Accesso all’abitazione: la generazione sacrificata

Accesso all’abitazione: la generazione sacrificata
Accesso all’abitazione: la generazione sacrificata
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Un sogno che “svanisce”, “inaccessibile” o semplicemente “irrealistico”, i giorni passano e i titoli dei giornali si susseguono sull’accesso alla proprietà, che sfugge sempre più agli abitanti del Quebec.

L’Istituto di Statistica del Quebec ha addirittura rilevato, alla fine del 2023, una prima diminuzione del tasso di proprietà in Quebec dal 1971. In altre parole, da 50 anni, anno dopo anno, un numero crescente di nostri concittadini accede al reale immobiliare Graal poi, a Appena cinque anni, il sogno è crollato.

Il calo, dal 61,3% al 59,9%, può sembrare minimo. Ma dietro queste percentuali ci sono decine di migliaia di giovani coppie e famiglie che hanno dovuto mettere una X su questa naturale aspirazione, che ha segnato la generazione del dopoguerra e quelle successive.

  • Ascolta l’incontro Gosselin-Dumont con Francis Gosselin via QUB :

Alla ricerca di soluzioni

Nel 2019, il prezzo medio di una casa unifamiliare in Quebec era di 265.000 dollari. Nell’aprile 2024 era di $ 540.800. Doppio, niente di meno.

Questa incredibile impennata dei prezzi immobiliari, unita all’aumento dei tassi ipotecari e al basso numero di nuove costruzioni nei grandi centri urbani del Quebec, esclude una parte significativa della popolazione, composta principalmente da giovani. I numeri semplicemente non funzionano più.

Il settore immobiliare, come sappiamo, è da tre generazioni uno dei principali vettori di accumulazione di ricchezza in Quebec. Garantisce, attraverso il rimborso graduale del capitale, una certa sicurezza finanziaria, pur consentendo un debito “sano”, garantito da immobili il cui valore tende ad essere stabile. Secondo RBC, infatti, il settore immobiliare rappresenta quasi il 60% della ricchezza delle famiglie canadesi.

Di fronte all’aumento vertiginoso di acconti e mensilità, molti giovani hanno rinunciato al progetto e trovano poche opzioni interessanti. Certo, è possibile risparmiare in altri modi, ma culturalmente il posto simbolico occupato dalla proprietà della casa è difficilmente sostituibile.

Foto Adobe Stock

Ricchezza, disuguaglianza: il sacrificio di una generazione

L’immobile, infatti, non sempre è il miglior investimento se lo esaminiamo dal punto di vista del rendimento e della redditività.

D’altro canto, possedere un immobile genera maggiore stabilità e maggiore prevedibilità per le famiglie che vi accedono.

Più stabilità significa anche più famiglie, più bambini, più vitalità nelle nostre città e nei nostri villaggi. L’esclusione dei giovani da questo regime di proprietà costituisce quindi un vero e proprio attacco a ciò che costituisce parte dell’identità del Quebec a partire dalla Rivoluzione Tranquilla.

Nuovi modelli di accumulazione di ricchezza e sicurezza finanziaria devono essere immaginati e comunicati in modo più ampio, poiché la crisi immobiliare non sarà risolta in tempi brevi.

È una scommessa sicura che, prima o poi, i nuovi leader politici metteranno fine a questa situazione e affronteranno la crisi di petto, promuovendo la costruzione di alloggi e l’accesso al capitale iniziale.

Nel frattempo, i giovani hanno ragione a sentirsi “sacrificati” dalla nostra società e dai nostri eletti.

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