SENEGAL-PRESSE-REVUE / Focus sul calo dei prezzi alimentari – Agenzia di stampa senegalese

SENEGAL-PRESSE-REVUE / Focus sul calo dei prezzi alimentari – Agenzia di stampa senegalese
SENEGAL-PRESSE-REVUE / Focus sul calo dei prezzi alimentari – Agenzia di stampa senegalese
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Dakar, 14 giu. (APS) – I quotidiani pervenuti venerdì all’APS si occupano principalmente dell’annuncio del governo relativo alla riduzione dei prezzi di diversi beni di consumo, una misura attesa dalla popolazione per ridurre il costo della vita.

“Lo Stato si sta muovendo”, denuncia Sud Quotidien, parlando della riduzione dei prezzi di alcuni beni di prima necessità, secondo una promessa fatta dalle nuove autorità prima della loro ascesa al potere.

“Per sostenere la riduzione è stata attuata una sospensione fiscale di un importo annuo di 53,4 miliardi di franchi CFA. Attualmente sono colpiti riso, olio, pane e cemento. La misura di riduzione entrerà in vigore la prossima settimana, dopo la riunione del Consiglio nazionale dei consumatori”, riferisce Sud Quotidien.

Secondo il quotidiano Les Echos la montagna ha semplicemente dato alla luce un “topolino”. “Solo 15 franchi per il pane, 50 franchi per lo zucchero e 40 franchi per il riso”, precisa il giornale per osservare l’entità di questa riduzione, che il quotidiano Tribune considera addirittura “insignificante”.

Nelle pagine interne, il Tribune sostiene che si tratta di una “veramente falsa riduzione del costo della vita”. “Per questi [nouveaux] prezzo, non abbiamo capito. Potrebbe non essere un grosso problema. Ma grazie mille. Perché abbassa la tensione”, scrive il bigliettaio di Bès Bi Le Jour, nello spirito della prima pagina del giornale: “Abbassa la tensione”.

“Messo alle strette dalle popolazioni stremate dalla crisi, il tandem al potere ha cercato a tutti i costi di compiere un gesto per mettere a tacere l’insofferenza dei senegalesi per il calo del costo della vita”, scrive il quotidiano Kritik’.

“Il capo del governo, che ha fatto un calcolo da droghiere, è comunque riuscito a influenzare i prezzi. Ma gli sforzi compiuti da Ousmane Sonko per 53 miliardi di CFA sul bilancio nazionale sono solo briciole di fronte alla crescente domanda dei senegalesi che dovranno fare i conti con il fatto che dovranno consumare localmente per ridurre drasticamente i costi del cibo.

L’Osservatore insiste soprattutto “sulle acrobazie dello Stato e sui compromessi degli attori”. “Premio di consolazione”, scrive il giornale, informando che le nuove autorità “hanno accettato delle esenzioni doganali, poiché il sussidio su alcuni prodotti potrebbe essere troppo pesante”.

Infatti, riporta L’info, questo calo dei prezzi “costa allo Stato oltre 53 miliardi rispetto ai 142 miliardi del 2023, grazie a un nuovo approccio che privilegia gli interventi sulla fiscalità invece dei sussidi”.

Il governo, però, non intende cambiare rotta, stando a quanto dice il suo segretario generale. “Il nostro obiettivo è quello di avere un costo della vita in Senegal tra i più bassi dell’Africa, incentivando la produzione locale”, ha affermato Ahmadou Al Aminou Lô, le cui osservazioni sono riportate dal quotidiano Libération.

In attesa del meglio, le misure annunciate lasciano un po’ dubbiosi alcuni giornali, come il quotidiano Le Quotidien che pubblica: “Cestino di domande”. “L’annunciato calo dei beni di prima necessità non poteva verificarsi prima di Tabaski. E non avrebbe nemmeno le dimensioni annunciate in pompa magna dalle autorità», sottolinea Le Quotidien.

Sottolinea che uno dei famosi consumisti senegalesi, Momar Ndao, “ha decretato che finora ci sia stato solo un effetto annuncio”. Walfquotidien nota inoltre che i consumisti “rimangono affamati”.

Il quotidiano riferisce che le associazioni dei consumatori “hanno espresso riserve sull’annuncio del calo dei prezzi dei prodotti alimentari. Speravano in misure più coraggiose perché queste riduzioni non cambiano molto”.

Le Soleil rileva però che l’associazione dei commercianti e l’UNACOIS-Yessal “si allineano” a queste misure, mentre il direttore del commercio interno assicura in prima pagina sullo stesso quotidiano. “Siamo ben attrezzati per il controllo dei prezzi”, afferma Cheikh Ahmadou Bamba Ndao.

Vox Populi aggiunge che lo Stato ha previsto “misure di sostegno radicale”. Il giornale cita il ritorno al sistema di controllo dei negozi in tutte le località, il rafforzamento del controllo economico ma anche il monitoraggio da parte dei cittadini dei prezzi approvati. L’indagine esamina anche queste misure di sostegno e di regolamentazione.

B.K.

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