SONKO RAFFREDDATO DA SOGEPA

SONKO RAFFREDDATO DA SOGEPA
SONKO RAFFREDDATO DA SOGEPA
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Il Primo Ministro aveva chiesto a gran voce resoconti sulla situazione e sulla gestione del patrimonio edilizio dello Stato. La risposta dettagliata che ha ricevuto sembra aver raffreddato Ousmane Sonko, perché quasi 3 settimane dopo, sembra non volerne parlare. Le Quotidien ha scoperto che molti sostenitori dell’attuale potere sono tra i beneficiari della generosità dello Stato.

Volendo fare un inventario del patrimonio immobiliare dello Stato nella città di Dakar, il primo ministro Ousmane Sonko ha reso pubblica una nota indirizzata al direttore della Società nazionale per la gestione e lo sfruttamento del patrimonio edilizio dello Stato (Sogepa Sn ). Ha chiesto al signor Yaya Abdoul Kane di fornirgli informazioni relative alle cessioni provvisorie o definitive di immobili appartenenti allo Stato. Il capo del governo ha voluto essere informato anche sulla situazione dei contratti di locazione a lungo termine concessi sugli immobili costruiti dallo Stato.

A quanto pare Ousmane Sonko non deve aver trovato nulla da ridire, altrimenti le risposte ricevute non sono quelle che sperava, perché da quando gli è arrivata la risposta alla sua lettera, precisamente il 30 aprile, non lo abbiamo sentito comunicare sull’argomento. A meno che, come per i lavori sulla Corniche di Dakar, non abbia deciso, con molta delicatezza, di fare marcia indietro e di mettere un velo sui documenti. È vero che se l’amministratore delegato della Sogepa segnala di non essere informato delle cessioni definitive di alcuni titoli fondiari demaniali, area fuori dalla sua giurisdizione, ha redatto una nota in cui giustifica dettagliatamente il “programma di sviluppo delle risorse statali” patrimonio edilizio”, nonché la base giuridica utilizzata per la concessione delle locazioni pluriennali, la coerenza architettonica dei progetti di valorizzazione, nonché il dettaglio dei progetti relativi a ciascun immobile oggetto delle locazioni pluriennali.

Questa attenzione ai dettagli ha permesso di dimostrare che se alcuni promotori immobiliari potevano ritenersi vicini ai detentori del potere dell’era Macky Sall, anche altri, e non ultimi, potevano rivendicare una certa vicinanza con i vertici di Pastef, a cominciare da con lo stesso Ousmane Sonko. Per quanto riguarda la giustificazione dell’operazione di recupero, l’amministratore delegato di Sogepa, sostituito nel frattempo dall’ispettore fiscale Elimane Pouye, spiega che, in conformità con “le opzioni strategiche del Piano d’azione prioritario 2019/2023, la modernizzazione del patrimonio edilizio dello Stato, attraverso il forte coinvolgimento del settore privato, rimarrà una leva importante nel modello economico del Senegal anche per i prossimi anni. La nota della DG aggiunge che “questo orientamento strategico è stato motivato dal fatto che lo Stato del Senegal dispone di un patrimonio immobiliare molto significativo, in uno stato di degrado molto avanzato i cui costi di mantenimento e ristrutturazione raggiungono ogni anno importi di gran lunga superiori alle risorse finanziarie capacità dell’ex Agenzia statale per la gestione del patrimonio edilizio (Agpbe), che ne era il gestore.

Esiste però la possibilità di trasformare in un’opportunità questa situazione vissuta oggi come un vincolo. Questi edifici, infatti, la cui collocazione geografica conferisce un inestimabile valore economico nascosto dal loro stato di degrado, offrono prospettive di sviluppo che consentono di: ristrutturare questi edifici per renderli infrastrutture moderne e funzionali, valorizzando l’immagine dei territori in cui sono ubicati ; partecipare alla regolamentazione del mercato immobiliare sviluppando l’offerta locativa con l’effetto di abbassare i prezzi degli immobili su tutto il territorio senegalese e risparmiare ingenti somme per l’Erario Pubblico. A fini di chiarezza, è stata Agpbe a diventare Sogepa Sn. Detto Sogepa ha firmato contratti di locazione con società private, nessuno dei quali supera i 99 anni, e alcuni dei quali non hanno più di 50 anni. Mentre la legge darebbe la possibilità, secondo Yaya Abdoul Kane, di scontare quasi 150 anni. Di conseguenza, la Società Nazionale “ha concesso, in nome e per conto dello Stato, venti (20) locazioni approvate con decreto tra il 18 dicembre 2019 e il 18 marzo 2024, diciannove (19) delle quali costituiscono progetti di recupero mediante il demolizione di costruzioni esistenti e quindi costruzione o ristrutturazione di edifici. La situazione di questi 20 contratti di locazione varia a seconda del sito. Per alcuni si tratterà di costruire edifici commerciali e/o amministrativi, mentre per molti altri si tratterà di costruire edifici, con retrocessione dei livelli a beneficio dello Stato. “Le parti restituite allo Stato rientrano nel quadro del partenariato, che è alla base della politica di valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato. Non essendoci cessione, non essendoci prezzo di cessione, l’immobile locato resta di proprietà dello Stato del Senegal.

Sogepa stima che 15 progetti, per un investimento totale di oltre 200 miliardi, aumenteranno le nuove e moderne superfici per uffici di circa 70.000 m2, corrispondenti a un potenziale locativo di 8,4 miliardi di franchi all’anno. Questo inventario abbastanza dettagliato ha permesso al capo del governo di rendersi conto che diversi membri dell’attuale squadra al potere o loro parenti utilizzano anche il patrimonio immobiliare e fondiario dello Stato. Così, una persona che è stata spogliata della sua posizione ufficiale per anni e che è entrata nei ranghi del potere con armi, bagagli e famiglia, occupa ancora spudoratamente la sua residenza ufficiale. Un’altra ha fatto meglio, dato che ha affittato il suo alloggio ufficiale a inquilini stranieri, che si dice pagassero rubli. Quindi in questo Paese, più le cose cambiano, più otteniamo gli stessi risultati.

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