La grande “bugia” di Celine Dion

La grande “bugia” di Celine Dion
La grande “bugia” di Celine Dion
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Quando un regista fa un film, ha bisogno di una “angolazione” ed è quella della menzogna che Irene Taylor Brodsky ha trovato per Io sono: Céline Dion.

La celebre documentarista (3 trofei Emmy e una nomination all’Oscar) non poteva avere soggetto migliore della nostra Céline per il suo lungometraggio documentario che sarà lanciato sulla piattaforma Prime Video il 25 giugno e in diversi cinema a partire da venerdì 21.

Il film presenta una Céline cupa e cupa, senza trucco. Una Céline che si frusta senza pietà per aver “mentito” per anni sul suo stato di salute. La sindrome della persona rigida (SPR) colpiva sempre più la sua voce e provocava persino spasmi che la riducevano al silenzio momentaneo o all’immobilità temporanea.

Stava mentendo?

Domenica sera in TVA, nell’intervista rilasciata a Jean-Philippe Dion, è stata di questa bugia che ha parlato principalmente la famosa cantante, tornando costantemente sull’argomento. Jean-Philippe, il più benevolo e servizievole tra tutti i nostri relatori, ha dimenticato le domande che aveva preparato. Discreto e rispettoso, a tratti commosso, lasciò che Céline si esprimesse sul dispiacere che provava per aver ingannato il pubblico nascondendogli la sua condizione e sul rimorso che provava per aver tentato di nasconderlo anche a se stessa.

Era una bugia dire che cancellava le sue mostre per motivi di salute, quando si dedicava alla sua arte come nessun altro artista? Nell’aprile 2006, Céline ha cancellato gli spettacoli a Las Vegas per la labirintite virale, poi nel 2013 per sinusite. Nel 2016 fu per un’infezione virale, nel marzo 2018 per un intervento chirurgico. Sono seguite una serie di cancellazioni fino a quella del suo major tour “Courage”, prima interrotto dalla pandemia prima di essere definitivamente cancellato. Questa volta per questa bizzarra malattia della persona rigida, una malattia ancora misteriosa che colpisce solo una persona su un milione.

Che drammatizzazione!

Ci sono voluti anni prima che i migliori medici del mondo scoprissero finalmente il vero motivo del disagio di Céline. Date le circostanze, parlare di bugie mi sembra una drammatizzazione tanto più scandalosa dato che Celine Dion è un vero “libro aperto”.

Non dubito nemmeno per un momento dell’interesse del film di Irene Brodsky, ma trovo paradossale che la regista abbia reso la menzogna un tema così importante nel suo documentario. Se c’è qualcuno che non ha mai saputo mentire, quella è Celine Dion. Sono anche il suo candore e il suo ingegno che le hanno fatto guadagnare tanto amore da parte del pubblico e che le hanno permesso di brillare in tutti i talk show a cui è stata invitata.

Vorrei piuttosto incoraggiare Céline e soprattutto il suo cineasta a meditare sulle parole dell’autore Anatole France, premio Nobel nel 1921. Ha scritto che “l’umanità ha bisogno della verità, ma ha molto più bisogno della menzogna che la consola e le dà infinite speranze”. . Senza bugie, l’umanità perirebbe di disperazione e noia!”

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