Un secondo motociclista è morto dopo l’incidente a St-Cergue (VD)

Un secondo motociclista è morto dopo l’incidente a St-Cergue (VD)
Un secondo motociclista è morto dopo l’incidente a St-Cergue (VD)
-

Il miracolo di Losanna non è avvenuto. L’LHC ha perso 2-0 in Finalissima contro lo Zurigo. Uno sguardo indietro ad una serata tra orgoglio e delusione.

I losannesi sono messi sotto pressione fin dal calcio d’inizio. È stato lo Zurigo a giocare soprattutto nei primi minuti. Soprattutto con Juho Lammikko che si è avvicinato pericolosamente alla porta, ha fatto un bel passaggio al centro dietro, ma tutti i suoi compagni erano impegnati altrove.

Le due squadre si sono poi scambiate un tiro dopo l’altro. Prima con un tiro di Tim Bozon, che sbaglia. Lo stesso vale per Derek Grant dall’altra parte del ghiaccio. E anche i Leoni del Lago di Ginevra hanno avuto paura, come con questo errore di Ronalds Kennins che si è rimesso su un bastone dello Zurigo.

Damien Riat è stato finalmente in grado di offrirsi una grande opportunità di tiro all’ottavo postoe, ma il disco è rimbalzato su Simon Hrubec. In generale, per il Losanna è stato difficile giocare nella sua zona offensiva e, soprattutto, tirare. Dopo 20 minuti, ci sono stati 19 tiri in porta per lo ZSC rispetto ai 6 per l’LHC. Prima della sosta i losannesi hanno dovuto subire anche un’altra grande opportunità da parte dello Zurigo. Connor Hughes, impegnato alla sua sinistra, ha quasi lasciato la gabbia vuota, lasciando libera la canzone per un’inquadratura. È stato Théo Rochette che è venuto a infastidire un avversario per impedirgli di tirare.

Alla fine del terzo, i Leoni del Lago di Ginevra cominciano gradualmente a creare qualche occasione. Ken Jäger, ad esempio, è arrivato davanti alla gabbia, ha sparato, il disco è stato fermato da Hrubec… ma non del tutto. E’ rimasto sotto il tappetino. Jäger ha riprovato a portarlo in porta ma è stato abbattuto da un avversario. Anche la terza linea ha provato una bella combinazione, ma Bozon non è riuscita a realizzarla.

Un’altra speranza

La partita è stata intensa. Prova di ciò è che ci sono state poche interruzioni di gioco. Il primo rigore è caduto all’inizio del secondo periodo. È stato Denis Hollenstein a essere punito per aver agganciato un losannese. In powerplay ci ha provato l’LHC, ma Hrubec ha fermato tutto. Gli zurighesi sono riusciti addirittura a creare una grande occasione davanti alla porta di Connor Hughes.

Lo Zurigo che continua a premere sulla gabbia del portiere vodese. Il Losanna, però, riconquista terreno e la partita diventa più equilibrata, anche se gli ospiti hanno sempre meno occasioni per tirare.

E poi è stata la volta dei losannesi a essere puniti. Lì gli ZSC Lions sono andati molto vicini ad aprire le marcature. Hughes deviò un tiro che rimbalzò su Andrea Glauser che si trovava proprio davanti al portiere. Il disco volò indietro verso la rete e Hughes lo salvò di nuovo con il suo pad.

Nonostante questa buona rimonta i Vaudois hanno subito gol nei momenti peggiori. A pochi secondi dalla fine lo Zurigo si porta sull’1-0 con Jesper Frödén. L’attaccante è riuscito a ricevere perfettamente il disco di Juho Lammikko davanti alla gabbia e ad ingannare Hughes (40eassist: Juho Lammikko e Scott Harrington).

I Leoni della Limmat hanno segnato una seconda volta. Ma gli arbitri sono andati per la prima volta a verificare la validità del gol sul video prima di assegnarlo. Ma Geoff Ward ha richiesto un rimprovero all’allenatore per aver ostacolato il portiere. E gli arbitri alla fine gli hanno dato ragione.

“Impareremo da questo”

I giocatori del Losanna hanno quindi 20 minuti di tempo per invertire la tendenza e cercare almeno il pareggio e quindi il prolungamento. Hanno combattuto con tutte le loro forze. Ma hanno dovuto ammettere la sconfitta. Alle 47e, Jiri Sekak ha mancato un passaggio, lasciando che il disco uscisse dal bastone di Justin Sigrist. Ed è stato Juho Lammikko a portare a termine il lavoro. I Lions però non si sono arresi e hanno lottato, hanno pattinato, hanno tirato. Non è successo niente. Hrubec davanti alla gabbia e compagni sul ghiaccio erano troppo forti. Lo conferma John Fust, direttore sportivo dell’LHC.

type="audio/mpeg" src="https://play.vod2.infomaniak.com/single/1jhvl2uqoimnk/1jhvl2uqjyab1/1jhvl2uqoimnp.mp3?_=6">https://play.vod2.infomaniak.com/single/1jhvl2uqoimnk/1jhvl2uqjyab1/1jhvl2uqoimnp.mp3>

Geoff Ward ha considerato la partita giusta. “La squadra che doveva vincere stasera ha vinto”, ha detto prima di ricordare quanto fosse orgoglioso dei suoi giocatori. Ma era consapevole delle difficoltà imposte dallo Zurigo: “Era quasi come se cercassimo di giocare non per perdere piuttosto che per vincere la partita”.

Al momento delle interviste c’era logicamente molta emozione nelle file del Losanna. L’esercizio non è semplice, ma John Fust ha tentato una prima analisi della partita.

type="audio/mpeg" src="https://play.vod2.infomaniak.com/single/1jhvl2uqoimly/1jhvl2uqjyab1/1jhvl2uqoimm3.mp3?_=7">https://play.vod2.infomaniak.com/single/1jhvl2uqoimly/1jhvl2uqjyab1/1jhvl2uqoimm3.mp3>

Per l’attaccante dell’LHC Damien Riat è più difficile vedere gli aspetti positivi e tutto ciò che è stato realizzato durante la stagione.

type="audio/mpeg" src="https://play.vod2.infomaniak.com/single/1jhvl2uqoimqa/1jhvl2uqjyab1/1jhvl2uqoimqf.mp3?_=8">https://play.vod2.infomaniak.com/single/1jhvl2uqoimqa/1jhvl2uqjyab1/1jhvl2uqoimqf.mp3>

Quando chiediamo all’aggressore se è l’orgoglio o la delusione a prevalere, il sentimento è ancora un po’ contrastante.

type="audio/mpeg" src="https://play.vod2.infomaniak.com/single/1jhvl2uqoimpq/1jhvl2uqjyab1/1jhvl2uqoimpv.mp3?_=9">https://play.vod2.infomaniak.com/single/1jhvl2uqoimpq/1jhvl2uqjyab1/1jhvl2uqoimpv.mp3>

D’altro canto, tutti gli intervistati hanno parlato dell’orgoglio che provavano nei confronti dei propri compagni di squadra. E nonostante la delusione, resta la forza mentale che la squadra ha costruito durante tutta la stagione.

type="audio/mpeg" src="https://play.vod2.infomaniak.com/single/1jhvl2uqoimpc/1jhvl2uqjyab1/1jhvl2uqoimph.mp3?_=10">https://play.vod2.infomaniak.com/single/1jhvl2uqoimpc/1jhvl2uqjyab1/1jhvl2uqoimph.mp3>

Nel frattempo, alla Vaudoise Aréna, 9.600 tifosi si sono riuniti per seguire la partita sul Videotron. Fervore senza precedenti. I giocatori sono stati informati prima della riunione. E per cercare di portarci via questa vittoria, abbiamo dovuto visualizzarci a Malley, come ci spiega Joël Genazzi, capitano dell’LHC.

type="audio/mpeg" src="https://play.vod2.infomaniak.com/single/1jhvl2uqoimor/1jhvl2uqjyab1/1jhvl2uqoimox.mp3?_=11">https://play.vod2.infomaniak.com/single/1jhvl2uqoimor/1jhvl2uqjyab1/1jhvl2uqoimox.mp3>

Joël Genazzi conclude così la sua undicesima stagione all’HC Losanna. Come guarda a questo periodo, ora che il club ha giocato la sua prima finale di National League?

type="audio/mpeg" src="https://play.vod2.infomaniak.com/single/1jhvl2uqoimo6/1jhvl2uqjyab1/1jhvl2uqoimob.mp3?_=12">https://play.vod2.infomaniak.com/single/1jhvl2uqoimo6/1jhvl2uqjyab1/1jhvl2uqoimob.mp3>

In ogni caso, l’Hockey Club Losanna ha avuto una stagione magnifica. Non c’è dubbio che giocatori e tifosi saranno presto impazienti di ritrovarsi sul ghiaccio della Vaudoise Aréna per rivivere grandi emozioni.

-

PREV Niente treni di giorno sulla linea R e sulla RER D: un martedì nero nei trasporti in Seine-et-Marne
NEXT “Emmanuel, è un nome molto bello”: Trump scherza ancora una volta su Macron per averlo fatto piegare per togliere una tassa