NÎMES Due nuovi scanner per una migliore assistenza all’Ospedale Universitario

NÎMES Due nuovi scanner per una migliore assistenza all’Ospedale Universitario
NÎMES Due nuovi scanner per una migliore assistenza all’Ospedale Universitario
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L’Ospedale universitario di Nîmes sta commissionando due nuove macchine che miglioreranno l’assistenza fornita ai pazienti.

L’Ospedale universitario di Nîmes ha acquisito due nuove scansioni PET digitali (tomografia a emissione di positroni) di nuova generazione. La prima scansione PET è operativa da maggio e la seconda scansione PET dovrebbe essere operativa nel mese di ottobre. Questi preziosi strumenti, del valore di tre milioni di euro ciascuno, sono installati presso l’IGG (Institut de Cancérologie du Gard). Un aiuto importante, simbolo di un grande passo avanti per la qualità delle cure e l’efficacia delle visite mediche.

Una scansione PET è un metodo di imaging medico funzionale. Funziona iniettando un radiofarmaco nel corpo del paziente. Questa tecnologia innovativa è utile ai medici nucleari per poter diagnosticare con precisione e monitorare l’efficacia delle cure erogate, in particolare per i tumori.

Il capo del dipartimento di medicina nucleare e direttore del centro di oncologia dell’ospedale universitario di Nîmes, il professor Pierre-Olivier Kotzki, esprime la sua soddisfazione per questi nuovi dispositivi: “Potremo svolgere gli esami con prestazioni migliorate. L’Ospedale Universitario di Nîmes dispone oggi delle attrezzature più efficienti dell’intera regione dell’Occitania, un privilegio che condividiamo solo con l’Oncopôle di Tolosa”.

I nuovi “gioielli” del centro ospedaliero sono all’origine di significativi progressi tecnologici in tre diversi ambiti: riduzione della dose di radiotracciante iniettato, riduzione dei tempi di acquisizione delle immagini e miglioramento della qualità delle immagini ottenute. Utilizzando l’elaborazione digitale del segnale, integrata da intelligenza artificiale e rilevatori avanzati, le scansioni PET consentono di ridurre del 50% la dose di radiotracciante iniettata in un tempo di acquisizione record: circa otto minuti.

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