quando la NASA promise la Luna agli americani

quando la NASA promise la Luna agli americani
quando la NASA promise la Luna agli americani
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Alla luna ***

di Greg Berlanti

Film americano, 2:11

“Abbiamo scelto di andare sulla Luna in questo decennio e fare di più, non perché sia ​​facile, ma perché è difficile. » Il 12 settembre 1962 il presidente americano John Fitzgerald Kennedy confermava con queste parole la partecipazione degli Stati Uniti alla corsa per la Luna, lanciata dai sovietici nel 1961 con il primo volo orbitale di Yuri Gagarin. Qual è la posta in gioco per l’America nel mezzo della Guerra Fredda? Niente di meno che vincere “la battaglia che si gioca in tutto il mondo tra libertà e tirannia”.

La morte dell’equipaggio del primo volo con equipaggio dell’Apollo 1, nel gennaio 1967, traumatizzò gli americani. Per ottenere il loro sostegno e i voti di stanziamento da parte dei senatori, Moe Burkus (Woody Harrelson), misterioso funzionario del governo Nixon, recluta Kelly Jones (Scarlett Johansson) per trasformare agli occhi dell’opinione pubblica gli astronauti della missione Apollo 11 in eroe. Esperto in tutti i trucchi del marketing, una nuova disciplina, questo affronta vigorosamente il compito. Vende l’impresa spaziale americana ai suoi concittadini fino ai pacchetti di cereali. Poiché gli scienziati della NASA sono riluttanti a parlare ai media, assumono attori per interpretarli. Tutte queste manovre non piacciono a Cole Davis (Channing Tatum), l’esigente direttore della missione che continua a vivere il disastro dell’Apollo 1 come una tragedia personale.

Un volo lunare, due avvicinamenti

Appena aperto, Alla luna presenta il suo tandem shock in un delizioso secondo grado. Di fronte alla sua squadra sbalordita, Cole Davis si riprende da un’esplosione che lo ha lanciato in aria in un laboratorio della NASA con l’eleganza e il relax di James Bond. Questo superuomo, onesto fino al candore, re dell’autocontrollo tranne quando incontra un gatto nero, si mostra interamente dedito al successo dell’avventura spaziale americana. Quanto a Kelly Jones, ottiene il sostegno dei suoi clienti a Manhattan per la sua campagna pubblicitaria per un’auto sportiva fingendosi una donna incinta. La questione è chiara: può promuovere qualsiasi messaggio attraverso la sua astuzia, il suo fascino e la sua audacia.

Incarnano due prospettive sull’Apollo 11 e sulla conquista lunare, simbolo per l’uno della grandezza di una nazione capace dell’impossibile, materiale per l’altro della più fantastica campagna di comunicazione di tutti i tempi. “Li farò diventare più famosi dei Beatles”, spiega Kelly Jones riguardo ai tre astronauti del futuro volo. Preoccupato per il fallimento della missione, Moe Burkus le incarica di filmare un finto sbarco sulla Luna da trasmettere invece di quello reale a milioni di telespettatori in tutto il pianeta.

Omaggio e umorismo pungente

Alla luna gioca abilmente con la verità e la menzogna. Intreccia la teoria del complotto del primo passo dell’uomo sulla Luna girato in studio e i fatti storici del 21 luglio 1969 per creare una trama allegra che rinnova di fatto il film della NASA, con le sue essenziali sale di controllo, il suo conto alla rovescia prima del decollo del razzo. , eccetera. Dietro l’apparenza elegante e pulita di una colorata ricostruzione degli anni ’60, il film rende omaggio all’agenzia spaziale americana, raccontando con umorismo pungente la propaganda politica che circonda lo sbarco sulla Luna e la variante commerciale di questo deliberato e finanziato dal governo americano.

Produttrice del film, Scarlett Johansson brilla come direttrice delle comunicazioni della NASA, con il suo sorriso ammaliante e le sue eccezionali capacità di marketing, che nulla può fermare. Con lei e Channing Tatum, dal volto impassibile e dai muscoli sporgenti, il lungometraggio si avventura anche nella commedia romantica. Formano un saggio duo romantico e completamente opposto, ma dove ciascuno riconosce nell’altro la propria indefettibile tenacia.

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Apollo 11 ispira l’arte del 7e

Tra gli innumerevoli film sulla conquista dello spazio, quattro si concentrano sui primi passi sulla Luna:

Passeggiata sulla Luna Uno, di Theo Kamecke (1970): questo documentario dal tono unico vuole mostrare tutto, comprese le immagini del decollo del razzo Saturn V, riprese da tutte le angolazioni possibili da 240 telecamere…

Operazione Luna, di William Karel (2002): dispettoso finto documentario che mescola immagini d’archivio e false testimonianze, fatti reali e bugie, sviluppando la tesi inverosimile secondo cui i primi passi sulla Luna furono girati in studio da Stanley Kubrick.

Primo uomo. Il primo uomo sulla luna, di Damien Chazelle (2018): il regista di La La Terra racconta l’Apollo 11 come un dramma intimo sulle sofferenze sopportate dai suoi architetti, Neil Armstrong in testa.

Apollo 11, di Todd Douglas Miller (2019): spettacolare immersione nell’Apollo 11 attraverso immagini d’archivio inedite e restaurate.

• NO ! * Perché no ** Bel film *** Ottimo film **** Capolavoro

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