Sci alpino. Gli organizzatori di Zermatt-Cervinia incriminati per “crimine ambientale”

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Mentre lo scorso autunno il sito italo-svizzero di Zermatt-Cevinia ha dovuto annullare le gare di Coppa del mondo di sci alpino, il presidente del comitato organizzatore dell’evento e altri due funzionari sono stati incriminati, come ha spiegato il quotidiano svizzero Le Temps.

Nel 2023 gli eventi di Coppa del Mondo di sci alpino previsti a Zermatt-Cervinia sono stati annullati a causa delle avverse condizioni meteorologiche. | FOTO: MARCO BERTORELLO/AFP


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  • Nel 2023 gli eventi di Coppa del Mondo di sci alpino previsti a Zermatt-Cervinia sono stati annullati a causa delle avverse condizioni meteorologiche. | FOTO: MARCO BERTORELLO/AFP

Lo scorso ottobre, le immagini degli escavatori che attaccavano il ghiacciaio del Théodule, pochi giorni prima delle gare di Coppa del Mondo di sci alpino in programma a Zermatt-Cervinia, erano scioccanti. La commissione edilizia cantonale del Vallese ha constatato che una parte del percorso era localizzata “fuori dal comprensorio sciistico” e che ne fu localizzato un altro “nel comprensorio sciistico ma fuori dal perimetro delle piste omologate”. Quanto basta per sfidare la giustizia italiana e coinvolgere gli organizzatori dell’evento mondiale.

Quattro funzionari incriminati

Quattro persone sono state così rinviate a giudizio dalla Procura di Aosta, secondo quanto riportato dal quotidiano svizzero Il tempo . Si tratta del presidente degli impianti di Cervinia e del suo predecessore, macchinista nonché presidente del comitato organizzatore svizzero della manifestazione, Franz Julen.

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Ricordiamo che le gare di Coppa del Mondo che avrebbero dovuto ospitare il ghiacciaio sono state infine annullate a causa delle condizioni meteorologiche.

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