Morte dell’artista Koldobika Jauregi | Cultura

Morte dell’artista Koldobika Jauregi | Cultura
Morte dell’artista Koldobika Jauregi | Cultura
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GIUGNO 17 2024 – 16:37

Domenica 16 giugno è morto lo scultore di Gipuzkoar Koldobika Jauregi. L’uomo che univa natura e pensiero nelle sue creazioni è morto in seguito ad un problema cardiaco.

Koldobika Jauregi con il bozzetto di ‘Aizkora eta arbola’. (Andoni CANELLADA | FOKU)

Koldobika Jauregi ha vissuto e creato ad Alkiza, la sua città natale. Sempre lì, all’età di 64 anni, morì improvvisamente e inaspettatamente a seguito di un infarto. Riconosciuto a livello internazionale, è stato uno dei più grandi scultori della sua generazione, affiancato negli anni ’90 da Eduardo Chillida.

Eredità ed estetica basca

Fu autodidatta, dedito alla pratica scultorea, trascorrendo più di cinquant’anni della sua vita lavorando la pietra, il legno e il metallo utilizzando varie tecniche e molteplici materiali. Sia nei Paesi Baschi che all’estero, questo artista poliedrico ha esposto le sue creazioni in diversi luoghi del mondo e sta preparando una nuova mostra per il prossimo anno. Nelle sue mani riunisce l’eredità dell’estetica basca e si muove senza complessi dalla tradizione alla modernità.

Scultore del disarmo

Nel 2018 ha inaugurato a Bayonne “Aizkora eta Arbola” (l’ascia e l’albero, in basco), un’opera monolitica alta otto metri in acciaio e ferro battuto che rappresenta il disarmo dell’ETA. Aspramente criticata da alcune associazioni di vittime, la scultura che metaforizza il fiorire della pace fu controversa all’epoca e alla fine non trovò mai posto nel paesaggio di Bayonne.

Ur Mara, museo vivente

Koldobika Jauregi, artista profondamente impegnata, ha difeso un museo vivo, accessibile a tutti. Impegnato nelle politiche culturali, lo scultore, spinto dagli ideali di Henry David Thoreau, ha lanciato negli anni 2010 un progetto originale che merita di essere conosciuto: Ur Mara. Uno spazio museale naturale di 17 ettari che circonda la fattoria-studio dell’artista. Questo museo non ospita solo la sua opera ma riflette anche le sue preoccupazioni: poesia, filosofia, ecologia si intrecciano in una logica di trasmissione. Ur Mara vuole essere “una piattaforma di educazione, conoscenza e dialogo che promuova la sperimentazione e la libertà. » Un museo selvaggio aperto a tutti.

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