Ingerenza straniera: il giudice Hogue esaminerà le accuse contro i parlamentari | Inchiesta pubblica sulle interferenze straniere

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Il giudice Marie-Josée Hogue, che presiede la Commissione d’inchiesta pubblica sull’interferenza straniera, ha annunciato lunedì che “esaminerà” le accuse contenute nel rapporto del Comitato dei parlamentari per la sicurezza nazionale e l’intelligence (CPSNR) contro alcuni parlamentari.

Questo rapporto, di cui è stata resa pubblica una copia redatta, sostiene che alcuni parlamentari hanno iniziato a farlo aiutare consapevolmente attori statali stranieri subito dopo la loro elezione, in particolare trasmettendo loro informazioni riservate.

Una mozione del Blocco mirava ad ampliare la portata dell’inchiesta pubblica del Commissario Hogue affinché esaminasse le accuse contenute nel rapporto del CPSNR è stato adottato in Parlamento la settimana scorsa. Tutti i partiti, tranne il Partito Verde canadese, hanno votato a favore di questa mozione.

In un comunicato stampa, la Commissione desidera chiarire di sì accesso a tutti i documenti consultati dal CPSNR e sui quali si è basato per giungere alle sue conclusioni.

La Commissione affronterà queste questioni nel quadro già stabilito per adempiere al proprio mandato e secondo le regole e i principi applicabili a qualsiasi commissione d’inchiesta indipendente.

Una citazione da Estratto di un comunicato stampa della Commissione d’inchiesta pubblica sull’ingerenza straniera

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L’ingresso alle udienze pubbliche sull’ingerenza straniera nelle elezioni federali, a Ottawa.

Foto: stampa canadese/Adrian Wyld

All’inizio di maggio, il commissario Hogue ha pubblicato un rapporto preliminare in cui afferma che vi è stata effettivamente un’ingerenza straniera durante le elezioni del 2019 e del 2021, ma che ciò non ha avuto alcun impatto sui risultati.

Ha preso di mira in particolare la Cina e l’India in quanto principali paesi responsabili dell’ingerenza straniera in Canada.

La Commissione ha inoltre concluso che l’ingerenza straniera ha contaminato il processo che ha portato al voto e ha minato la fiducia del pubblico nei processi democratici canadesi.

Reazioni divergenti

Una relazione finale dovrebbe essere consegnata nel dicembre 2024. Lunedì la Commissione lo ha indicato farà sforzi significativi per rispettare questa scadenza.

Nelle prossime settimane la Commissione pubblicherà un avviso pubblico che tratta specificatamente i termini dei lavori futuri, in particolare quelli relativi alle udienze pubbliche previste per il prossimo autunno.precisa ulteriormente il comunicato stampa.

Il rapporto confidenziale di CPSNR ha suscitato reazioni divergenti negli ultimi giorni, in particolare da parte dei leader dei partiti che vi hanno avuto accesso dopo aver ottenuto il nulla osta di sicurezza necessario per farlo.

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“La parola tradimento non si applica a nessun attuale deputato”, ha ribadito Elizabeth May, leader del Partito Verde canadese, durante una conferenza stampa lunedì 17 giugno 2024.

Foto: stampa canadese/Adrian Wyld

Lo ha detto il nuovo leader del Partito Democratico Jagmeet Singh allarme dopo aver letto il rapporto, mentre la leader del Partito dei Verdi Elizabeth May lo ha detto estremamente sollevato.

Giovedì Singh ha accusato, senza nominarli, “diversi” parlamentari di “tradimento”, senza specificare se fossero o meno deputati. Lunedì May ha tenuto una conferenza stampa per riaffermare la sua fiducia nei parlamentari attualmente seduti alla Camera dei Comuni.

Ce n’è però solo uno antico deputato, il cui nome non compare nel rapporto, che secondo lei dovrebbe essere indagato a fondo e perseguito.

Il leader del partito conservatore, Pierre Poilievre, e quello del Bloc Québécois, Yves-François Blanchet, sono gli unici dirigenti del partito a non aver ancora letto il rapporto del CPSNR.

Yves-François Blanchet parla ai media al Parlamento.

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Il leader del Bloc Québécois Yves-François Blanchet.

Foto: stampa canadese/Adrian Wyld

Il signor Blanchet, che ha avviato il processo per ottenere il nulla osta di sicurezza necessario per avere accesso ai documenti segreti, ha detto a Radio-Canada di non commenterò il rapporto dopo averlo letto poiché lo sarà soggetti alla riservatezza decretata dalle autorità competenti.

Ha dichiarato che intende consultare il rapporto per assicurarsi che in esso non compaia il nome di nessun membro del suo caucus, anche se è profondamente convinto che non sia così.

Il sig. Poilievre, da parte sua, rifiuta di chiedere un nulla osta di sicurezza, sostenendo che il suo diritto di esprimersi sarebbe limitato se avesse accesso ai documenti segreti.

Da giorni i conservatori esercitano pressioni sul governo di Justin Trudeau affinché riveli al pubblico i nomi dei deputati che figurano nel rapporto CPSNR.

Dominic LeBlanc in un'intervista.

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Dominic LeBlanc, Ministro della Pubblica Sicurezza, delle Istituzioni Democratiche e degli Affari Intergovernativi.

Foto: Radio-Canada / Patrick Lacelle

Il ministro federale della Pubblica Sicurezza, Dominic LeBlanc, lo ha ripetutamente affermato non esiste un elenco di nomi completamente affidabile di parlamentari che hanno collaborato con attori statali stranieri, sottolineando che il rapporto in questione si basa su documenti di intelligence che non possono essere considerati come prove.

Venerdì ha affermato che il giudice Marie-Josée Hogue è la persona più idonea ad esaminare i documenti su cui si basano gli autori della relazione e a rassicurare i canadesi.

Riteniamo che questo sia un modo responsabile per contestualizzare la questione in modo imparzialeHa aggiunto.

Sabato anche il primo ministro Justin Trudeau si è affidato al giudice Hogue seguito sulle accuse contenute nella relazione del CPSNR.

Durante una conferenza stampa al termine del vertice del G7, svoltosi in Italia, ha anche messo in dubbio il modo in cui questa commissione parlamentare ha interpretato le informazioni.

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