L’Europa si vede incerta all’apertura prima della BoE – 09/05/2024 alle 07:35

L’Europa si vede incerta all’apertura prima della BoE – 09/05/2024 alle 07:35
L’Europa si vede incerta all’apertura prima della BoE – 09/05/2024 alle 07:35
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Foto di edifici nel quartiere degli affari La Défense a Parigi

Si prevede che i mercati azionari europei saranno titubanti all’apertura di mercoledì, prima della prossima riunione di politica monetaria della Banca d’Inghilterra (BoE) e dopo i dati incoraggianti provenienti dalla Cina.

Secondo le prime indicazioni disponibili, il CAC 40 parigino appare incerto in apertura. I contratti futures sul FTSE di Londra suggeriscono un’apertura in rialzo dello 0,14%, contro il Dax di Francoforte e l’EuroStoxx 50 previsti stabili.

La BoE si riunirà alle 11:00 GMT e dovrebbe annunciare che manterrà il suo tasso al livello attuale, al 5,25%, per la sesta volta consecutiva. Gli osservatori aspetteranno eventuali indicazioni che la BoE inizierà a tagliare i tassi a giugno.

“Non è previsto alcun taglio dei tassi giovedì, ma un taglio a giugno è ancora sul tavolo con una probabilità vicina al 50-50 che la forward guidance sarà attentamente monitorata”, spiegano gli strateghi di ING.

“Dopo l’atteggiamento accomodante assunto da (Jerome) Powell la scorsa settimana, i mercati cercheranno di vedere se la direzione che prenderà la BoE sarà la stessa di quella della Federal Reserve”.

La banca centrale pubblicherà anche previsioni economiche aggiornate, mentre l’inflazione ha sorpreso in aumento a marzo.

Anche gli ultimi dati provenienti dalla Cina mostrano che la ripresa viene confermata.

Le esportazioni sono aumentate dell’1,5% su base annua ad aprile, in linea con le previsioni, mentre le importazioni sono aumentate dell’8,4% ad aprile, dopo un calo dell’1,9% nel mese precedente. Il consenso è stato del 4,8%.

I volumi degli scambi saranno limitati poiché il 9 maggio è un giorno festivo in molti paesi europei.

UNA WALL STREET

Mercoledì la Borsa di New York ha chiuso in maniera contrastata, con solo il Dow Jones che ha chiuso in rialzo, in assenza di un catalizzatore durante la sessione e poiché lo slancio generato dall’ottimismo su una svolta accomodante della politica della Fed ha esaurito la forza.

L’indice Dow Jones ha guadagnato lo 0,44%, ovvero 172,13 punti, a 39.056,39 punti. Il più ampio S&P-500 ha perso 0,03 punti, a 5.187,67 punti. Il Nasdaq Composite è sceso di 29,80 punti (0,18%) a 16.302,76 punti.

Intel perde il 2,2% dopo l’avvertimento sulle vendite legato alla revoca da parte dell’amministrazione americana di alcune licenze di esportazione verso la Cina.

IN ASIA

La Borsa di Tokyo è incerta dopo il ribasso della scorsa seduta, sostenuta da acquisti opportunistici. L’indice Nikkei è stabile a 38.209,51 punti, mentre il più ampio Topix avanza dello 0,52% a 2.720,37 punti.

Tokyo Electron è scesa del 2,04%, mentre Omron è balzata del 7,74%, dopo che le previsioni per l’intero anno del produttore di apparecchiature mediche sono state migliori del previsto.

Gli indici cinesi sono in rialzo dopo i dati incoraggianti di aprile e mentre alcune restrizioni agli acquisti sono state revocate sugli immobili residenziali. L’indice Hang Seng di Hong Kong è avanzato dell’1,04%, lo Shanghai SSE Composite dello 0,87%, il CSI 300 dello 0,98%.

VALUTARE

I rendimenti statunitensi non variano e nessun indicatore o dichiarazione induce i mercati a reagire.

Il rendimento dei titoli del Tesoro a dieci anni sale di 2,1 punti base al 4,5042%, mentre il tasso a due anni è stabile al 4,849%.

I CAMBIAMENTI

I mercati dei cambi sono stabili in assenza di un catalizzatore.

In Asia lo yen è sceso dello 0,06% a 155,58 yen per dollaro, il dollaro australiano è sceso dello 0,05% a 0,6575 dollari.

Il dollaro è stabile rispetto a un paniere di valute di riferimento, mentre l’euro rimane a 1,0742 dollari e la sterlina perde lo 0,07% a 1,2487 dollari.

OLIO

Il greggio è in aumento dopo il calo delle scorte petrolifere di 1,4 milioni di barili la scorsa settimana, secondo i dati dell’Energy Information Administration, contro un calo di 1,1 milioni di barili previsto dagli analisti.

Il Brent si è rafforzato dello 0,43% a 83,94 dollari al barile, con il greggio leggero americano (West Texas Intermediate, WTI) in rialzo dello 0,57% a 79,44 dollari.

(Scritto da Corentin Chappron)

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