Cavaliere… vai per la tua strada! di Michel Déon

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Cavaliere… vai per la tua strada! di Michel Déon

Michel Déon (1919-2016) non ha mai amato il turismo. Ha visitato intimamente i paesi del suo cuore (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, ecc.). Mesi o anni. Questi lunghi soggiorni lo hanno spesso ispirato a scrivere grandi libri. Ricordiamo in particolare i suoi racconti, Un balcone a Spetsai O L’incontro di Patmos raccolti qualche anno fa in un’edizione ampliata dal titolo Pagine greche. Per quanto riguarda l’Irlanda, dove ha vissuto in parte per più di quarant’anni, è apparsa nella sua opera solo attraverso romanzi come Un taxi viola o più furtivamente dentro Pony selvaggi. Pubblicato nel 2005, Cavaliere… vai per la tua strada!, sottotitolato “Pagine irlandesi”, disegna i volti dell’Irlanda di Déon. Se la storia del paese e la sua letteratura sono ovviamente presenti in questo racconto su cui pende l’ombra di Yeats e il cui titolo è tratto da una delle sue poesie, è innanzitutto attraverso l’incontro con gli irlandesi che Michel Déon coinvolge il lettore.

Michel Déon

Cavaliere… riunisce così una galleria di personaggi incredibili e poetici, dai destini comici o tragici. Con tenerezza, commozione e ironia, lo scrittore dipinge questi esseri imprevedibili. Incontriamo così un poeta dilettante e paziente, Pat-Jo un lavoratore rozzo e saggio o Tim il postino che, a settant’anni, crede che San Francisco (dove ogni tanto fa visita alla figlia) non abbia il fascino del suo villaggio. Incontriamo anche uno scrittore”ventriloquo, prestigiatore, campione irlandese di salto con l’asta e pugile” o Padre Campbell, lo straordinario parroco di Tynagh, che ritorna in vita per celebrare la messa per lui… Attraverso questi ritratti, Déon ci fa sentire il piacevole profumo di civiltà portato da individui, apparentemente insensibili nel tempo, che perpetuano riti e racconti in cui è annidato un senso acuto della condizione umana.

Chi si ricorda degli uomini?

Mi sono sempre interessato agli ultimi rappresentanti di uno stile di vita condannato dal passare dei secoli, attingendo dalla mia infanzia e fino ad oggi dai libri che chiudono le tombe” scrive l’autore di Le mie Arche di Noè. Questi irlandesi immemorabili che prolungano uno stile di vita e sono destinati a scomparire, lo scrittore li incarna con rara forza. Punteggiato di storie di streghe, miracoli, leggende, segni e miti, Cavaliere… rende omaggio a chi sa usare le parole per andare oltre la realtà angusta per ridipingerla con i colori della fantasia e dell’immaginazione. In Irlanda Déon ha incontrato la forza del verbo che persuade: “Il “dono delle chiacchiere” non è stato concesso all’irlandese per ragioni comuni ma perché il mondo, ignorante e irrazionale, potesse fornire ragioni inconfutabili. Nella sua generosità, non si limita a sognare un’etica finalmente liberata da logiche schiaccianti, invita il suo interlocutore a salire sulla sua barca.” Le parole possono fare tutto. Gli scrittori lo sanno. Anche privato della sua libertà, «un popolo ha ancora la parola per sfidare il suo oppressore e, se lo imbavagliamo, conserva il rimedio ad ogni miseria: la parola interiore che gli permette di essere se stesso e tutti gli altri, gli eroi prediletti da la memoria, il povero e il ricco, il vincitore e il vinto, l’amante felice o abbandonato.” “Dal momento in cui qualcosa è vero per qualcuno, esiste”, disse a un certo punto un vecchio irlandese a Michel Déon. Questa convinzione, che fonda la fede ma anche il romanzo, potrebbe ben essere la modalità di sopravvivenza delle ultime anime libere che resistono ai discorsi che reclutano e riducono l’orizzonte.

Cristiano Autier

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Cavaliere… vai per la tua strada! – Gallimard

Cavaliere... Vai per la tua strada! Gallimard

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