Voto a 16 anni: i giovani belgi andranno alle urne a giugno

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“Sembra semplice a prima vista, ma in realtà scegliere bene è complicato”, osserva Marie pensando alle elezioni europee di giugno.

Per questo studente di un collegio della regione di Bruxelles, la riflessione non è solo teorica. Come decine di suoi compagni dai 16 anni in su, anche lei sarà chiamata a recarsi ai seggi elettorali il mese prossimo.

Anche altri paesi europei, tra cui la Germania, hanno scelto di abbassare di due anni l’età per votare per queste elezioni.

In Canada, il governo liberale e l’opposizione ufficiale conservatrice hanno respinto nel 2022 un disegno di legge in tal senso, proposto dal Nuovo Partito Democratico e sostenuto dal Bloc Québécois e dal Partito dei Verdi.

Nicolas, studente del Collège Jean-XXIII, accoglie con favore questo cambiamento adottato dalle autorità belghe.

A questa età ci sentiamo un po’ più responsabiliassicura questo adolescente di 16 anni, che dice di essere particolarmente interessato alle questioni economiche.

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Nicolas, 16 anni, voterà per la prima volta alle elezioni europee.

Foto: Radio-Canada / Raphaël Bouvier-Auclair

Ethan, anche lui 16enne, è meno entusiasta.

: “Bene, vado a votare!” In ogni caso non lo dico a me stesso”,”text”:”Non necessariamente siamo educati ad imparare, non necessariamente vogliamo farlo. E quando ci sono le elezioni non ci diciamo: “Bene, vado a votare!” Comunque non lo dico a me stesso”}}”>Non siamo necessariamente educati ad imparare, non necessariamente lo vogliamo. E quando ci sono le elezioni non ci diciamo: “Bene, vado a votare!” In ogni caso questo non lo dico a me stessolui dice.

È quindi per attrezzare meglio questi futuri elettori che il Collège Jean-XXIII ha organizzato una giornata di formazione nel mese di aprile.

Intorno ai tavoli allestiti nella palestra della scuola, politici e giornalisti politici hanno parlato con gli studenti per illuminarli sul loro ruolo, sul funzionamento delle istituzioni e sullo svolgimento delle elezioni.

Caroline Désir, ministro dell’Istruzione della Federazione Vallonia-Bruxelles – la comunità belga francofona – ha preso parte all’esercizio e ha colto l’occasione per elogiare il cambiamento dell’età legale per votare.

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La ministra dell’Istruzione della Vallonia-Bruxelles, Caroline Désir, ritiene che i giovani elettori debbano interessarsi alle questioni europee.

Foto: Radio-Canada / Raphaël Bouvier-Auclair

Ci sembra interessante cercare di garantire che i giovani possano partecipare alla vita politica, nel senso più ampio del termine, fin dalla più tenera età. Sappiamo che potrebbero essere interessati alle questioni che si svolgono a livello europeo. Ovviamente ci sto pensando [la question] climatico.

Una citazione da Caroline Désir, Ministro dell’Istruzione Nazionale della Vallonia-Bruxelles

La sfida di coinvolgere i giovani elettori

Durante la giornata dei laboratori politici, i rappresentanti di diversi gruppi politici belgi hanno risposto all’invito del Collège Jean-XXIII.

Dimostra che c’è interesseha detto uno degli insegnanti, riferendosi all’appello di questi 270.000 nuovi elettori, che rappresentano solo il 3% dell’elettorato.

Ma oltre al semplice diritto di voto, raggiungere i giovani rappresenta anche una sfida in vista delle elezioni europee, osserva il candidato del Partito socialista belga Dorcas Kayembe Stamili.

Nei locali della sua formazione, nel centro di Bruxelles, ci mostra diversi video realizzati per i social network come Instagram e Tik Tok, molto apprezzati dalla generazione chiamata al voto per la prima volta quest’anno.

>>Dorcas Kayembe Stamili è candidata alle elezioni europee per il Partito socialista belga.>>

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Dorcas Kayembe Stamili è candidata alle elezioni europee per il Partito socialista belga.

Foto: Radio-Canada / Raphaël Bouvier-Auclair

[Les jeunes électeurs] hanno l’impressione che la politica sia una questione per adulti, che sia gestita da adulti e che questi non abbiano voce in capitolo.

Una citazione da Dorcas Kayembe Stamili, candidata alle elezioni europee

Questa donna sulla trentina afferma di notare la popolarità tra i giovani del suo collega ed ex premier Elio Di Rupo, nonostante abbia 72 anni. Un successo che lei spiega in parte con la trasmissione di video capsule in cui affronta le elezioni e le questioni europee.

Infatti, al di là del modo di comunicare, la Dott.ssa Stamili sottolinea l’importanza dei temi come fonte di motivazione. Confessando di essersi interessata alla politica solo all’età di 23 o 24 anni, afferma di voler parlare di questioni come il clima e il debito studentesco nell’attuale campagna elettorale.

>>Nel mese di aprile è stata organizzata presso questo collegio di Bruxelles una giornata di seminari politici.>>

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Nel mese di aprile è stata organizzata presso questo collegio di Bruxelles una giornata di seminari politici.

Foto: Radio-Canada / Raphaël Bouvier-Auclair

Al Collège Jean-XIII, Kenza, una studentessa di 19 anni che tra qualche settimana verrà a conoscenza delle elezioni, afferma di essere interessata alle questioni ambientali e sanitarie.

Penso che sia la nostra generazione che dovrà sopportare tutto, cercare di salvare tutto e migliorare il più possibile le cose.

Una citazione da Kenza, un elettore di 19 anni

Quando votare non è una scelta

Dopo una giornata di seminari, Ethan ritiene di essere un po’ più attrezzato per votare.

Non so se, quando tornerò a casa, mi interesserà, ma apre una porta, afferma il giovane. Assicura però che almeno si informerà sui candidati e che voterà.

>>Ethan, 16 anni, nuovo elettore e studente al collegio Jean XXIII di Bruxelles.>>

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Ethan, 16 anni, vorrebbe essere meglio attrezzato per votare.

Foto: Radio-Canada / Raphaël Bouvier-Auclair

In Belgio il voto non è solo un diritto: è un obbligo legale.

Un tribunale ha inoltre stabilito: l’obbligo di recarsi alle urne varrà anche per gli elettori dai 16 ai 18 anni, anche se non è prevista alcuna sanzione in caso di mancata presentazione al seggio elettorale.

Considerato questo obbligo, l’esperienza del Belgio forse non fornirà informazioni significative sull’influenza della concessione del diritto di voto ai giovani sulla loro partecipazione.

Tuttavia, in Austria, dove una riforma ha abbassato l’età per votare a 16 anni nel 2007, gli esperti hanno generalmente notato una maggiore partecipazione tra gli elettori più giovani rispetto a quelli che partecipano a una votazione per la prima volta a partire dai 18 anni.

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