Challengers è un film gay?

Challengers è un film gay?
Challengers è un film gay?
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Non sorprende affatto che il regista scelga di affrontare l’omosessualità di fondo Sfidanti in uno spogliatoio gremito. Nei film, come nella vita reale, gli spogliatoi sono luoghi favorevoli alla curiosità e all’esplorazione della propria sessualità. In Queer as Folk, è negli spogliatoi vuoti di una scuola che Nathan (Charlie Hunnam), un giovane adolescente di 15 anni, vive la sua prima esperienza omosessuale con un amico. Per quanto riguarda l’omosessualità, spesso discussa e appena nascosta Top Gun, la leggendaria critica cinematografica Pauline Kael lo dice meglio: “Il film è una brillante pubblicità omoerotica… I piloti si pavoneggiano per gli spogliatoi, con gli asciugamani che pendono precariamente dalla vita.” La scena dello spogliatoio Sfidanti potrebbe aver riportato alla mente un’immagine familiare agli appassionati di film gay (e probabilmente a nessun altro), dal cortometraggio Bambini di Terence Davies (1976), che mostra un ragazzo paralizzato dal corpo di un adolescente più grande sotto le docce.

La realizzazione del film è anche intrisa di una grande sensibilità omosessuale. O’Connor e Faist sono filmati con ammirazione, oggettivati ​​dalla telecamera, nel modo in cui i vecchi film di Bond guardavano maliziosamente le loro eroine dai nomi eufemistici. In uno scatto particolare, Art è chino sulla telecamera, grondante di sudore al rallentatore (purtroppo Sfidanti non è disponibile in 4DX); Patrick è seduto nella sauna di fronte a lui, con le gambe divaricate, l’inguine appena coperto da un minuscolo asciugamano, un atto cosciente di esibizionismo macho.

Più in generale, la macchina da presa del direttore della fotografia Sayombhu Mukdeeprom ha l’arte di esplorare la vascolarizzazione delle membra tese dei protagonisti. C’è anche un’attenzione deliberata ai piccoli atti di intimità tra i ragazzi, come quando Art usa la gamba per avvicinare a sé lo sgabello di Patrick durante il pranzo. In altre parole, la risposta alla domanda se Sfidanti essere “gay”, come la vita reale, è complesso.

Ok, nel complesso è piuttosto gay. Ma ciò che è emozionante e affascinante, appunto, è che al film non interessano assolutamente le etichette; non cerca di rinchiudere i suoi personaggi in identità facili da disegnare. Forse Patrick non è particolarmente attratto dagli uomini, ma è sicuramente attratto dall’arte. Per andare oltre, si potrebbe facilmente leggere Sfidanti come un film su due uomini altrimenti “eterosessuali” che sono sessualmente attratti l’uno dall’altro, ma che scelgono di reindirizzare quell’attrazione reciproca sulla stessa donna. Infine, Sfidanti non è né un film sul tennis né sulla sessualità: è un film su gente che vuole scopare.

Sfidanti è attualmente nei cinema.

Originariamente pubblicato su GQ britannico

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