“Nella casa estiva”: un libro che lasciamo con rammarico

“Nella casa estiva”: un libro che lasciamo con rammarico
“Nella casa estiva”: un libro che lasciamo con rammarico
-

Nota: 4/5

Karine Reysset orchestra magistralmente un romanzo corale che abbraccia più di quarant’anni. “Nella casa estiva” è interamente ancorato a Pouliguen (44). Una “stazione balneare a misura d’uomo” dove è difficile non notare le “Ortensie”. Questa villa Belle Époque, questa “casa-barca” affacciata sulla baia di La Baule. Quella dove Barbara, la narratrice, visse durante l’anno scolastico 1980-1981. Quello in cui è tornata con la sua valigia su ruote. Oggi deve voltare una pagina importante della sua esistenza. “Les Hortensias”, di cui ha tanti ricordi, sarà venduto. Barbara, che scrive e pubblica libri, non ha avuto altra scelta che rituffarsi in quarant’anni di storia di famiglia che aveva sentito o raccontato. Nel corso dei capitoli, nel corso delle stagioni e dei decenni, attraverso i venti e le maree, scopriremo le traiettorie non così ordinarie della famiglia Reiss che occupava il luogo. Qui si esprime tutta la finezza dell’autore di “La ragazza nella foto” e “Tre mesi e un giorno”. Nel suo modo di catturare gli esseri e le loro emozioni, di rendere universale l’intimo. Toccante e accurato, “Nella casa estiva” è uno di quei libri in cui ami ambientarti e che lasci con rammarico.

“Nella casa estiva”. Karine Reysset, Flammarion, 518 pagine, €22.

-

PREV “Nella casa d’estate”: un libro che lasciamo con rammarico
NEXT «Non è la fine del mondo»: un libro sorprendente