Americhe. Nella Giornata mondiale del rifugiato, gli Stati devono dare priorità ai diritti delle persone in cerca di protezione

Americhe. Nella Giornata mondiale del rifugiato, gli Stati devono dare priorità ai diritti delle persone in cerca di protezione
Americhe. Nella Giornata mondiale del rifugiato, gli Stati devono dare priorità ai diritti delle persone in cerca di protezione
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In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, Amnesty International ha inviato una lettera aperta agli Stati parti della Dichiarazione di Cartagena sui rifugiati, riuniti attualmente a Bogotà, esortandoli a porre i diritti umani al centro del loro nuovo piano regionale per i rifugiati prossimo decennio.

“Ogni anno vediamo centinaia di migliaia di persone nelle Americhe costrette a lasciare le proprie case per fuggire dalla violenza, dagli effetti del cambiamento climatico e dalle diffuse violazioni dei diritti umani. Di fronte a questa dolorosa realtà, che continua a peggiorare, la nuova road map preparata dagli Stati firmatari della Dichiarazione di Cartagena per il periodo 2024-2034 deve rinnovare il loro impegno inequivocabile a proteggere i rifugiati, i richiedenti asilo e gli apolidi nella nostra regione”, ha affermato Ana Piquer, direttrice per le Americhe di Amnesty International.

Ogni anno vediamo centinaia di migliaia di persone nelle Americhe costrette a lasciare le proprie case per fuggire dalla violenza, dagli effetti del cambiamento climatico e dalle diffuse violazioni dei diritti umani.

Ana Piquer, direttrice per le Americhe di Amnesty International

Il 19 e 20 giugno gli Stati parti della Dichiarazione di Cartagena sui rifugiati si riuniranno a Bogotà per il terzo incontro di consultazione tematica dell’anno, in vista dell’adozione, a dicembre, del Piano d’azione e della Dichiarazione del Cile, un documento che definiranno il quadro della loro azione per il decennio a venire. La discussione si concentrerà sulla situazione delle persone sfollate nella regione a causa degli effetti del cambiamento climatico e di altri disastri. Le consultazioni precedenti, tenutesi ad aprile in Messico e a maggio in Brasile, si sono concentrate sulla protezione delle persone in mobilità umana e apolidi, nonché sull’inclusione e integrazione di queste persone attraverso altre soluzioni globali e sostenibili.

In questo contesto, la lettera aperta di Amnesty International pone particolare enfasi sulle sfide che persistono riguardo alla protezione dei venezuelani e degli haitiani in fuga dalla grave crisi umanitaria e dei diritti umani che colpisce i loro paesi d’origine. Evidenzia inoltre le opportunità di azione offerte dalla Dichiarazione di Cartagena per fornire protezione alle persone sfollate a causa degli effetti del cambiamento climatico lento e rapido e di altri disastri.

Amnesty International accoglie con favore il fatto che un numero significativo di Stati della regione abbiano incorporato nella loro legislazione la definizione di rifugiato data dalla Dichiarazione di Cartagena. L’organizzazione deplora, tuttavia, che, in realtà, le autorità della maggior parte di questi paesi la utilizzino raramente per proteggere chi ne ha bisogno, lasciando milioni di persone in situazioni di grande vulnerabilità e senza protezione. Contrariamente ai regressi osservati in paesi come il Cile o il Perù, gli Stati parti della Dichiarazione di Cartagena devono riconquistare la leadership nella protezione dei rifugiati nel mondo, rappresentata dalla firma di questa dichiarazione 40 anni fa, in particolare per le donne rifugiate. Amnesty International esorta gli Stati ad agire in conformità con i loro obblighi ai sensi del diritto nazionale e internazionale, in materia di protezione internazionale e diritti umani, e a integrare una prospettiva intersezionale, antirazzista e di genere.

“È tempo che gli Stati delle Americhe siano all’altezza della situazione e si impegnino a proteggere le popolazioni più emarginate della regione. Oggi più che mai ci aspettiamo risposte coordinate, durature e strutturate da parte degli Stati, rispettose della dignità delle persone che cercano e necessitano di protezione. Riconoscere e attuare pienamente la Dichiarazione di Cartagena sarebbe un passo nella giusta direzione”, ha affermato Ana Piquer.

Oggi più che mai ci aspettiamo risposte coordinate, durature e strutturate da parte degli Stati, rispettose della dignità delle persone che cercano e necessitano di protezione. Riconoscere e attuare pienamente la Dichiarazione di Cartagena sarebbe un passo nella giusta direzione

Ana Piquer, direttrice per le Americhe di Amnesty International

Informazioni aggiuntive

La Dichiarazione di Cartagena sui rifugiati del 1984 è uno degli strumenti giuridici più importanti degli ultimi decenni in materia di protezione in America Latina e nei Caraibi. Dal 2004, la regione ha adottato piani d’azione decennali – il Piano d’azione per il Messico del 2004 e il Piano d’azione per il Brasile del 2014 – per affrontare le mutevoli sfide dello sfollamento. Per anni Amnesty International ha fatto appello a questo strumento per chiedere che le persone bisognose nelle Americhe beneficino di protezione internazionale e protezione complementare.

L’anno 2024 segna il 40e anniversario della Dichiarazione di Cartagena, che ha dato origine al processo Cartagena+40, promosso dal governo cileno con il sostegno dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, in base al quale i paesi dell’America Latina e dei Caraibi si sono impegnati a produrre: tre consultazioni regionali, uno per ciascun asse tematico, tra aprile e giugno; la negoziazione e l’adozione di a Dichiarazione politica e un Piano d’azione del Cile 2024-2034, i cui negoziati si svolgeranno a Ginevra tra settembre e novembre; e uno evento ministerialeche si terrà nel quadro della Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (ECLAC), in Cile, dall’11 al 12 dicembre 2024, e chiuderà il processo.

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