Elezioni legislative 2024: Aurélien Colson, uno specialista della negoziazione, succederà alla deputata Berta

Elezioni legislative 2024: Aurélien Colson, uno specialista della negoziazione, succederà alla deputata Berta
Elezioni legislative 2024: Aurélien Colson, uno specialista della negoziazione, succederà alla deputata Berta
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Philippe Berta (Modem), ultimo deputato della maggioranza presidenziale, nel Gard, ha deciso di non ricandidarsi.

Nel 2022 quasi non ci è andato. È stato François Bayrou, il capo di Modem, a catturare all’ultimo momento il deputato Berta affinché potesse presentarsi nella 6a circoscrizione elettorale del Gard per la maggioranza presidenziale alle elezioni legislative. “Se non sei tu, il collegio elettorale è perduto”le avrebbe detto.

L’incontro del 2024 tra lo stesso Bayrou e Berta questa volta ha avuto un esito diverso mercoledì: Philippe Berta ha confermato la sua scelta di non ricandidarsi, e il presidente Bayrou non ha insistito. “Questo settennio parlamentare è stato un po’ faticoso…”, ha spiegato Philippe Berta in una conferenza stampa questo giovedì mattina a Nîmes, per formalizzare la sua non candidatura. Le ragioni ? Il susseguirsi di crisi (gilet gialli, Covid, guerra in Ucraina, crisi agricola, ecc.) che hanno scosso l’assemblea, ma soprattutto il “violenza” sperimentato negli ultimi due anni con “la terribile ascesa dell’estremismo, da destra e da sinistra”, e uno “culto dell’odio che ignora la democrazia e le regole repubblicane… Data la durezza dei tempi, sono necessarie molte energie e sangue nuovo”.

Non sorprende che sia Aurélien Colson, il suo vice, a prendere il testimone del centro, il 6. “In questi anni ho potuto misurare le sue qualità umane e intellettuali, ha detto di lui Philippe Berta. Ha tutti i criteri per essere un ottimo deputato”. Aurélien Colson, capo del Gard di Modem, originario di Nîmes e vicesindaco di Redessan, è professore di scienze politiche all’Essec e specialista… in negoziazione. Un’abilità che non è necessariamente inutile nel contesto attuale. “Negoziare significa decidere insieme, ascoltarsi, scambiarsi quanto basta per trovare un possibile spazio. A seconda di ciò che uscirà il 30 giugno e il 7 luglio, bisognerà trovare dei compromessi”.

E per citare, alla faccia di coloro che vogliono adottare misure che lo faranno “contro la nostra Repubblica laica, indivisibile, democratica e sociale”la voglia di unirsi “i democratici, i repubblicani e i progressisti che sono ancora la maggioranza”.

Scioglimento prima delle Olimpiadi: Berta molto preoccupata

Se la scelta dello scioglimento dell’Assemblea Nazionale da parte del Presidente della Repubblica fosse, secondo lui, “inevitabile”secondo Philippe Berta i tempi sono molto più discutibili. “Non avrei scelto quel calendario. A cominciare dalle Olimpiadi. Dicendomi che in questo momento non abbiamo un ministro dell’Interno, che non sappiamo quando ce ne sarà uno poi che siamo in una fase dove sappiamo che Putin farà di tutto per rovinare i Giochi Olimpici, mi si gela il sangue, penso che il calendario necessario per questo scioglimento fosse piuttosto la caduta.

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