Le discipline “rare” della scienza alla ricerca di un totem dell’immunità

Le discipline “rare” della scienza alla ricerca di un totem dell’immunità
Le discipline “rare” della scienza alla ricerca di un totem dell’immunità
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La questione è seria. Esistono discipline scientifiche sull’orlo dell’estinzione, così come esistono specie in via di estinzione? I laboratori ospiterebbero equivalenti in camice bianco di panda, lontre giganti o altri beluga, che dovrebbero essere protetti?

La risposta è sì, secondo la missione “Discipline Rare” del Ministero dell’Istruzione Superiore e della Ricerca, che ha iniziato nel 2022 a pubblicare una sorta di lista rossa delle specialità possedute dai pochi Mohicani rimasti nelle università. Le lingue o gli studi sulle civiltà sono le più numerose nell’elenco delle venti discipline. Lingue regionali (bretone, franco-provenzale, occitano, ecc.) o straniere come romanì, fulani, ittita, indonesiana, ecc. Anche in medicina o nelle scienze cosiddette “dure” si trovano esempi come la nefro-oncologia o l’otoneurologia vestibolare, oppure la lichenologia, la pedologia, l’ingegneria cartacea… E, in cantiere, la cristallografia, la fisica nucleare applicata alla medicina, la micologia… attendono di ottenere l’etichetta “raro”.

Quest’ultimo ha diversi significati. Una disciplina può essere “rara” nella sua essenza, se il tema non richiede grandi numeri di docenti-ricercatori, ma richiede vigilanza sul rinnovo degli incarichi. Oppure rari, perché in declino. O addirittura raro, perché sta emergendo. In Germania, pioniere nella mappatura delle “piccole discipline”, come le ha chiamate il paese fin dagli anni ’70, le uscite e gli ingressi vengono registrati regolarmente nel database, che conta circa 160 discipline. “La teologia dell’Islam sta quindi crescendo ed è emersa dalle basi nel 2022, proprio come l’idrologia prima nel 2020 o la biofisica nel 2018”osserva Katharina Bahlmann, responsabile della missione “Piccole discipline”. di portata nazionale presso l’Università di Magonza.

All’origine del lavoro di censimento francese, un rapporto del 2014 rilevava che queste discipline con numeri bassi hanno un “forte questione scientifica, culturale o patrimoniale” e ne ha sottolineato l’importanza “garantire che la conoscenza non scompaia esclusivamente a causa di vincoli di bilancio o di una scarsa valutazione locale della situazione nazionale”. Nel 2021, un questionario ampiamente distribuito ne ha individuati una sessantina, la cui entità doveva essere stimata. “rarità”. Questa etichetta è un modo per dare visibilità ad una disciplina e attirare l’attenzione su di essa, in particolare durante il reclutamento o l’organizzazione dei corsi. Anche se non è previsto nulla di automatico per il suo supporto.

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