Raggruppamento di canali di informazione, nuove sanzioni… Le proposte della maggioranza per la TDT

Raggruppamento di canali di informazione, nuove sanzioni… Le proposte della maggioranza per la TDT
Raggruppamento di canali di informazione, nuove sanzioni… Le proposte della maggioranza per la TDT
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Un risultato sconnesso. Martedì 14 maggio, il relatore della commissione d’inchiesta sulle frequenze della TDT, il deputato della LFI, Aurélien Saintoul, ha presentato da solo le proposte avanzate dal suo gruppo di lavoro al termine dei suoi sei mesi di lavoro. Ha difeso anche quelli che propone “a titolo personale” dopo il rifiuto della maggioranza presidenziale di associarsi ad essi.

Questo mercoledì è stata la volta dei parlamentari macronisti di presentare le loro raccomandazioni. Al comando, Quentin Bataillon, presidente della commissione d’inchiesta, in aperto conflitto con il suo relatore. Il rappresentante del Rinascimento ha messo sul tavolo diverse strade per la riforma, alcune delle quali non richiedono modifiche legislative. Tra le più concrete, il raggruppamento in un unico blocco dei quattro canali d’informazione in occasione del prossimo rinnovo di 15 frequenze. “Questa è l’ultima occasione per attuare questo blocco”, ha affermato Quentin Bataillon, invitando il regolatore dell’audiovisivo ad approfittare di questo contesto per spostare le linee.

Aumentare “la qualità” dei contenuti sui canali di informazione

Gli eletti della maggioranza vorrebbero quindi anticipare i numeri di LCI (canale 26) e France Info (canale 27) per avvicinarli a quelli di BFMTV (canale 15) e CNews (canale 16). “Accettiamo l’idea che France Info TV possa essere il primo canale di questo blocco”, ha spiegato Quentin Bataillon, riferendosi alla possibile occupazione del canale 14 attualmente assegnato a France 4.

Argomenti addotti per giustificare questo raggruppamento: maggiore “comodità” per lo spettatore, nonché un più facile accesso all’offerta informativa. La palla ora passa alla ARCOM, l’unica in grado di decidere su un simile sviluppo, che non dovrebbe mancare di dispiacere ad Altice (BFMTV) e Canal + (CNews).

I parlamentari vogliono anche aumentare “la qualità” dei contenuti dei canali di informazione. La loro soluzione: “più resoconti sul campo” e “meno talk show”. Spetta all’istituzione Roch-Olivier Maistre trovare il “giusto indicatore” per garantire questo riequilibrio.

I rappresentanti della nazione sperano anche che gli attori del PAF ottengano un “chiarimento” dello status dei relatori sul set, “retribuiti e non retribuiti, editorialisti, editorialisti, giornalisti o esperti”.

Migliore controllo della diffusione dei programmi religiosi

Facendo eco alla trasmissione di programmi religiosi su CNews, la maggioranza desidera anche regolamentare meglio questa pratica. “Piuttosto che vietare questo tipo di trasmissione, vogliamo applicare le stesse regole al settore privato e al pubblico garantendo un’equa rappresentanza di tutte le religioni, che è ciò che fa France Télévisions e che funziona molto bene”, ha commentato Quentin Bataillon , in riferimento ai programmi confessionali trasmessi la domenica mattina su France 2.

Infine, sul fronte del controllo, la maggioranza vorrebbe arricchire la capacità di “autodenuncia” dell’ARCOM in caso di sequenze contenziose. Vuole anche arricchire l’arsenale di sanzioni a sua disposizione.

Tra le misure previste, il divieto temporaneo di trasmettere in diretta un programma incriminato o di mandare in onda un messaggio recante la sanzione inflitta all’emittente.

Per un editore recidivo l’autorità di regolamentazione potrebbe anche avviare una procedura per la riassegnazione anticipata della frequenza interessata. “Una sanzione estremamente dissuasiva” secondo Quentin Bataillon.

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