“Era diventata una fabbrica di gas”: Catherine Lara ripensa alla sua partenza dalla troupe Enfoirés e non usa mezzi termini

“Era diventata una fabbrica di gas”: Catherine Lara ripensa alla sua partenza dalla troupe Enfoirés e non usa mezzi termini
“Era diventata una fabbrica di gas”: Catherine Lara ripensa alla sua partenza dalla troupe Enfoirés e non usa mezzi termini
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Va via e ritorna, come direbbe la canzone. L’allegra truppa di Enfoirés non sfugge a questo ritornello con partenze, arrivi e…ritorni ogni anno. Durante l’ultima tournée, sei nuovi artisti (Santa, Claudia Tagbo, Gaëtan Roussel, Ycare, Marc Moreau e Yvon Demol) si sono uniti ad un collettivo rafforzato dal ritorno di Raphaël, assente dal raduno per quindici anni, ma anche di Lara Fabian. E nonostante le assenze di Mimi Mathy, Lorie, Amir e Christophe Maé, lo spettacolo annuale è stato un successo su TF1 con più di otto milioni di spettatori presenti.

“Non volevo più vestirmi così”

D’altra parte, Catherine Lara, fedele alla band organizzata dal 1994, non era certo seduta davanti al suo schermo ad emozionarsi davanti alle esibizioni dei suoi ex colleghi. La rocker diamante si è ritirata nel 2012, riapparendo solo dieci anni dopo per quello che lei chiama “un colpo di richiamo”. È stata infatti l’ultima, come ha confermato al microfono dello show “Non c’è una sola vita nella vita” su Europa 1.”Difendo gli Enfoirés, è bello dare cibo a chi ha bisogno. Ma non volevo più vestirmi così. Ero ancora più ridicolo dei travestimenti che mi facevano indossare.” ha spiegato colei che tuttavia si è travestita da lemure per la proprietà di “Mask Singer”.

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Un attacco ai calciatori che “cantare come i piedi”

La cantante e violinista si rammarica dell’evoluzione degli spettacoli, dicendo che non vuole più farne parte “questa fabbrica di gas”. “Quando ho incontrato gli Enfoirés, abbiamo avuto il tempo di fare veri duetti, trii, abbiamo cantato insieme, abbiamo avuto 5 minuti per esprimerci e cercare di bilanciare alcune emozioni”., si lamentava. E per continuare affrontando gli atleti venuti a cantare per l’associazione creata da Coluche: “Adesso diciamo due frasi, virate, usciamo. C’è un calciatore che viene e canta come un matto, non importa. Dopo ce n’è un altro che canta bene. Non ho niente contro, ma non avevo più il mio posto lì”.

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