Adottare una dieta sana e flessibile potrebbe aiutarti a rimanere al di sotto di 1,5°C

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Uno studio, condotto da ricercatori tedeschi, evidenzia l’importanza di una dieta sana e flessibile per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C. Questa transizione alimentare ridurrebbe significativamente le emissioni di metano, protossido di azoto e CO2.

Nel 2015 a Parigi, 196 ÉGli Stati hanno adottato l’Accordo di Parigi durante la COP21, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, entrata in vigore il 4 novembre 2016.

Il suo obiettivo primario era chiaro: mantenere”l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali“, e di continuare gli sforzi “limitare l’aumento della temperatura a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali“.

E’ quanto sostiene un team di ricercatori tedeschi, in uno studio pubblicato il 27 marzo 2024 sulla rivista Scienze avanzate, la soluzione per mantenere questo accordo si troverebbe in parte nell’adozione di una dieta sana e flessibilead esempio “la dieta planetaria EAT-Lancet, una dieta flessibile caratterizzata principalmente da un’ampia varietà di alimenti a base vegetale, una marcata riduzione dei prodotti animali, in particolare nelle regioni ad alto e medio reddito, e un consumo limitato di zuccheri aggiunti, tra le altre cose“, afferma Isabelle Weindl, coautrice di PIK, in un comunicato stampa.

Secondo il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (IPCC), il superamento della soglia di 1,5°C rischia di innescare impatti molto più gravi sui cambiamenti climatici, tra cui siccità, ondate più frequenti, caldo intenso e precipitazioni. Per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, le emissioni di gas serra devono raggiungere il picco prima del 2025 al più tardi e diminuire del 43% entro il 2030, secondo il rapporto.Unfcc (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, una delle tre convenzioni adottato al Summit della Terra di Rio nel 1992).

ambiente-clima-inquinamento-ONU-Emirati-diplomazia-COP28-energia-produzione-petrolio-gas-vertice Concentrazioni atmosferiche dei principali gas serra (anidride carbonica, metano e protossido di azoto) tra il 1984 e il 2022, stabilite dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale

Concentrazioni atmosferiche dei principali gas serra (anidride carbonica, metano e protossido di azoto) tra il 1984 e il 2022, stabilite dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale. Credito: Laurence SAUBADU, Sabrina BLANCHARD, Maxence D’AVERSA / AFP

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