“La Russia farà di tutto per evitare uno scontro globale, ma le nostre forze nucleari strategiche sono sempre in allerta”

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Poi ha riaffermato, come durante il suo discorso di insediamento questa settimana, che la Russia, nel mezzo del conflitto contro l’Ucraina, sta attraversando un “periodo difficile”. “Il destino della Patria e il suo futuro dipendono da ciascuno di noi”, ha detto, salutando gli “eroi” che combattono per Mosca al fronte.

Vladimir Putin, 71 anni, presenta l’assalto a Kiev come un conflitto esistenziale e promette ogni volta la “vittoria” ai suoi concittadini nella lotta contro il governo ucraino presentato come “neo-nazista”.

Il capo del Cremlino ha mobilitato da tempo la memoria della Seconda Guerra Mondiale – che ha causato 27 milioni di morti sul versante sovietico – per presentarsi come erede al potere dell’URSS e legittimare il proprio potere.

Sfilate cancellate

Ma la parata, prevista per la Piazza Rossa di Mosca, non è sfuggita alle conseguenze diplomatiche e di sicurezza dell’assalto a Kiev.

Vladimir Putin, isolato sulla scena internazionale, giovedì è stato circondato solo da pochi capi di stato scelti tra i suoi più stretti alleati.

Tra loro, secondo il Cremlino, sarebbero stati invitati anche i leader di Bielorussia, Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan o Turkmenistan.

Vladimir Putin parla del Belgio con parole sorprendenti: “Se il Belgio è apparso sulla mappa del mondo come uno stato indipendente, è in gran parte grazie alla Russia” (video)

Alcune sfilate sono state cancellate anche per ragioni di “sicurezza”, in particolare nelle regioni di Kursk, vicino al confine ucraino, o di Pskov, vicino all’Estonia.

Il Cremlino cerca di mantenere l’idea che la vita quotidiana dei russi non sarà sconvolta dal conflitto, ma negli ultimi mesi l’Ucraina ha aumentato gli attacchi contro il territorio russo.

Le regioni di confine, come Belgorod, sono regolarmente colpite da attacchi mortali, che secondo Kiev rispondono a quelli di Mosca in Ucraina.

Anticipazioni sul fronte

La parata del 2023 è stata molto più modesta rispetto agli anni precedenti, con pochissime attrezzature moderne mentre le truppe russe erano già mobilitate in modo massiccio sul fronte.

La Russia stava allora emergendo da una serie di amari fallimenti, all’alba di un’attesissima controffensiva ucraina.

Un anno dopo, la situazione è molto diversa: l’esercito russo ha subito perdite significative e non è riuscito a ottenere una vera svolta, ma recentemente ha ottenuto conquiste territoriali contro le truppe ucraine in difficoltà.

La controffensiva di Kiev è fallita e ora è l’Ucraina a temere che il suo avversario, che dispone di più uomini, attrezzature e un’industria militare più potente, lanci un’operazione su larga scala con l’arrivo dell’estate.

Anche a livello nazionale, il potere di Vladimir Putin è più incontrastato che mai.

La feroce repressione schiacciò tutte le voci dissenzienti. Il suo grande avversario Alexeï Navalny è morto a metà febbraio in prigione in circostanze ancora poco chiare.

Il presidente russo è appena tornato fino al 2030, con la possibilità di restare in carica fino al 2036.

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