene, come abbiamo potuto vedere sulla pista privata della Lotus presso lo stabilimento di Hethel in Inghilterra – è meglio accontentarsi delle sospensioni di serie.

Dietro l’architettura del motore centrale, l’Emira offre un frontale tagliente ed è tanto più equilibrato e prevedibile in quanto il suo sterzo fornisce informazioni perfette sullo stato della strada. Va detto che come una McLaren 750S, questa Lotus mantiene l’assistenza allo sterzo idraulicomolto più “informative” delle direzioni elettriche a cui siamo abituati. In cambio bisogna tenere bene il volante, perché lo sterzo ha una brutta tendenza a “copiare” la strada., portandoti a destra o a sinistra a seconda delle condizioni della strada! Basti dire che bisogna concentrarsi sulle piccole strade dipartimentali tortuose e sconnesse, dove almeno il buon smorzamento protegge dai movimenti indesiderati del corpo, bloccando le quattro ruote al suolo. I più esigenti rimpiangeranno che l’asse posteriore sia troppo bloccato a terra e non scivoli facilmente. Ma questa Emira offre un intenso piacere di guida, il quattro cilindri turbo fornisce solide spinte, se non entusiasmare con il suo temperamento. Più tipico della “coppia” (430 Nm) che della “potenza”, il 2 litri è più confortevole ai medi regimi che quando si avvicina alla zona rossa situata a 7.200 giri. D’altronde è meglio non aspettare l’ultimo momento per cambiare marcia perché il cambio doppia frizione a 8 rapporti, sempre AMG, a volte manca di reattività.

Non per tutti, purtroppo

Ma perdoniamo i suoi difetti a questa Lotus tanto più facilmente in quanto è una di quelle auto sportive accattivanti in cui “qualcosa” accade al volante. Ciò che avevamo un po’ dimenticato con l’avvento dell’elettricità. Purtroppo l’ultima Lotus termica non è disponibile per tutti, costa 96.815 € in questa prima versione disponibile Prima Edizione, molto ben attrezzato è vero. Si tratta di poco meno della sorella V6 (99.470 euro), sapendo che le due Emira sono penalizzate anche da una brutta penalità…

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