“Possiamo lamentarci ma…”

“Possiamo lamentarci ma…”
“Possiamo lamentarci ma…”
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COLLOQUIO. Presente in onda dal 10 febbraio la stagione 13 di La voce è ancora lungi dall’essere finito su TF1. In questione il gran numero di tappe previste dalla produzione ogni anno per poter arrivare alla finale. Tele-tempo libero ha chiesto a Lize, una candidata, riguardo a questo ritmo intenso.

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Sii candidato per La voce è come una gara di lunga distanza ogni anno. Prendiamo l’esempio di questa stagione 2024. Il talent show di successo TF1 presentato da Nikos Aliagas è tornato in onda il 10 febbraio per una stagione 13. Da quella data, gli spettatori hanno avuto diritto, in ordine, a sette numeri di audizioni alla cieca, seguite da tre episodi di battaglie, seguiti da Cross Battles per due settimane. Dall’11 maggio i fan potranno scoprire le Super Cross Battles, prima che il primo canale offra finalmente la semifinale e poi la finale in diretta, alla presenza degli allenatori Vianney, Zazie, Mika e Bigflo & Oli. Uff! Se lo spettatore può impiegare molto tempo di fronte a tutte queste fasi, a cosa servono i talenti La vocechi sperimenta tutto questo dal di dentro?

Per quello La voce dura così a lungo su TF1? La risposta di Lize, candidata alla stagione 2024

Tele-tempo libero ha posto la domanda a Lize, una marsigliese di 25 anni, che ha fatto scalpore durante le audizioni alla cieca con la sua interpretazione di Ragazza, da Louane. E chi si è qualificato questo sabato 4 maggio durante le Cross Battles. “Ci sta provandolei è d’accordo. Ma sai cosa aspettarti e non sai mai quanto lontano andrà. È meglio procedere passo dopo passo. Quando firmi per andare a The Voice, ti aspetti che sia estenuante. Possiamo lamentarcene, ma vogliamo che sia intenso. È una bella fatica“.

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Chi è Lize, candidata di La Voce 2024 su TF1?

Lize non esita a tracciare il parallelo tra la vita di un artista La voce e quello di un artista a tempo pieno.Questo spettacolo è una sintesi di ciò che ogni artista sperimenta per promuovere chi è e promuovere la propria arte. Quindi in effetti è molto rappresentativo. Vogliamo che il mondo intero si rivolterà contro di noi“, scivola la marsigliese. E la giovane conclude, filosoficamente, il suo viaggio: “Ho iniziato a 7 anni, suonando il violino. Ho davvero deciso di farne la mia carriera all’età di 18 anni. Siamo abituati a vivere fasi della nostra vita di artista. Ho affrontato l’equivalente di audizioni alla cieca, battaglie per diversi anni… Quindi questo spettacolo è come la vita“.

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