Léon Kusel valuta un dipinto di Joseph Lépine

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dalla rivista d’asta

Un dipinto di Joseph Lépine è stato scoperto dalla casa d’aste Briscadieu di Bordeaux durante un inventario in un palazzo privato. Léon Kusel, studente banditore, ci invita a rivivere l’esperienza dal vivo, consegnando le sue osservazioni e il frutto della sua ricerca sotto l’occhio esperto del suo supervisore del tirocinio, il banditore Antoine Briscadieu.

I banditori in erba, la cui coesione è garantita dall’Associazione Nazionale Studenti Banditori (ANECP), offrono due volte al mese ai lettori di Auction Magazine l’opportunità di rivivere dal vivo il lavoro esperto svolto a quattro mani nel dietro le quinte delle sale d’asta. Oggi tocca a Léon Kusel, studente banditore della casa Briscadieu, prendere parte all’esercizio. Sotto l’occhio esperto del banditore Antoine Briscadieu, decifra per noi un dipinto di Joseph Lépine…

Prime impressioni?

Leon Kusel: NONStiamo effettuando l’inventario di una villa privata quando lo stupore ci costringe a fermarci davanti a questo olio su tela dalle dimensioni straordinarie. Restiamo affascinati dalla sua composizione seducente e dalla piacevole sensazione di morbidezza che ne emana.

Antonio Briscadieu: Un formato del genere è una vera sorpresa, relativamente rara per questo artista. Inoltre abbiamo qui un soggetto particolarmente interessante, le nature morte dell’artista costituiscono, oltre ai suoi paesaggi, i soggetti più interessanti della sua produzione.

Joseph Lépine (1867-1943), Natura morta.

Una firma ?

Leon Kusel: L’opera è firmata in basso a destra nella composizione. Joseph Lépine è un artista autodidatta di talento che ha viaggiato a lungo nella regione di Bordeaux. È un fan delle rappresentazioni verdi, ricche e luminose dei paesaggi bordolesi, favorevoli alla delizia.

Antonio Briscadieu: Joseph Lépine è un raffinato artista bordolese che incarna l’impressionismo nella regione, nonostante i pochi decenni alle spalle dei grandi maestri del movimento. Da una quindicina d’anni, partecipiamo ampiamente alla rivalutazione della sua opera, in particolare in occasione della vendita della collezione di dipinti del dottor Goigoux, dispersa come parte del suo patrimonio nel 2022. Questa vendita è stata l’occasione per dare una nuova dinamica a questo pittore e attirare nuovi collezionisti. Dovremo verificare nel catalogo ragionato di Joseph Lépine, regolarmente aggiornato dal dottor Philippe Greig, la presenza della nostra opera, o se esistono altre versioni che possano contribuire alla conoscenza dell’artista.

Particolare della firma.

Un movimento artistico?

Leon Kusel: Joseph Lépine è l’unico impressionista bordolese citato fino ad oggi come tale anche se, come già detto, la sua produzione sembra non essere al passo con quella di Pierre Bonnard in particolare. Le vedute sono rigogliose, colorate e sintetiche in questo pittore vicino al “post-impressionismo”. Il legame con la produzione di artisti come Paul Signac, con il quale mantenne un’amicizia, Armand Guillaumin o anche con Henry Moret è evidente. Un legame considerato meno assoluto con gli altri artisti della regione, perché la “scuola bordolese” è al plurale. Così, le rappresentazioni sono schematiche e scarne in Pierre Gaston Rigaud o silenziose e meditative in Jean-Roger Sourgen. Quanto a Louis-Augustin Auguin, non si stanca mai di rappresentare una campagna ideale, calma e rilassante.

Antonio Briscadieu: La gamma cromatica è varia, il tratto potente, afferma la forza dell’opera nei giochi cromatici suggestivi della composizione che scandisce la tela. Il tocco, presente, trasmette energia allo spettatore. I possibili parallelismi sono numerosi, in particolare con il postimpressionismo che si offre tutte le libertà attraverso le sue estasi colorate. Si noti che è opportuno citare “le scuole bordolesi” perché questa produzione si caratterizza per la sua diversità. È allo stesso tempo naturalista, simbolista, quasi giapponese e impressionista, persino espressionista.

Il soggetto ?

Leon Kusel: Una trabeazione, comprendente una tovaglia fantasia, coltelli accuratamente appoggiati su un vassoio ovale, un compotier guarnito di frutta, a lato, un imponente melone. La natura morta è un soggetto eminentemente classico. È stato trattato instancabilmente nel corso dei secoli dai pittori in una continua ricerca di riappropriazione. Osias Beert (1580-1623), Jean-Baptiste Monnoyer (1636-1699), Jean Baptiste Siméon Chardin (1699-1779), sono tutti artisti che ne hanno fatto la loro ossessione. In questo caso Joseph Lépine ci offre un momento di vita quotidiana, un pretesto per giocare con la luce e la gamma cromatica.

Antonio Briscadieu: Le qualità principali di quest’opera sono il tocco vibrante e spontaneo, diffuso sulla tela, nonché la gamma cromatica forte e contrastante che trasmette allo spettatore un’affascinante emozione estetica. Il punto di vista scelto dall’artista così come il soggetto, ovvero una tavola apparecchiata in un giardino, conferiscono a quest’opera un carattere intimo e primaverile.

Particolare della composizione.

Un luogo di produzione?

Leon Kusel: Joseph Lépine nasce nel 1867 a Rochefort-Sur-Mer prima di trasferirsi a Bordeaux nel 1884. Non vi si stabilisce definitivamente e si trasferisce a Parigi nel 1897. All’alba del XX secolo, nel 1899, parte per Venezia, poi passò per Londra nel 1909. Joseph Lépine era un artista in movimento, curioso di nuovi paesaggi. I suoi luoghi di produzione sono numerosi e variegati, il suo lavoro ne è testimonianza. Il dipinto che ci interessa oggi sembra essere stato realizzato nella regione di Bordeaux.

Antonio Briscadieu: Joseph Lépine appartiene alla scuola naturalista bordolese post-barbisoniana, in senso lato. L’artista con sede a Bordeaux, dipinse i suoi paesaggi e dintorni prima di fare carriera a Parigi, avventurandosi poi in altre regioni come la Bretagna, la Dordogna, la Creuse, la costa mediterranea, spingendosi fino a Venezia.

Lo stato di conservazione?

Leon Kusel: L’opera risulta essere in perfetto stato conservativo. Se una leggerissima pulizia superficiale potrebbe risvegliare un po’ le sfumature che aspettano solo di essere scosse, il tutto rimane molto fresco.

Antonio Briscadieu: Questo olio su tela è in condizioni notevoli. Presenta uno stato di conservazione naturale e sincero, che non mancherà di attirare i collezionisti.

Una stima?

Leon Kusel: Le opere di Joseph Lépine riscontrano oggi un vero interesse da parte dei collezionisti, in particolare di Bordeaux. La popolarità di questo artista è quindi in aumento. Una stima compresa tra 10.000 e 15.000 euro sarebbe coerente con gli ultimi risultati ottenuti all’asta. Per scoprire il risultato, ci vediamo a gennaio 2025 a Bordeaux!

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