Parola e silenzio (Dakar)

Parola e silenzio (Dakar)
Parola e silenzio (Dakar)
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Parola e silenzio in tutte le loro dimensioni

“Un bambino non dovrebbe parlare davanti agli anziani”, “Una donna non dovrebbe alzare la voce” o anche “Un uomo non dovrebbe parlare molto”… Questi esempi e tanti altri che limitano la parola e i suoi spazi riempiono il registro dell’educazione in molte società umane. La parola e il silenzio sono spesso circondati da regole e codici che ogni individuo deve osservare indipendentemente dal sesso, dall’età, dalla classe sociale, dall’appartenenza etnica, religiosa o di altro tipo.

Questo lavoro collettivo cercherà quindi di studiare i diversi aspetti della parola, liberata o proibita, e quelli del silenzio, scelto, imposto, sterile o addirittura eloquente. Senza essere esaustivi, proponiamo di seguito gli ambiti di riflessione:

Parola/silenzio nella cultura: In questo ambito è possibile analizzare come le norme educative, sociali, culturali ed etniche impongono certi silenzi e ne vietano altri. Perché alcuni gruppi sociali registrati nel sistema delle caste hanno tutta la libertà di dire tabù mentre altri tacciono. Queste riflessioni ed altre possono essere svolte in tutte le discipline delle scienze umane, filosofiche, sociologiche, storiche, sociolinguistiche, ecc.

Parola/silenzio nella letteratura e nelle arti: Questo asse dedicato alla letteratura e alle arti ruoterà attorno alle rappresentazioni del silenzio e della parola nelle opere letterarie e artistiche. Il lavoro potrà incentrarsi sull’analisi e/o sul confronto tra opere provenienti da aree geografiche diverse e stili linguistici, letterari o di altro tipo.

Discorso e silenzio di genere: Questo terzo e ultimo asse si concentra sulla relazione dei nostri due elementi con il genere. Si consiglia di affrontare, tra l’altro, il tema del silenzio maschile vs. silenzio femminile. Quale silenzio e quale discorso sono autorizzati in base al sesso, ecc. In questo ambito è possibile affrontare anche il silenzio divino (non la parola divina) e ciò che lo differenzia da quello degli uomini.
I testi dei contributi dovranno essere inediti e non superare le 15 pagine.

Fonti/corpora arabi fortemente incoraggiati.

Lingue di contributo: francese/inglese

Scadenza : 30 agosto 2024

Restituzione valutazioni: 15 ottobre 2024

Versione finale corretta: 31 ottobre 2024

I contributi dovranno essere inviati contemporaneamente a:

NIANE Ballé: [email protected]

THIAW Ousmane Ndiogou: [email protected]

Bibliografia

CAGE John, 1961, Silence: Lectures and Writings, Hannover, Wesleyan University Press.

CORBIN Alain, 2016, Storia del silenzio: dal Rinascimento ai giorni nostri, Parigi, Albin Michel.

DUBOURDIEU Annie, 2003, “Divinità della parola, divinità del silenzio nell’antica Roma”, in: Revue de l’histoire des religions, volume 220, n° 3, 259-282.

GAISSER Julia Haig, 1993, Catullo e i suoi lettori rinascimentali, Oxford, Clarendon Press.

LE BRETON David, 1997, Du Silence, Parigi, Éditions Métailié.

MONTIGLIO Silvia, 2020, Silenzio nella terra del logos, Princeton, Princeton University Press.

SARTRE Jean-Paul, 1951, Il diavolo e il buon Dio, Parigi, Gallimard.

SONTAG Susan, 1969, “L’estetica del silenzio” (1967), in: Styles of Radical Will, Londra, Secker & Warburg, p. 3-34.

WIESEL Elie, 2007 [1958]Di notte, Parigi, Les Éditions de Minuit.

Norme editoriali

1- Protocollo di scrittura

La lingua degli articoli sarà il francese o l’inglese.
L’articolo sarà preceduto da un riassunto in francese e inglese che non dovrà superare i 500 caratteri (spazi compresi), e dalle parole chiave dell’articolo.
L’autore apporrà, alla fine del documento, la sua firma, i suoi recapiti e la sua istituzione di riferimento, così come desidera che compaiano nell’opera.
Gli autori sono ritenuti responsabili delle idee e delle opinioni espresse nei loro articoli.
Nessun articolo precedentemente pubblicato sarà accettato per la pubblicazione.
I responsabili si riservano il diritto di suggerire all’autore correzioni e modifiche all’articolo.

2- Alcune regole di scrittura

Presentazione:
La versione elettronica dell’articolo verrà digitalizzata in formato Word (.doc o .docx) e in formato PDF in carattere Times New Roman, dimensione 12 (Nota 10).
Se nel testo viene utilizzato un carattere speciale (in particolare per la traslitterazione), questo deve essere inviato allegato all’articolo.
Punteggiatura:
Ogni segno semplice (virgola, punto) o triplo (tre punti) verrà attaccato alla parola che lo precede.
Ogni doppio segno (due punti, punto interrogativo, punto esclamativo, ecc.) sarà separato dalla parola che lo precede da uno spazio unificatore.

Citazioni:
Le citazioni brevi verranno riportate tra virgolette e integrate nel testo. Le citazioni più lunghe di tre righe vanno individuate in un paragrafo in Times New Roman, in 11 caratteri, interlinea singola e più rientro a sinistra e a destra. Le interruzioni in una citazione devono essere rappresentate da tre punti racchiusi tra parentesi […].
I riferimenti alle citazioni sono integrati nel testo della citazione, a seconda dei casi, come segue:
(Iniziali del nome dell’autore. Nome dell’autore, anno di pubblicazione, pagine citate). Esempio: “Sono fuori dal seminterrato. Il seminterrato è dentro di me” (B. al-‘Īsā, 2013, p. 69)
Iniziali del nome dell’autore. Nome dell’autore (anno di pubblicazione, pagine citate). Esempi: Secondo H. Ḥammūda (2014, p. 59) “La cella, a causa delle sue dimensioni soffocanti e anguste, non rappresenta di per sé il mondo carcerario nelle sue molteplici dimensioni”.

Note e riferimenti:
Le note appariranno in fondo alla pagina e saranno referenziate da un riferimento numerato.
Per le traduzioni i testi originali in lingua straniera verranno citati a fondo pagina.
La numerazione ricomincia da ogni pagina.
Modello di citazione a piè di pagina:
– Nāṣir al-Dīn al-Asad, Al-Qiyān wa-l-ġinā’ fi-l-‘aṣr al-ħāhilī, Beirut, Dār ṣādir-Dār Bayrūt, 1960, p. 23.

– Charles Pellat, “ḳayna” in: Encyclopedia of Islam, Leiden-Parigi, Brill-Maisonneuve e Larose, 1978, vol. IV, pag. 853.

Bibliografia:
La bibliografia sarà inserita alla fine del documento nella seguente forma:
Monografia:
DUPONT J., 2008, L’Esturgeon, Parigi, Grasset.

Lavoro diretto:
DUPONT Jean, (dir.), 2008, Pesci d’acqua dolce, Parigi, Grasset.

Lavora con più autori:
LEGRAND Daniel, et al., 2008, La vita notturna dei pesci, Parigi, Grasset.

Articolo tratto da un’opera collettiva:
HORCHANI Inès, 2017, “La finzione di genere a Beauvoir, Sa’dâwî e alcuni altri”, in: FORTIER Corinne e MONQID Safaa, Women’s bodys and Arab-Muslim gendered Spaces, Parigi, Karthala, p. 191-202.

Articolo su una rivista:
NIANE Ballé, 2018, “L’attesa dell’oblio in Buṯayna al-‘Īsā: sono cresciuto ma ho dimenticato di dimenticare”, LiCArC Letteratura e cultura araba contemporanea, n. 39-56.

Per i riferimenti online, l’indirizzo del sito sarà seguito dalla data di consultazione.
JOUANIN Claire, “Il pesce dotto”, [en ligne] http://www.sitedespoissons.fr (visitato il 12/11/2011).

Lingue di scrittura: francese/inglese

Calendario :

Termine di presentazione: 30 agosto 2024

Ricezione della versione definitiva degli articoli: 31 ottobre 2024

Data di pubblicazione prevista: dicembre 2024

Coordinatori:

NIANE Ballé: [email protected]

THIAW Ousmane Ndiogou: [email protected]

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