Festival di Cannes 2024: “Anora”, cos’è questa Palma d’Oro?

Festival di Cannes 2024: “Anora”, cos’è questa Palma d’Oro?
Festival di Cannes 2024: “Anora”, cos’è questa Palma d’Oro?
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Chi conosce e apprezza il suo cinema non deve crederci. Perché assegnando ad “Anora”, dell’americano Sean Baker, il premio supremo nella rosa dei vincitori di questa 77esima edizione del Festival di Cannes, la giuria ha celebrato un cineasta straordinario, quello rimasto indietro nell’America moderna.

Ne ha dato prova venendo a ritirare sul palco la sua Palma d’Oro che ha dedicato “a tutte le prostitute passate, presenti e future del mondo”!

Notato nel 2015 con “Tangerine”, poi selezionato al Deauville American Film Festival, è con i suoi due lungometraggi successivi che ha guadagnato la sua notorietà tra gli appassionati di cinema. Il primo, il fenomenale “The Florida Project”, uscito nel 2017 (e visibile fino a poco tempo fa su Netflix), premiato in festival francesi e internazionali, e che è stato presentato alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes, raccontava la tragica ed esilarante vita quotidiana di una bambina di 6 anni, cresciuta dalla madre adolescente in uno squallido motel popolato da persone losche ma affettuose.

videoFestival di Cannes 2024: “Anora” di Sean Baker vince la Palma d’Oro, scopri i vincitori completi

Il secondo, “Red Rocket”, ancora più tragicomico, che ha avuto gli onori del concorso nel 2021 prima di uscire l’anno successivo, descriveva le disavventure di un ex attore porno che tornava dalla moglie in Texas dopo aver perso tutto, e che ha flirtato con una minorenne, cameriera in un fast food.

Un film riuscitissimo, interpretato meravigliosamente

“Anora”, che valse a Sean Baker una Palma d’Oro all’età di 53 anni, prosegue sullo stesso filone con una spogliarellista – e occasionalmente una escort – che si innamora di un ragazzino molto giovane, figlio di oligarchi russi molto ricchi. Ciò gli procurerà viaggi pittoreschi da New York a Las Vegas, e molti problemi con gli scagnozzi bellicosi, spietati e violenti di questa famiglia mafiosa.

Prima incursione del regista tra i ricchi, Baker tiene comunque stretta la sua eroina squattrinata, facendo un salto di qualità in ciò che sa fare meglio: scene assurde di battibecchi o percosse, alcune lunghe fino a urlare dalle risate. Molto riuscito, interpretato meravigliosamente – Sean Baker è un membro del cast dotato che ha un talento nel rivelare attori sorprendenti e “atipici”, qui l’incredibile Mickey Madison, 25 anni, sorprendentemente energico – “Anora” ha rilassato il pubblico del festival alla penultima giorno della competizione.

Ma il film non raggiunge ancora le alte vette toccate nei dodici giorni del festival da meraviglie come “I semi del fico selvatico” di Mohammad Rasoulof, “Emilia Perez” di Jacques Audiard, “Parthenope” di Paolo Sorrentino ovvero “Il bene più prezioso” di Michel Hazanavicius.

Una Palma tutt’altro che ideale, un po’ “leggera”, ma nemmeno disonorevole

Allora perché questa scelta della palma? Sembra una decisione consensuale intorno a un outsider, di fronte a giganti che hanno dovuto dividere la giuria, che senza dubbio avrà finito per accordarsi attorno al racconto trash e nervoso dell’americano. Lungi dall’essere ideale, un po’ “leggero”, ma nemmeno disonorevole, questo premio ha il merito di premiare un cineasta ipersensibile, molto divertente e sempre attento alle miserie degli emarginati americani.

Un Sean Baker sorridente e generoso, che ha ringraziato sul palco “l’intero team del festival per aver invitato la nostra bambina in competizione”, così come “le tre donne eccezionali della mia vita: Mickey Madison, un’attrice meravigliosa che è diventata amica, mia madre Jean Baker, che mi ha introdotto al cinema, e mia moglie Samantha, che è la mia musa ispiratrice…”. Ha vinto anche il premio per la freschezza e il buon umore.

Nota dell’editore:
“ Anora “,

di Sean Baker, con Mickey Madison, Mark Eidelstein, Yuriy Borisov… 2 h 28. In concorso, Palma d’Oro. Rilasciato presto.

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