Soprattutto, non lasciarti trasportare. Evita di contare i giorni che «separato dall’arrivo “. Rimanere ” messa a fuoco “ sui gradini della barca, “Se si presentasse un’opportunità si presenterebbe.” E guarda questo terzo posto che ha occupato senza sosta per settimane scolpito nella pietra. Questo è il mantra di Sébastien Simon dopo 57 giorni in mare, mentre il suo porto d’origine, Sables-d’Olonne, vibra già in attesa dell’esito delle 10e edizione del Vendée Globe – stimata tra il 14 e il 15 gennaio.
A circa 700 miglia nautiche (circa 1.300 km) davanti alla sua prua, il leader Charlie Dalin (Macif Santé Prevoyance) e Yoann Richomme (Paprec-Arkéa), che al check-in delle 15:00 di lunedì 6 gennaio si trovano a quasi 80 miglia (circa 150 km) dietro di lui, si contendono il grande onore di essere il vincitore.
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“Comincio a credere in questo terzo posto e penso di meritarmelo, sono molto orgoglioso di averlo nonostante un fioretto [appendice latéral permettant de voler sur l’eau] in meno per quasi la metà di questo tour mondialequindi voglio tagliare il traguardo affinché tutto questo diventi indiscutibile”spiega a Mondo il navigatore, che dovrà attraversare l’equatore, martedì 7 novembre al mattino, con il suo Imoca (monoscafo da 18 metri) Gruppo Dubreuil.
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Senegal