Lettera del giorno: Gli scolari Pâquis in pericolo?

Lettera del giorno: Gli scolari Pâquis in pericolo?
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Gli scolari Pâquis in pericolo?

Marco Rampini Abitante di Pâquis, Catherine Gerber Residente a Pâquis, Emilie Pinhao Residente a Pâquis

Pubblicato oggi alle 9:36

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Ginevra, 20 giugno

Domenica 16 giugno, un pomeriggio qualunque a Pâquis, il tempo era bello, i bambini giocavano nel cortile della scuola di Zurigo… All’improvviso, verso le 15,30, scoppia una rissa; uno spacciatore, coltello in mano, aggredisce un altro uomo, apparentemente un cliente, in mezzo ad un gruppo di amici di 10-12 anni, nel bel mezzo di una partita di calcio. Uno dei ragazzi ha la presenza di spirito di chiamare il 117. La polizia arriva velocemente: quattro auto, tutte a sirene spiegate, gli agenti scavalcano velocemente le transenne del cortile e intercettano i colpevoli. I tanti bambini che giocavano qua e là nel cortile hanno assistito, per fortuna, all’intervento della polizia, come in un film.

Già da diversi anni allertiamo le autorità su questa apparente tolleranza di una zona di spaccio e consumo di crack nella zona di rue de Berne-rue du Môle. Un luogo vivace del quartiere che riunisce due scuole primarie e i relativi cortili, una biblioteca comunale, un centro comunitario oltre a numerosi ristoranti e negozi. Finora non è stata intrapresa alcuna azione sufficientemente decisa per pacificare questa situazione, che è ben nota a tutti. Nel “GHI” del 16 aprile, sull’insicurezza legata ai fumatori e ai venditori di crack e alla proposta di strategia di Ginevra, il capo della sezione di polizia giudiziaria precisa “Esercitiamo una forma di molestia deterrente senza essere eccessiva, per non causare lo spostamento dei cracker in altre posizioni. Il nostro desiderio è contenerli per poter mantenere il controllo”.

Siamo consapevoli delle difficoltà rappresentate da questa droga arrivata di recente a Ginevra, ma se la polizia, con l’appoggio del politico, può scegliere i luoghi di spaccio, allora ci sembra che questa sia stata scelta molto male. Non che altrove vada meglio, ma qui con tutte le istituzioni scolastiche presenti che da sole raccolgono più di 700 studenti, la cosa è a dir poco incomprensibile. E se alcuni ritengono quasi normale che ciò accada a Pâquis, il quartiere considerato “festivo”, sono altre feste a rendere questo quartiere, multiculturale e con una diversità sociale unica, così piacevole da vivere quotidianamente. Attraverso questa scena di affari aperti nel cuore del quartiere, è anche messa a repentaglio la buona convivenza.

Fino a quando dovremo ricordare che i bambini del quartiere hanno gli stessi diritti di tutti i bambini di Ginevra? Hanno il diritto di essere al sicuro, hanno il diritto di vivere con dignità senza rischiare il peggio perché giocano a pallone.

Da più di dieci anni, tra i bambini e gli spacciatori, le autorità avrebbero scelto l’accordo? Per quello?

Marco Rampini, Catherine Gerber e Emilie Pinhao, abitanti di Pâquis

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